Castello di Himeji

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Castello di Himeji
姫路城
Himeji castle in may 2015.jpg
Castello di Himeji nel maggio 2015 dopo una ristrutturazione del tetto e dei muri durata 5 anni
Ubicazione
Stato attualeGiappone Giappone
RegioneKansai
CittàHimeji
Coordinate34°50′22″N 134°41′38″E / 34.839444°N 134.693889°E34.839444; 134.693889Coordinate: 34°50′22″N 134°41′38″E / 34.839444°N 134.693889°E34.839444; 134.693889
Mappa di localizzazione: Giappone
Castello di Himeji
Informazioni generali
TipoCastello giapponese - Periodo Nanboku-chō
StileAzuchi-Momoyama
Inizio costruzione
  • 1333 (Forte sul monte Himeyama)
  • 1346 (Castello di Himeyama)
  • 1555-1561 (espansione, al termine della quale prende il nome Castello di Himeji)
  • 1581 (espansione)
  • 1601-1609 (ricostruzione)
  • 1617-1618 (espansione) [1]
Costruttore
MaterialeLegno, pietra, gesso, mattonelle
Primo proprietarioAkamatsu Norimura
Condizione attualeIntatto, nel 2015 furono completati lavori di ristrutturazione e conservazione
Sito webwww.himejicastle.jp/
Informazioni militari
Funzione strategicaCastello militare e palazzo signorile
Presidio
  • ~500 (Famiglia Ikeda, soldati) [1]
  • ~4,000 (Famiglia Honda, soldati) [1]
  • ~3,000 (Famiglia Sakabura, soldati) [1]
  • ~2,200 (Famiglia Sakai, soldati) [1]
(EN) Himeji Castle, su japan-guide.com.
voci di architetture militari presenti su Wikipedia
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Castello di Himeji
(EN) Himeji-jo
Château de Himeji02.jpg
TipoCulturali
Criterio(i) (iv)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1993
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Il castello di Himeji (姫路城 Himeji-jō?) è un edificio militare che si trova a Himeji, nella prefettura di Hyōgo, in Giappone. Si tratta di una delle più vecchie strutture del periodo Sengoku che siano giunte fino a noi e dal 1993 è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Insieme ai castelli di Kumamoto e Matsumoto fa parte dei cosiddetti Tre castelli giapponesi, dei quali è il più ampio e più visitato dai turisti. Il castello di Himeji è conosciuto, a volte, anche col nome di Hakurojō, o Shirasagijō, cioè airone bianco, per via del suo aspetto esteriore di un colore bianco brillante.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello fu progettato e costruito nel corso del periodo Nanboku-chō, nei primi anni dell'epoca Muromachi. Il clan Akamatsu fu al fianco del principe Morinaga durante la vittoriosa guerra che pose fine allo shogunato Kamakura e fu ricompensato con l'assegnazione della provincia di Harima. Il capo del clan, Akamatsu Norimura, fondò nel 1333 quella che sarebbe diventata la città di Himeji costruendo un forte sul monte Himeyama. Il figlio di Norimura, Akamatsu Sadanori, fece demolire il forte e al suo posto fece costruire una struttura chiamata castello di Himeyama che fu completato nel 1346.[2][3] Il clan Akamatsu perse il potere in seguito alla ribellione Kakitsu e il clan Yamana si impossessò per breve tempo della struttura, che dopo la guerra Ōnin tornò in mano agli Akamatsu.

Il castello non subì sostanziali cambiamenti fino al periodo Sengoku, quando Harima divenne un feudo del clan Kuroda il cui capo Kuroda Shigetaka lo fece ristrutturare tra il 1555 e il 1561 e lo ribattezzò castello di Himeji. Secondo i suggerimenti del nuovo capo-clan Kuroda Yoshitaka, tra il 1580 e il 1581 Hashiba Hideyoshi, che avrebbe in seguito preso il nome Toyotomi Hideyoshi, fece costrure nel castello una torre fortificata di tre piani e ne fece il proprio quartier generale per l'attacco nell'Ovest del Paese.[2][3]

