Caso McMartin

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Il caso McMartin è stato un esempio di isteria collettiva riguardante l'abuso di minori.

Alcuni componenti della famiglia McMartin, proprietari ed insegnanti di una scuola materna a Manhattan Beach, California, furono accusati di abusi sessuali su alcuni dei minori di cui si prendevano cura. Dopo sei anni di processo furono pienamente assolti. Fu il più lungo processo penale della storia statunitense (sei anni, dal 1983 al 1989), oltre che il più costoso (15 milioni di dollari spesi dallo stato della California)[1].

I protagonisti[modifica | modifica wikitesto]

  • Peggy McMartin Buckey (1926-2000), proprietaria della scuola materna McMartin[2].
  • Virginia McMartin (1907-1995), madre di Peggy e proprietaria anch'essa della scuola[3].
  • Ray Buckey (1958-vivente), figlio di Peggy, assistente part-time nella scuola. Fu il primo accusato di abusi.
  • Judy Johnson (1944-1986), ex-studentessa di teologia[4]. Madre di un bambino che aveva frequentato la scuola McMartin, fu la prima a rivolgere accuse contro Ray Buckey. Alcuni anni più tardi si scoprì che era affetta da un’acuta paranoia schizofrenica[5][6][7][8]; morì nel 1986, a causa dell'alcolismo cronico che l'affliggeva[9][4], ancora prima che l'udienza preliminare si concludesse.[10]
  • Harry L. Kuhlmeyer Jr. (1923-?), capo della polizia di Manhattan Beach.
  • Kee MacFarlane (1947-vivente), psicoterapeuta del Children's Institute International (CII), una clinica di Los Angeles che si occupava di abusi.
  • Wayne Satz (1945-1992), giornalista della KABC, una tv locale affiliata all'ABC, tra i primi ad occuparsi del caso.

Le prime accuse e la nascita del caso[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 agosto 1983 Judy Johnson si rivolse alla polizia dicendo che suo figlio Matthew di due anni era stato molestato a scuola da Ray Buckey[9][5]. Sul bambino non furono trovati segni di violenza fisica, né si ebbero conferme da parte di altri bambini, ma ciononostante Ray fu arrestato il 2 settembre e la sua casa perquisita in cerca di prove e/o di materiale pornografico.

In seguito all'esito negativo di queste perquisizioni, Ray venne rilasciato. Nonostante la mancanza di prove, il capo della polizia di Manhattan Beach inviò a circa 200 genitori di alunni ed ex-alunni della McMartin una lettera in cui si informava che Ray Buckey avrebbe potuto compiere abusi sui bambini e si chiedeva di cercare conferma interrogando i figli. La lettera era “strettamente riservata”, ma ovviamente le voci corsero veloci fomentando il panico nella cittadinanza[9]. Il testo della missiva era:

« September 8, 1983. Dear Parent: This Department is conducting a criminal investigation involving child molestation (288 P.C.) Ray Buckey, an employee of Virginia McMartin's Pre-School, was arrested September 7, 1983 by this Department. The following procedure is obviously an unpleasant one, but to protect the rights of your children as well as the rights of the accused, this inquiry is necessary for a complete investigation. Records indicate that your child has been or is currently a student at the pre-school. We are asking your assistance in this continuing investigation. Please question your child to see if he or she has been a witness to any crime or if he or she has been a victim. Our investigation indicates that possible criminal acts include: oral sex, fondling of genitals, buttock or chest area, and sodomy, possibly committed under the pretense of "taking the child's temperature." Also photos may have been taken of children without their clothing. Any information from your child regarding having ever observed Ray Buckey to leave a classroom alone with a child during any nap period, or if they have ever observed Ray Buckey tie up a child, is important. Please complete the enclosed information form and return it to this Department in the enclosed stamped return envelope as soon as possible. We will contact you if circumstances dictate same. We ask you to please keep this investigation strictly confidential because of the nature of the charges and the highly emotional effect it could have on our community. Please do not discuss this investigation with anyone outside your immediate family. Do not contact or discuss the investigation with Raymond Buckey, any member of the accused defendant's family, or employees connected with the McMartin Pre-School. »
(F.to Il capo della polizia di Manhattan Beach[11])

I colloqui del CII e l’isteria collettiva[modifica | modifica wikitesto]

Più tardi centinaia di bambini furono esaminati dal CII, Children's Institute International, un'organizzazione non governativa contro l'abuso su minori. Entro la primavera 1984, a 360 di essi venne diagnosticato un trauma psicologico da subite violenze sessuali, sempre in mancanza di riscontri fisici[1][6]. La Tv locale KABC venne a sapere della cosa, e trasmise un servizio su un possibile collegamento tra la scuola e giri di pornografia infantile e di industria del sesso nei paraggi di Los Angeles. Il giornalista che seguiva il caso, Wayne Satz, nei suoi reportage assunse sempre una posizione sbilanciata a favore delle accuse e delle posizioni dei genitori[12] (Satz ebbe una relazione amorosa con Kee MacFarlane, la psicoterapeuta che esaminava i bambini[12]). In seguito ai servizi televisivi nell'intera città, in particolare fra i genitori delle presunte vittime, si diffuse un clima da "caccia alle streghe", presto allargatosi all’intero paese: i bambini furono sottoposti a pressioni continue da parte dei genitori e del CII[13] .

