Castello di Giove

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Castello di Giove
Castel di Juvo
GIOVE CASTELLO.jpg
Stato attualeItalia Italia
RegioneUmbria
CittàGiove
Coordinate42°30′33″N 12°19′28″E / 42.509167°N 12.324444°E42.509167; 12.324444Coordinate: 42°30′33″N 12°19′28″E / 42.509167°N 12.324444°E42.509167; 12.324444
Informazioni generali
Stilemedievale e barocco
Costruzione1191-XVII secolo
Costruttorescuola del Vignola
Proprietario attualeproprietà privata
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Il castello di Giove, o palazzo ducale o palazzo Mattei, s'impone decisamente sul piccolo borgo, in provincia di Terni: risalente al 1191, fu radicalmente rimaneggiato secondo il gusto secentesco da artisti della scuola del Vignola.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello e il borgo
in un'immagine d'epoca

Il borgo e la rocca devono l'insolito nome a un tempio dedicato a Zeus nel sito. Nel 1191 si ha la prima notizia storicamente accertata del fortilizio, in quanto conteso, per la sua posizione strategica, tra le vicine città di Orvieto, Todi e Amelia.

Nel XIV secolo nasce una disputa per il possesso del castello tra Orvieto e Toscana: nel 1328 papa Urbano IV investe del feudo giovese il conte Pietro di Anguillara.
Nel 1465 il maniero viene occupato da Amelia per passare ai Farnese; nel 1477 Sisto IV restituisce il castello, già appartenuto alla Camera Apostolica, all'Ospedale di Santo Spirito di Roma[2]. Cambierà ancora possessore con gli Ordelaffi per tornare ancora ai Farnese.[3]. Passò infine ai Mattei, che incominciano la sua trasformazione in residenza gentilizia e secondo i dettami architettonici dell'epoca, il 14 luglio 1597, data importante per l'edificio, quando Matteo Farnese cede per 65.000 scudi il feudo ai fratelli Ciriaco e Asdrubale Mattei (+1638), con il titolo di marchese. Il figlio di questi Girolamo, avuto da Costanza Gonzaga-Novellara, sarà il primo duca di Giove il 10 ottobre 1643: i discendenti conservano ancora questo rango.
Asdrubale commissionò a Carlo Maderno, in Roma, il palazzo Mattei di Giove, utilizzò il castello umbro come residenza estiva, fu collezionista d'arte e mecenate del Caravaggio.[4]

L'attuale aspetto dell'edificio, di maestoso palazzo-castello, gli fu dato da artisti della scuola del Vignola: ancora conserva, all'interno, un'imponente rampa per raggiungere il piano nobile con le carrozze.

Numerose stanze, terrazze, corridoi, passaggi coperti e ben 365 finestre (una per ogni giorno dell'anno) caratterizzano il castello, detto anche palazzo ducale o Mattei.

Alcuni locali sono affrescati, secondo il gusto manierista, dal Domenichino, da Orazio Alfani e da Paolo Veronese.

Fino ai giorni nostri il palazzo ha cambiato più volte la titolarità della proprietà.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA.VV., p.575
  2. ^ A.S.Roma. pergamena 55/76.
  3. ^ a b Amoni, p. 231
  4. ^ AA. VV., p. 575

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Umbria, Touring Club Italiano, Milano 2002,
  • Daniele Amoni, Castelli, Fortezze e Rocche dell'Umbria, Quattroemme, Perugia 1999.
  • L. Guerrini, Palazzo Mattei di Giove, Roma 1982.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]