Dopo la battaglia di Sekigahara, nel 1600 Tokugawa Ieyasu assegnò la provincia di Harima al genero Ikeda Terumasa, che con il finanziamento di Tokugawa fece ricostruire il castello. Iniziò nel 1601 facendo scavare 3 fossati e in seguito fece erigere la torre principale a sei piani che tuttora domina il complesso; i lavori ebbero termine nel 1609.[2][3] Tokugawa si servì del castello di Himeji tra il 1614 e il 1615 come base per l'assedio di Osaka, dove il rivale clan Toyotomi aveva ristrutturato l'imponente castello di Osaka.[4] La struttura prese la forma definitiva con il bastione occidentale fatto costruire da Honda Tadamasa, i cui lavori ebbero fine nel 1618.[2][3]

Himeji fu uno degli ultimi possedimenti dei tozama daimyō alla fine del periodo Edo; fu tenuto dai discendenti di Sakai Tadasumi fino alla restaurazione Meiji. Nel 1868 il nuovo governo giapponese mandò un esercito da Okayama, agli ordini di uno dei discendenti di Ikeda Terumasa, con l'ordine di non danneggiare la struttura e di espellerne gli occupanti.

Con l'abolizione del sistema han del 1871 il castello fu venduto all'asta, comprato dallo Stato per 23 yen dell'epoca (100.000 ¥ attuali). Fu bombardato durante le fasi finali della seconda guerra mondiale ma non subì danni sostanziali benché gran parte dell'area circostante fosse stata rasa al suolo, e una bomba che cadde nel complesso fortunatamente non esplose. Nel 1956 iniziò un lavoro di restauro architettonico e nel dicembre 1993 il castello fu dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Fu sottoposto a una nuova opera di restauro partita nell'ottobre del 2010 e terminata nel marzo del 2015, che rese necessaria la chiusura in sequenza di alcune aree interne e l'installazione temporanea di impalcature esterne.[5][6]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Himeji è un tipico esempio di castello giapponese, che contiene molte delle strutture architettoniche e difensive presenti in questo tipo di costruzioni. Le alte fondazioni in pietra, i muri bianchissimi, l'organizzazione e disposizione degli edifici all'interno del complesso, sono elementi standard di ogni tipico castello giapponese, come anche le postazioni dell'artiglieria e i fori per il lancio di pietre contro il nemico. Il maschio, la struttura centrale del complesso, fu costruito tra il 1601 e il 1609.

La più importante struttura difensiva del castello di Himeji, e forse più famosa, è costituita dal dedalo di stradine che conduce al maschio centrale. Le porte d'accesso, i bastioni, e le mura esterne, sono state costruite in modo da condurre le forze nemiche che volessero avvicinarsi al castello in un percorso a spirale, con numerosi vicoli ciechi, che permettessero ai difensori di tenere sotto tiro costante gli assalitori. Il castello, comunque, non è mai stato attaccato in questo modo, quindi il sistema difensivo non ha potuto dare prova della sua efficacia.

Le tegole degli edifici e del corpo principale sono fissate con lo stucco e nelle parti anteriori presentano gli stemmi delle casate che vi si sono alternate.

Le finestre presentano delle grate atte ad evitare l’ingresso di frecce nemiche, inoltre esse sono decorate con lacca nera e foglie d’oro per evitare il propagarsi delle fiamme. Tale sistema veniva utilizzato anche nei templi Zen ed essendo una lavorazione preziosa denota un rango elevato dell’edificio. [7]

Le aperture sui muri di recinzione dette Sama consentivano ai soldati di difendere il castello lanciando frecce o usando armi da fuoco. Da ciò deriva la differente forma: tonde, triangolari e quadrate per le armi da fuoco, rettangolari per arco e frecce. [7]

I livelli[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio si eleva per cinque piani anche se nel conteggio vanno considerati anche due piani sotterranei:

  • Al quinto piano erano previste delle finestre ma esse furono murate. Qui c'è un piccolo santuario con il kami del castello nel punto più alto.
  • Al quarto piano si può vedere il pilastro centrale che sostiene la struttura del castello, esso è lungo 25 metri con un diametro di 95 cm. Per contenere tutta l'altezza i pilastri sono due sovrapposti e uniti da un giunto. Il pilastro centrale sostiene il castello da 400 anni.
  • Al terzo piano sono presenti delle finestre alte per far uscire i fumi in caso di attacco, le stesse erano raggiungibili con scale per fronteggiare il nemico.
  • Al secondo piano sono presenti diversi nascondigli per fare imboscate, in più vi sono altre stanze per riporre le armi
  • Al primo piano venivano riposte le armi, difatti sono presenti dei ganci.
  • Al piano terra si potevano scagliare pietre ad eventuali pietre.
  • Al piano -1 si trova una sorta di recipiente per la raccolta d’acqua più vari servizi.

