Castello di Harlech

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Castello di Harlech
Harlech Castle/Castell Harlech
Anello di Ferro
Harlech Castle with Snowdon.jpg
Il castello di Harlech con, sullo sfondo, il monte Snowdon
Ubicazione
Stato attualeRegno Unito Regno Unito
Regione/area/distrettoGalles
CittàHarlech
Coordinate52°51′36″N 4°06′32.98″W / 52.86°N 4.109161°W52.86; -4.109161
Mappa di localizzazione: Regno Unito
Castello di Harlech
Informazioni generali
Tipofortezza
Costruzione1283-1290
CostruttoreGiacomo del Balzo
Materialearenaria
Condizione attualeAperto al pubblico
Proprietario attualeCadw
Visitabile
Informazioni militari
UtilizzatoreEdoardo I d'Inghilterra
Azioni di guerraGuerra delle due rose, Guerra civile inglese, ecc.
http://www.castles.me.uk/harlech-castle.htm
voci di architetture militari presenti su Wikipedia
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
Castello di Harlech
(Castelli e mura cittadine di re Edoardo a Gwynedd)
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Harlech Castle - geograph.org.uk - 497819.jpg
TipoCulturali
Criterio(iii) (iv)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1986
Scheda UNESCO(EN) Harlech Castle
(Castles and Town Walls of King Edward in Gwynedd)

(FR) Scheda

Il castello di Harlech (in inglese: Harlech Castle; in gallese: Castell Harlech) è un castello fortificato della cittadina di Harlech, nella contea gallese del Gwynedd (Galles nord-occidentale), costruito tra il 1283 e il 1290[1][2][3][4] su progetto di Giacomo del Balzo[1][3][5] e per volere di Edoardo I d'Inghilterra.

È la più meridionale[6] delle fortezze che fanno parte del cosiddetto "Anello di Ferro"[1][6] (le altre sono il castello di Beaumaris, il castello di Caernarfon e il castello di Conwy), edifici inseriti dall'UNESCO nel patrimonio dell'umanità[6] (dal 1986[7]).

È soprannominato il "castello delle cause perse", in quanto è stato espugnato diverse volte nel corso della storia[6], e "Mighty Harlech"[8]. L'edificio è ora gestito dal Cadw.[3][6]

Ubicazione[modifica | modifica wikitesto]

Il castello si trova nella Harlech Square, in cima ad uno sperone roccioso[3][9] dell'altezza di circa 60 m[10]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio è costruito in arenaria grigia.[6] Si tratta di un castello concentrico.[2]

Pianta del castello nel 1610

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'ordine di costruire il castello fu dato da Edoardo I d'Inghilterra nell'aprile del 1283[1], subito dopo la sua vittoriosa seconda campagna contro i Gallesi[1][5] e i lavori iniziarono il mese successivo[2]. Il progetto fu affidato all'architetto Giacomo del Balzo.[1][3][5] Nel 1286 furono impiegati nella costruzione circa 950 uomini.[1]

Nel 1404 il castello fu assediato e conquistato da Owain Glyndŵr.[1][2][3][6] Nel 1461 nel corso della Guerra delle due rose, fu l'ultima fortezza dei Lancaster a cadere in mano nemica.[2][6] Durante la Guerra civile inglese (1642-1648), fu l'ultima fortezza dei monarchici a cadere[3] (correva l'anno 1647[6]).

Il castello nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Castles of Wales: Harlech Castle
  2. ^ a b c d e Castles.me.uk: Harlech Castle
  3. ^ a b c d e f g CastleXplorer: Harlech Castle Archiviato il 20 novembre 2010 in Internet Archive.
  4. ^ The Great Castles of Wales: Harlech Castle, su greatcastlesofwales.co.uk. URL consultato il 30 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 30 novembre 2010).
  5. ^ a b c Wales Directory: Harlech Castle
  6. ^ a b c d e f g h i j King, John, Galles, Lonely Planet, Victoria, 2001 - EDT, Torino, 2002, p. 318
  7. ^ Castles and Town Walls of King Edward in Gwynedd - UNESCO World Heritage Centre
  8. ^ Medioevo.com: I castelli del Galles
  9. ^ Guide to Castles of Europe: Harlech Castle
  10. ^ The Heritage Trail: Welsh Castles > Harlech Castle Archiviato il 13 dicembre 2011 in Internet Archive.
  11. ^ a b Data-Wales: Men of Harlech, su data-wales.co.uk. URL consultato il 30 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2011).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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