Cassa delle ammende

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La Cassa delle ammende è un ente pubblico italiano, istituito presso il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria del Ministero della giustizia e dallo stesso amministrato.

Istituita nel 1932, la sua disciplina, inizialmente contenuta nella legge 9 maggio 1932, n.547, è stata riformata dall'art. 44–bis della legge 27 febbraio 2009, n. 14. Suoi organi sono il presidente, il consiglio di amministrazione, il segretario e il collegio dei revisori dei conti; la composizione dei medesimi, così come l'amministrazione, la contabilità e le modalità di funzionamento dell'ente sono disciplinate dallo statuto, adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

La cassa delle ammende si compone di:

  • Fondo Patrimonio, che raccoglie i finanziamenti derivanti da:
    • somme versate a seguito di sanzioni disciplinari o pecuniarie disposte dal giudice;
    • proventi ricavati dai manufatti realizzati dai detenuti;
    • importi relativi alla vendita dei corpi di reato non reclamati da chi ne avrebbe diritto;
  • Fondo Depositi, che raccoglie:
    • somme di cauzione ordinate dai magistrati per misure di prevenzione o di buona condotta
    • averi non reclamati da chi esce dal carcere

Tali fondi dovrebbero essere destinati a programmi di riabilitazione e reinserimento dei detenuti, in base all'art. 27 della Costituzione Italiana, secondo cui le pene "devono tendere alla rieducazione del condannato".

La Cassa delle ammende si trova, però, in situazione di cronica mancanza di erogazioni. Nel 2008, ad esempio, aveva raccolto 104 milioni di euro di entrate a di 92 milioni di euro di uscite (di cui solo 7,3 milioni di euro per 16 progetti di riabilitazioni nelle carceri), con 12 milioni di avanzo. Il fondo totale della cassa è salito così a una rimanenza di quasi 146 milioni di euro da investire. A tal proposito l'ex presidente del DAP Ettore Ferrara accenna alla "farraginosità della normativa" e ai pochi progetti presentati dal territorio. L'Associazione Antigone, per i diritti dei detenuti, lamenta invece la mancanza di pubblicità e di bandi pubblici per i progetti di riabilitazione dei detenuti.

La riforma del 2008 ha, tra l'altro, inserito l'edilizia penitenziaria tra i progetti finanziabili, al fine di finanziare il "piano carceri" volto a sopperire al cronico sovraffollamento delle carceri italiane.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonello Cherchi, "Cassa delle ammende incapace di spendere", Il Sole 24 Ore, 7 settembre 2009

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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