Castello di Gallipoli

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Castello di Gallipoli
Castello angioino
Castelli del Salento
Gallipoli - Castello Aragonese.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Stato attuale Italia Italia
Regione Puglia Puglia
Città Gallipoli (Italia)
Coordinate 40°03′21.11″N 17°58′44.99″E / 40.055864°N 17.979164°E40.055864; 17.979164Coordinate: 40°03′21.11″N 17°58′44.99″E / 40.055864°N 17.979164°E40.055864; 17.979164
Mappa di localizzazione: Italia meridionale
Castello di Gallipoli
Informazioni generali
Tipo castello militare, fortezza
Costruzione XI secolo-XIII sec.
Costruttore Francesco di Giorgio Martini su proposta di Carlo V[non chiaro]
Materiale carparo, muratura
Condizione attuale in uso
Proprietario attuale Comune di Gallipoli
Visitabile si
Sito web www.castellogallipoli.it
Informazioni militari
Comandanti storici Com. uff. Gennaro Felisio
Comandante attuale -
Occupanti Corradino di Svevia (1268), Filippo e Roberto d'Angiò (1306-1327), la regina di Napoli Giovanna II (1414) e Ferdinando I (1463)
Eventi mostre, conferenze
[senza fonte]
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Il castello di Gallipoli, circondato quasi completamente dal mare, si erge con la sua imponente mole all'estremità orientale dell'isola che ospita il borgo antico. Edificato, molto probabilmente, già dall'XI secolo su preesistenti fortificazioni romane, fu ricostruito nel XIII secolo in epoca bizantina. Fu più volte rimaneggiato dai conquistatori che si susseguirono nel corso dei secoli.

Informazioni[modifica | modifica wikitesto]

mappa
Francesco di Giorgio Martini, architetto

Posto a guardia della città e del porto, un tempo crocevia di fiorenti commerci, presenta una pianta quadrangolare munita di tre torrioni circolari e di una torre poligonale. Tra il XV e il XVI secolo, sotto i domini degli Angioini e degli Aragonesi, il castello fu soggetto di sostanziali modifiche: venne isolato da un fossato su tutti i lati e, nel 1522, la necessità di rendere efficiente il sistema di difesa divenuto obsoleto, portò alla realizzazione della cortina di levante, il Rivellino. Progettato dall'architetto senese Francesco di Giorgio Martini, il quale lavorò per conto di Alfonso II di Napoli, si presenta staccato dal perimetro della fortezza ed isolata nelle acque.

L'accesso è consentito mediante un ponte levatoio in legno tuttora esistente. La torre ospita ancora le originarie catapulte e i cannoni usati per difendere la città. Nel Seicento, il ponte levatoio che collegava il castello alla terraferma fu sostituito da uno in muratura. L'interno ospita grandi sale con volte a botte e a crociera, vari cunicoli e camminamenti. La forma della fortezza rimase invariata sino alla seconda metà dell'Ottocento; fra il 1870 e il 1879 fu riempito il fossato e la facciata fu coperta con la costruzione del mercato ittico.

Nelle varie epoche vi trovarono rifugio, tra gli altri, Corradino di Svevia (1268), Filippo e Roberto d'Angiò (1306-1327), la regina di Napoli Giovanna II (1414) e Ferdinando I (1463). Secondo alcuni storici nel castello di Gallipoli nacque il pittore Giuseppe Ribera, lo Spagnoletto.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio del 2013, il docente universitario di archeologia presso la facoltà di Beni culturali dell'Università del Salento Paul Arthur si è soffermato sullo stato attuale del castello definendo così la città:«Gallipoli è un buco nero nella mappa salentina dei siti archeologici e monumentali»; l'abbandono del castello è indice di una scarsa attenzione verso la memoria storica.[1]

Riapertura[modifica | modifica wikitesto]

L'amministrazione comunale della cittadina ionica, nel 2013 ha pubblicato un bando per la riapertura e la gestione dell'antico maniero. Nel 2014, a seguito dell'aggiudicazione, in soli sei mesi, grazie al lavoro dell'Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie, con il coordinamento generale di Luigi Orione Amato e la direzione artistica dell'architetto Raffaela Zizzari, è stato reso fruibile un percorso di visita che mira a ricostruire la storia della città e dell'antico maniero, senza alterarne il carattere e senza avere la pretesa di essere un restauro integrale del monumento che richiederebbe ben altre risorse per ritornare agli antichi splendori.

Il castello demaniale riapre per la prima volta al pubblico il 5 luglio 2014: partecipano alla cerimonia le autorità civili, religiose e militari.

Il Castello di Gallipoli, è diventato meta per migliaia turisti provenienti da tutto il mondo, dalla Puglia e dal Salento ma soprattutto per i cittadini della città bella che da decenni vedevano negata la possibilità di apprezzare sale, torrioni, gallerie, corridoi, di ammirare la bellezza della luce del sole sulle pareti dell'atrio e il panorama mozzafiato che regalano le terrazze circondate dal mare jonio. Nel 2015 ha ospitato una bellissima mostra di e con Michelangelo Pistoletto che ha nominato il maniero gallipolino Ambasciata del Terzo Paradiso. [2] [3] [4]. Il castello di Gallipoli è stato scelto come una delle sedi dell'Esposizione universale del 2015; la notizia è stata diffusa nel mese di agosto 2014 [5].

Dall'estate 2015 è stato scelto come location del Premio Barocco.

Grazie ai risultati della gestione e della valorizzazione, il castello, in solo diciotto mesi, beneficiando del federalismo demaniale culturale, dall'aprile 2016 è diventato patrimonio comunale contribuendo ad arricchire l'offerta culturale del territorio.

Il castello venne riaperto parzialmente nel 1977, su iniziativa dei componenti dell'associazione culturale gallipolina "Gallipoli Nostra" (oggi diretta dallo storico locale Elio Pindinelli). Per l'occasione fu invitato Dario Antoniozzi del Ministro per i beni culturali e ambientali.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Costantini Antonio - Paone Michele Guida di Gallipoli. La città, il territorio, l'ambiente Congedo Editore (1992)
  • Marco De Mario Gallipoli. Guida storica ed artistica Capone Editore (2002)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]