Cassano all'Ionio

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Cassano all'Ionio
comune
Cassano all'Ionio – Stemma Cassano all'Ionio – Bandiera
Cassano all'Ionio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Amministrazione
SindacoCommissione straordinaria ex art. 143 D.Lgs. 267/2000: Mario Muccio, Roberto Panchiarotti, Rita Guida dal 22-11-2017
Territorio
Coordinate39°47′02″N 16°19′08″E / 39.783889°N 16.318889°E39.783889; 16.318889 (Cassano all'Ionio)Coordinate: 39°47′02″N 16°19′08″E / 39.783889°N 16.318889°E39.783889; 16.318889 (Cassano all'Ionio)
Altitudine250 m s.l.m.
Superficie159,07 km²
Abitanti18 346[1] (31-3-2017)
Densità115,33 ab./km²
FrazioniDoria, Lauropoli, Sibari
Comuni confinantiCastrovillari, Cerchiara di Calabria, Civita, Corigliano-Rossano, Francavilla Marittima, Frascineto, Spezzano Albanese, Villapiana
Altre informazioni
Cod. postale87011
Prefisso0981
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT078029
Cod. catastaleC002
TargaCS
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitanticassanesi
Patronosantissimo Crocifisso, san Biagio
Giorno festivoprimo venerdì di marzo, 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cassano all'Ionio
Cassano all'Ionio
Cassano all'Ionio – Mappa
Posizione del comune di Cassano allo Ionio all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Cassano all'Ionio è un comune italiano di 18 346 abitanti[1] della Provincia di Cosenza in Calabria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Centro della Piana di Sibari, nella Calabria del nord, è sede di una Diocesi. Le origini di Cassano All'Ionio, secondo molti storici, sono antichissime, più antiche di quelle di Sibari. Alcuni studiosi, infatti, affermano che i primi insediamenti risalirebbero all’epoca neolitica e se ne trovano tracce nelle straordinarie Grotte di Sant’Angelo. Quello di Cassano sarebbe il primo insediamento umano della Sibaritide e tra i primi dell’Italia Meridionale.

Se prescindiamo dalle notizie mitiche che si sono susseguite nei tempi, le prime informazioni documentate di una cittadina, Kossa, ci vengono nel VI secolo a. C. da Ecateo di Mileto, che nella “Periegesi” la cita come uno degli insediamenti Enotri, assieme ad altri villaggi fondati nello stesso periodo sempre dagli Enotri. Quello che fa pensare a Cassano è la caratteristica che questi villaggi hanno in comune, che è quella di essere situati nell’entroterra (en mesogheiai) e non sulle coste. Nel IX secolo a.C., infatti, i centri abitati degli Enotri erano situati in posizione dominante per poter meglio controllare il territorio e gli itinerari. Si trattava di piccoli centri costituiti da capanne, con un’organizzazione sociale di tipo tribale e basata sui rapporti di parentela. L’economia era essenzialmente agricola, anche se l’artigianato era abbastanza fiorente e basato principalmente sulla lavorazione di preziosi manufatti in bronzo.

L’intero territorio occupato dagli Enotri, in età storica, era compreso tra le colonie greche di Poseidonia e Metaponto e la maggior parte della Calabria settentrionale, che, successivamente, prese il nome di “Italìa” dal loro re Italo. Cassano, quindi, sarebbe l’antica Kossa ecataica. Molti dossografi danno per scontato che Kossa sia da riferire a Cassano, ma trovano opposizione nei filologi e in altri studiosi che ritengono molto improbabile e affrettata questa deduzione. Un’altra menzione che richiama Cassano è quella riportata da Giulio Cesare nel De Bello Civili, in cui Cesare, o Irzio, un suo generale, scrive che “Presso Cosa, in agro Thurino”, sarebbe stato ucciso Tito Annio Milone, un anticesariano, da un sasso gettato dalla Torre, lapide ictus ex muro, che oggi porta il suo nome, Torre di Milone. Anche in questa circostanza, molti studiosi hanno letto Cassano, senza considerare che la Torre di cui si parla non esisteva in epoca romana, ma è di epoca posteriore. Su questo, tuttavia, vi sono anche altre cittadine, come la Compsa irpina, che ne reclamano l’appartenenza. In questo senso si esprime anche Velleio Patercolo, nativo di Eclano, molto vicino a Compsa. Queste problematiche interpretative non significano, tuttavia, che nei periodi indicati non sia esistito un insediamento che si snodava lungo l’Ejano e sul costone della Pietra di San Marco, nelle cui grotte, come si è scritto in precedenza, è attestata la frequentazione dell’uomo dal neolitico medio. Anche il commercio dell’ossidiana, di cui sono stati rinvenuti reperti, praticato da questo popolo, documenta la presenza certa di un nucleo abitativo.