Dai colloqui con gli operatori della clinica uscirono testimonianze tanto agghiaccianti quanto, spesso, poco credibili[4]: i bambini testimoniarono di essere stati stuprati; di essere stati costretti a partecipare a film pornografici e a farsi fotografare[1][13][14]; di aver assistito alla mutilazione e all'uccisione di animali; di essere stati costretti a partecipare a rituali satanici, compreso l'omicidio rituale di bambini dei quali Ray aveva bevuto il sangue e bruciati i cadaveri[13]; di aver visto partecipare ai riti noti attori come Chuck Norris[15] e uomini politici; di essere stati chiusi in una bara e calati in una fossa; di essere stati molestati in un mercato e in un autolavaggio; di essere stati costretti a guardare mentre Ray Buckey uccideva una testuggine piantandole un coltello nel guscio, una minaccia per impedire loro di parlare; di essere stati portati in aereo a Palm Springs, violentati e riportati indietro; di essere stati portati in tunnel sotto la scuola e violentati (non fu mai trovato alcun tunnel)[13]; di aver visto streghe volare[1].

Per ciascun interrogatorio (e furono esaminati più di 400 bambini) lo Stato della California pagò al CII 455 dollari: questi soldi finirono per buona parte nelle tasche dei dirigenti e operatori dell'istituto. In seguito si scoprì che i colloqui del CII erano viziati da procedure volutamente scorrette, al punto da poter parlare di circonvenzione dei bambini[16][17]:

« i bimbi erano coinvolti in un contorto psicodramma del quale non capivano le implicazioni, li si faceva giocare con pupazzi (spesso completi di ogni particolare anatomico) e si chiedeva loro di rivivere, con la mediazione del gioco, lo stupro rituale che si supponeva avessero subito. Il gioco era pilotato dagli interroganti a suon di domande capziose, e le risposte del bimbo dovevano per forza confermare quanto l'adulto già sospettava. Kee MacFarlane aveva istruito gli interroganti a non accettare un "no" come risposta [...] Se il bimbo rispondeva "male", l'adulto doveva insistere perché il bimbo dicesse la 'verità'. Immancabilmente, il bimbo finiva per rispondere in modo da compiacere chi lo interrogava. »
(Luther Blissett, Lasciate che i bimbi – Pedofilia: un pretesto per la caccia alle streghe.)

Ma intanto la copertura colpevolista dei media aveva ormai fatto passare l'idea della certezza degli abusi: secondo dei sondaggi, la quasi totalità della popolazione di Manhattan Beach riteneva gli imputati colpevoli, anche dopo che molti dei capi d'accusa erano caduti.

Il processo[modifica | modifica wikitesto]

Il processo iniziò nel marzo 1984. Gli accusati erano Virginia McMartin, Peggy Buckey, Ray Buckey, Peggy Ann Buckey (sorella di Ray) e tre insegnanti della scuola, Mary Ann Jackson, Babette Spitler e Bette Raidor. Gli avvocati difensori chiesero che il processo si svolgesse in un'altra contea, ma il giudice rifiutò. Agli imputati vennero contestati 321 capi d'accusa riguardanti abusi su 48 bambini[1]. La Procura Distrettuale cercò di nascondere alla difesa la documentazione della malattia mentale della teste principale, Judy Johnson.

Nei 20 mesi di udienze preliminari l’accusa presentò la sua teoria di abusi all’interno di riti satanici, ma le prove prodotte in aula erano tutte molto deboli e facilmente contestate dai difensori (in più, le ispezioni della polizia e di gruppi di genitori nella scuola e nei pressi non trovarono niente che confermasse le testimonianze dei bambini). L'accusa fece offerte di sconti di pena a ciascun imputato perché testimoniasse contro gli altri, ma nessuno accettò. Nel gennaio 1986 Ira Reiner, il nuovo procuratore distrettuale, ritenne le prove “incredibilmente deboli” e fece cadere tutte le accuse nei confronti di Virginia McMartin, Peggy Ann Buckey, Mary Ann Jackson, Bette Raidor e Babette Spitler[8]. A carico di Peggy Buckey e del figlio Ray restarono 52 capi di imputazione. I loro casi andarono a processo e il 18 gennaio 1990, dopo tre anni di udienze e nove settimane di discussione della giuria, Peggy Buckey fu prosciolta da ogni accusa[8].