Le parti del castello[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del castello: 1 - Honmaru (Bizen-Maru), 2 - Ni-no-Maru, 4 - Nishi-no-Maru

La porta Hishi (Hishi-no-Mon) è la porta di accesso al castello le cui finestre sono decorate con lacca nera e motivi a foglie dorate.[7]

Tra le varie mura c'è anche un fossato (Sangoku-Bori) che limitava la possibilità di attacchi del nemico.[7]

Lungo la salita di accesso al castello si trova una delle mura chiamate Ogi-no-Kobai il cui spigolo presenta una forma a curva simile a un ventaglio, da cui il nome “Pendio del ventaglio”[7]

Bizen-Mon porta di accesso al Bizen-Maru, rinforzata con lastre di ferro.[7]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Presso l'edificio Jujimon Gawara a fianco del castello una delle tegole del tetto presenta nella faccia laterale un bassorilievo a forma di croce. Secondo un'ipotesi si pensa sia collegata al fatto che uno dei signori del castello era Cristiano.[7]

Tra i personaggi storici che abitarono il castello vi furono Senhime, nipote del Tokugawa Ieyasu la quale venne dapprima darà in sposa (all'età di 7 anni) ad un nemico onde favorire un matrimonio politico, ma questi fu sconfitto in una battaglia e Senhime liberata. Successivamente conobbe Honda Tadatoki figlio del signore del castello di Himeji e se ne innamorò. Essi ebbero la possibilità di sposarsi per amore, evento piuttosto raro nell’era Sengoku, e per questo si trasferirono nel castello.

Secondo una leggenda, durante la costruzione del castello una povera donna anziana si presentò col desiderio di contribuire alla costruzione del castello. Non essendo riusciti a trovare nulla con cui contribuire offrì una vecchia ruota di macina in pietra che venne inserita nel muro Mizu no Ichi Mon dove ancora oggi è possibile vederla.[7]

Il castello è la struttura in legno più alta del Giappone.[7]

Nella cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

Una vista panoramica della città di Himeji dall'alto del castello

Il castello di Himeji appare molto spesso in produzioni televisive giapponesi. La residenza dell'imperatore del Giappone, conosciuta col nome di Kokyo, non possiede un maschio, così quando una produzione televisiva ha bisogno di una struttura che ne abbia uno, di solito fa ricorso al castello di Himeji.

L'edificio appare poi in alcuni famosi film:

Nel mondo dei videogiochi, è presente anche nella serie Civilization, più precisamente in Civilization V, Revolution e Revolution 2. In Age of Empires III, i Giapponesi, che compaiono nell'espansione The Asian Dynasties, possono costruire quattro tra le cinque meraviglie a loro disponibili, tra le quali figura lo Shogunato, il quale assomiglia esteticamente al castello di Himeji.

Accesso[modifica | modifica wikitesto]

Sanyō Shinkansen
Linea JR Kōbe
Linea principale San'yō
Linea Sanyō principale, Stazione di Sanyo Himeji (15 minuti a piedi)

Galleria d’immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) National Treasure Himeji Castle Guide book (PDF), Himeji Rojyo Lions Club, 2000. URL consultato il 3 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2011).
  2. ^ a b c d (EN) The History of Himeji Castle, su www2.memenet.or.jp. URL consultato l'11 agosto 2020 (archiviato il 4 settembre 2019).
  3. ^ a b c d (EN) A hilltop white heron 400 years old, su yomiuri.co.jp. URL consultato l'11 agosto 2020 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2020).
  4. ^ (EN) The Size of Himeji Castle, su www2.memenet.or.jp. URL consultato l'11 agosto 2020 (archiviato il 6 dicembre 2019).
  5. ^ Himeji, JNTO Ente Nazionale del Turismo Giapponese.
  6. ^ Restoring the Himeji Castle main keep, su himejijo-syuri.jp. URL consultato il 18 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2013).
  7. ^ a b c d e f g h i Informazioni provenienti dalla brochure ufficiale del castello in italiano

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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