La storia di Cassano inizia, quindi, dal neolitico e si alimenta di una continuità storica ampiamente documentata. Va considerato tuttavia, la difficoltà a individuare con certezza l’origine del nome, che non può derivare da Kossa, per quanto scrivono i filologi, ma, con maggiore rigore scientifico, lo si può ritenere di origine romana. Infatti, un numero consistente di studiosi ritiene che derivi in epoca romana da un “Prediale”. Prima di spiegare il senso del temine, è opportuno ricordare che il 192 a.C. viene fondata, dai romani, una nuova colonia, Copia, in cui vengono inviati dei fanti e dei cavalieri, cui viene assegnata una parte dell’ager publicus. Il “Prediale” significa un territorio dato a una persona, da cui prende il nome. Ad esempio, Cassano deriverebbe da una Famiglia, gens Cattia, o Cassia, Cassìa o da un singolo, come Cassius. I toponimi detti prediali o fondiari derivano, quindi, da un nome personale latino (in genere corrispondente al gentilizio) con vari suffissi, specialmente -anus. In questo senso, si giustifica il nome di un luogo come quello di Cassanum o Cassianum, a seconda dell’evoluzione fonetica, toponimo che durerà fino all’età longobarda, quando diventerà, nel IX secolo, con Paolo Diacono, Cassanum e quindi, Cassano.

Chiarito questo, dobbiamo escludere una presenza enotra nel nostro territorio? L’ampio e profondo dibattito degli studiosi, comunque, non ha portato a conclusioni condivise, in quanto si è basato e sviluppato essenzialmente su aspetti filologici, trascurando di allargare e approfondire il contesto territoriale e di verificare se e dove, prima della presenza dei Greci, fossero presenti insediamenti abitativi riconducibili a una precedente colonizzazione, che avesse coinvolto anche il territorio di Cassano, o altri a esso limitrofi. Se teniamo presente tutto il contesto e l’articolazione dell’Enotria, ampiamente documentata, su molti territori limitrofi, sembrerebbe inverosimile che la Valle dell’Ejano, ricco di acque, anche termali, e collegato con le rotte commerciali che andavano verso il Tirreno, sia stato estraneo a questi processi di colonizzazione, determinatisi prima della presenza dei Greci, a partire dall’VIII sec. A.C.

Queste considerazioni sono sollecitate dal ritrovamento di reperti archeologici, risalenti all’XI secolo, età del ferro, agli inizi del 1900 vicino la Pietra del Castello, nella zona “Parco Milone”, durante la costruzione della vecchia ferrovia. Su questo, pur non avendo certezze assolute, sembra che a frequentare il nostro territorio dall’XI secolo in poi sia stato un popolo italico antichissimo, molto vicino alla facies degli Enotri. Di questo popolo, abbiamo degli arredi funerari, custoditi nel Museo di Reggio e una descrizione, dettagliata degli stessi che lasciano pochi dubbi sulle loro affinità con gli stessi Enotri.

Nel 576, con l'invasione dei Longobardi, Cassano divenne Castaldato del Ducato di Benevento. Nel 951 subì l'assedio del sultano Al Hassan, che gli risparmiò saccheggi e distruzione. Altri attacchi Saraceni avvennero in seguito, rispettivamente nel 969-970-1031-1040.

Durante la Repubblica Romana, Cassano divenne Municipio e in seguito città Romana. Nei secoli che seguirono, Cassano fu uno dei primi comuni ad abbracciare il Cristianesimo. Alcuni studiosi affermano che San Pietro e San Marco sono stati nella città per portare il messaggio evangelico. I segni del Cristianesimo sono ancora perfettamente ben visibili, tanto che Cassano è stata definita la "Città delle Chiese e delle fontane".

Quando l'Impero Romano declinò, Cassano subì la dominazione di Longobardi, Goti, Greci, Saraceni e Bizantini. Tutti questi popoli lasciarono segni profondi rintracciabili in documenti storici e in molti toponimi di località. Senza contare le tracce visibili ancora oggi nelle grotte carsiche. Pare che fu proprio con l’arrivo dei Bizantini, siamo nella seconda metà del IX secolo nel periodo in cui gli eserciti bizantini strapparono la Valle del Crati ai Longobardi, che fu eretta la Diocesi.

Dopo l’anno mille (1031) ad assediare Cassano arrivarono i Saraceni, popoli provenienti dalla penisola araba o, per estensione, di religione musulmana. “Ma gli Arabi di Sicilia non si lasciarono fermare dallo Stretto di Messina, e presto cominciarono a correre per l’Italia meridionale, come quelli di Spagna avevano fatto il secolo precedente in Francia. La Calabria fu più volte risalita da Reggio (ove, come a Narbona, sorse un’effimera moschea) sino alla Basilicata, alla Campania, alla Puglia”, (Francesco Gabrieli, op.cit., p.138).

