Castello di Gifu

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Castello di Gifu
Gifujyou5.jpg
Castello di Gifu
Ubicazione
Stato attualeGiappone
CittàGifu
Coordinate35°26′02″N 136°46′56″E / 35.433889°N 136.782222°E35.433889; 136.782222Coordinate: 35°26′02″N 136°46′56″E / 35.433889°N 136.782222°E35.433889; 136.782222
Informazioni generali
TipoCastello medievale
Termine costruzione1201
Condizione attualericostruito
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Il castello di Gifu (岐阜城 Gifu-jō?) è un castello situato a Gifu, nella Prefettura di Gifu in Giappone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Gifu fu costruito per la prima volta dal clan Nikaidō tra il 1201 e il 1204 durante il periodo Kamakura[1][2]. Originariamente chiamato castello di Inabayama, il castello subì un gran numero di riparazioni nel corso di diverse generazioni. Nonostante fosse famoso durante il medioevo per la sua maestosità, nella sua storia venne conquistato da soli sedici uomini.

Durante il periodo Sengoku un samurai di nome Takenaka Hanbei si recò presso il castello, apparentemente per visitare suo fratello malato. In realtà andò al castello per uccidere Saitō Tatsuoki, il signore del castello. Quando Hanbei lo colpì, Tatsuoki rimase molto di stucco credendo che un esercito fosse entrato nel castello e fuggì. Così Hanbei ottenne il castello di Inabayama con relativa facilità. Successivamente Hanbei restituì il castello al suo signore, ma Tatsuoki perse una quantità incommensurabile di reputazione e onore a causa della sua fuga percepita dai suoi servitori come gesto di codardia.

Nel 1567 Oda Nobunaga lanciò un attacco alla provincia di Mino dal castello di Sunomata, guidò le sue forze attraverso il fiume Kiso e marciò direttamente verso la città-castello di Inoguchi (oggi città di Gifu) attirando il sostegno di molti servitori del clan Saitō lungo la strada. Nobunaga pose l'assedio al castello di Inabayama il 13 settembre 1567. Nonostante i difensori fossero demoralizzati nel vedere gli stendardi dei servitori Saitō tra l'esercito assediante, il castello in cima alla montagna aveva ancora una posizione quasi inespugnabile. L'assedio durò circa due settimane. Verso la fine dell'assedio, Kinoshita Tōkichirō, servitore di Nobunaga, guidò un piccolo gruppo sulle ripide scogliere del monte Kinka, entrò nel castello dalla parte posteriore incustodita e aprì i cancelli anteriori, consentendo alle forze attaccanti di entrare. Dopo la sconfitta di Tatsuoki, Nobunaga rivendicò il castello e ne fece la sua principale base operativa[3].

Nobunaga ribattezzò la roccaforte "castello di Gifu"[2], seguendo gli esempi di un'antica pratica cinese. Nobunaga procedette a rinnovare il castello in una struttura molto più imponente e grandiosa rispetto al suo precedente stato. Luis Frois, un rinomato missionario gesuita del Portogallo, venne personalmente invitato da Nobunaga a visitare il castello. Dopo un breve soggiorno a Gifu, Frois elogiò la straordinaria bellezza del castello.

La battaglia del castello di Gifu nel 1600 servì come preludio sia alla battaglia di Sekigahara che alla distruzione del castello di Gifu nello stesso anno. Dopo la demolizione del castello, parte della struttura fu portata al castello di Kanō a sud per fortificarne la posizione[1].

Il castello oggi[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale versione del castello di Gifu è una struttura in cemento costruita negli anni '50, poiché il castello precedente era stato distrutto dalle bombe incendiarie sganciate nella città circostante durante la seconda guerra mondiale[2]. All'interno del castello ci sono tre piani con reperti che rappresentano il passato del castello[2]. Con mappe, armi, immagini e altri manufatti in mostra, i visitatori possono ricreare la storia del castello. All'ultimo piano del castello, su un ponte di osservazione[2], i visitatori possono godere di una vista panoramica a 360 gradi dell'area circostante, inclusi il fiume Nagara e Nagoya. In vari periodi dell'anno il castello è aperto anche per le visite notturne, offrendo una vista mozzafiato della città[4].

A pochi passi dal castello c'è un piccolo museo d'archivio, contenente altri manufatti del castello di Gifu. Anche in questo museo ci sono immagini dei principali castelli di tutto il Giappone. L'ingresso in questo museo è incluso nel prezzo per visitare il Castello di Gifu, rendendolo una tappa utile per i visitatori del castello. Luci, passaggi pedonali e cartelli aggiunti durante la campagna di abbellimento del 2005 rendono la visita al castello ancora più comoda e istruttiva[5].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Gifu Castle Official Page Archiviato l'8 aprile 2008 in Internet Archive.. Template:In lang Gifu City Hall. Accessed January 11, 2008.
  2. ^ a b c d e Gifu Castle. Japan National Tourist Organization. Accessed May 7, 2008.
  3. ^ George Sansom, A History of Japan, 1334–1615, Stanford University Press, 1961, p. 278, ISBN 0-8047-0525-9.
  4. ^ Gifu City Walking Map. Gifu Lively City Public Corporation, 2007.
  5. ^ Outline of Gifu City 2005. Gifu City Hall, April 2005.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Oleg and Ran Zwigenberg Benesch, Japan's Castles: Citadels of Modernity in War and Peace, Cambridge, Cambridge University Press, 2019, pp. 374, ISBN 978-1-108-48194-6.
  • Morton S. Schmorleitz, Castles in Japan, Tokyo, Charles E. Tuttle Co., 1974, p. 117, ISBN 0-8048-1102-4.
  • (EN) Edmond Papinot, Historical and geographical dictionary of Japan, F. Ungar Pub. Co., 1964, p. 722.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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