Nell'anno 1054 Cassano fu occupata dai Normanni e successivamente dagli Svevi. A Cassano si tenne la battaglia tra Manfredi di Sicilia e Pietro Ruffo, vicario di Calabria, che si concluse con la vittoria dello stesso Manfredi. Nel 1284 Cassano, siamo arrivati al periodo degli Angioini, diventò un feudo assegnato a Icerio de Mignac. La città in seguito fu affidata a diversi altri feudatari, tra cui i Sanseverino (sec. XIV) e il Principe di Bisignano, il quale ultimo lo cedette nel 1622 al genovese Francesco Serra. La famiglia Serra godette di grande nobiltà in Genova, Spagna, Sardegna e nel Reame di Napoli. I Serra in più riprese passarono nel Napoletano sin dai tempi di Carlo I d’Angiò.

A cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo Cassano fu occupata e sottomessa dall'esercito di Napoleone: i francesi distrussero il castello Normanno, di cui ancora oggi sono visibili le fondamenta ed i resti della cinta muraria. Cassano ha fatto parte del Regno delle Due Sicilie per poi confluire nel Regno d'Italia, dove nel 1863 ha assunto la denominazione di Cassano allo Ionio (deliberazione comunale dell'8 novembre 1862 e R.D. 4 gennaio 1863).[2]

Il ramo di Cassano inizia con Laura Serra, duchessa di Cassano, Marchesa di Strevi e Rivadebro, sposa di Giuseppe Serra. La Duchessa Laura Serra, che nel 1763 fondò la frazione Lauropoli, è stata una donna austera e volitiva, colta e lungimirante. Ben presto, nonostante i suoi natali non fossero cassanesi (era nata a Portici in Campania), divenne punto di riferimento per l'intera comunità.

Il 21 giugno 2014 è stata meta di una visita pastorale di Papa Francesco.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Cattedrale di Cassano allo Ionio (Basilica Minore) dedicata alla Natività della Vergine, che secondo la leggenda popolare è stata costruita su un tempio dedicato a Giove.
  • Terme Sibarite[3].
  • Grotte Carsiche di Sant'Angelo.
  • Santuario di Santa Maria della Catena, grandioso edificio con portico in stile rinascimentale e cupola del XVII secolo.
  • Ruderi della Torre di Milone, dedicata al omonimo lottatore greco.
  • Crocifisso ligneo, alto oltre quattro metri, custodito all'interno della cattedrale, intorno al quale è sorta una leggenda: il suo sconosciuto creatore, finito il lavoro, guardò la sua creazione, gli sussurrò «Quanto sei bello, mio crocifisso», e morì.
  • Casa Museo Palazzo Viafora.
  • Grotta della "Vuccucciarda" o bocca bugiarda, chiamata così perché alcune persone rifugiandosi lì, morirono cadendo accidentalmente in alcune fosse profonde.
  • Teatro Comunale.
  • Biblioteca-Museo Diocesano.
  • Scavi Archeologici,si tratta del sito di una delle più ricche e importanti città greche della Magna Grecia.
  • Museo archeologico nazionale della Sibaritide,dove reperti degli scavi sono conservati.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Teatro comunale, Biblioteca Museo Diocesano, Museo Archeologico e Scavi di Sibari.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Cassano ospita L'istituto superiore secondario "Luca Pacioli" (ragioneria), l'I.P.S.I.A. (professionale),Socio Sanitario, Indirizzo professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione, Liceo Classico e Scientifico.

Una delle eccellenze di Cassano all'Ionio è l'orchestra della Scuola Media ''B.Lanza-Milani''.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Nella frazione di Sibari si trovano il Museo archeologico nazionale della Sibaritide e il Parco archeologico di Sibari.

Museo Diocesano, Piazza Sant'Eusebio, Cassano centro, Palazzo Vescovile.

Casa-Museo "Palazzo Viafora"' Via Ginnasio n.37, Cassano allo Ionio - Centro Storico

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Doria, antico villaggio di agricoltori, è situata più a sud della direzione Cassano-Lauropoli-Sibari, ed è votata all'attività agricola.
  • Lauropoli domina dall'alto della collina tutta la piana di Sibari. Le attività economiche preminenti sono prettamente agricole, con forti specializzazioni in campo ortofrutticolo e vivaistico. È stato fondato nel 1763, come borgo rurale, dalla Duchessa Laura Serra, figlia dell'allora Marchese Serra di Cassano[5]. La struttura originaria del paese era su due linee a forma di croce. Il 2 febbraio è importante la festa della Madonna della candelora (Patrona di Lauropoli).
  • Sibari ha una propensione al turismo (Laghi di Sibari e Marina di Sibari) e all'attività agricola. Nota per essere stata tra le più importanti e antiche colonie greche achee, vive nella florida storia magno-greca. Marina di Sibari è particolarmente attiva nella stagione estiva.
  • Altre frazioni minori: Lattughelle, Murate, Contrada Bruscate (zona chiamata Millepini o Le bruscate), ecc.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile marzo 2017, su demo.istat.it. URL consultato il 14 settembre 2017.
  2. ^ Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia
  3. ^ termesibarite.it, http://www.termesibarite.it/.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ lauropoli.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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