Ray Buckey fu riconosciuto innocente per 39 dei capi d’accusa e venne liberato su cauzione dopo più di cinque anni in galera. In agosto fu nuovamente sottoposto a processo per sei dei 13 capi rimasti, sui quali la giuria non riuscì a trovare un accordo. A quel punto l’accusa rinunciò a cercare di ottenere una condanna e il caso si chiuse con tutte le accuse contro Ray Buckey respinte[18]: era rimasto in galera per più di cinque anni senza essere mai stato condannato per alcun reato[9][14][19].

Peggy querelò immediatamente il Comune, la Contea, il CII e la ABC; pochi mesi dopo, anche Virginia McMartin e altri due imputati intentarono una causa. Questi tentativi fallirono perché una legge statale e diversi precedenti giuridici sancivano l'assoluta immunità di enti e associazioni come il CII nel caso collaborassero con la Pubblica Accusa.

Fine dell'incubo. Le conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

« Gli eventi di Manhattan Beach hanno rovinato molte vite. Centinaia di bambini, oggi teenagers, credono ancora di essere stati stuprati e seviziati durante grotteschi rituali. Sette adulti sono finiti sul lastrico. La scuola è stata chiusa e demolita. L'irresponsabilità dei media ha terrorizzato l'intera regione, e molti casi-fotocopia si sono verificati in Nordamerica e nel mondo. »
(Luther Blissett, op. cit.)

Nel 2005, uno dei bambini coinvolti nel processo ritrattò le accuse che aveva compiuto in tribunale:

« nessuno mi ha fatto nulla, e non ho mai visto loro [gli accusati, n.d.r.] fare alcunché. Ho raccontato un sacco di cose che non sono avvenute. Ho mentito. [...] Ogni volta che gli avessi dato [ai genitori e agli esaminatori del CII, n.d.r.] una risposta che a loro non piaceva, mi avrebbero fatto la stessa domanda incoraggiandomi a dare loro la risposta che cercavano. [...] Mi sentivo a disagio e un po' mi vergognavo, perché stavo diventando disonesto. Ma allo stesso tempo, per il tipo di persona che ero, qualunque cosa i miei genitori mi avessero chiesto di fare, l'avrei fatta. »
([20])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Robert Reinhold, The Longest Trial – A Post-Mortem. Collapse of Child-Abuse Case: So Much Agony for So Little., in The New York Times, 24 gennaio 1990. URL consultato il 24 ottobre 2008.
  2. ^ Wolfgang Saxon, Peggy McMartin Buckey, 74. Caught in a Child-Abuse Ordeal, in New York Times, 19 dicembre 2000. URL consultato il 7 febbraio 2014.
    «Peggy McMartin Buckey, a principal defendant in the Virginia McMartin Pre-School child-molestation case, who went free after a costly seven-year ordeal when prosecutors gave up, died on Friday in Torrance, Calif. She was 74 and lived in Torrance. ...».
  3. ^ David Stout, Virginia McMartin Dies at 88. Figure in Case on Child Abuse, in New York Times, 19 dicembre 1995. URL consultato il 7 febbraio 2014.
    «Virginia McMartin, who founded a preschool that became the center of the longest and most expensive criminal case in American history, died on Sunday. She was 88. ...».
  4. ^ a b c Marcia Chambers, Sex Case Accuser is Found Dead., The New York Times, 21 dicembre 1986. URL consultato il 21 agosto 2007.
    «The woman, Judy Johnson, 42 years old, whose mental stability has been the focus of a pretrial hearing going on in Superior Court here, was found dead Friday afternoon in her home in the affluent, seaside community of Manhattan Beach. The authorities performed an autopsy, but said further toxicological and neurological tests were needed to determine the cause of death.».
  5. ^ a b Margaret Talbot, The Lives They Lived: 01-07-01: Peggy McMartin Buckey, b. 1926; The Devil in The Nursery., in The New York Times, 7 gennaio 2001. URL consultato il 5 aprile 2008.
  6. ^ a b Snedeker 1995 p. 127
  7. ^ Mike Wilson, A Search For Victims Quest Search For The Truth In California Child Abuse Case Has Cost The Taxpayers Six Years, $15 Million., Miami Herald, 13 novembre 1989. URL consultato il 21 agosto 2007.
  8. ^ a b c Child-Abuse Case Ends In 2 Acquittals Preschool Trial Lasted 32 Months., in Miami Herald, 19 gennaio 1990.
  9. ^ a b c d Katherine Ramsland, McMartin Daycare Case, Crime Library. URL consultato il 26 agosto 2007.
  10. ^ Eberle, 1993, p. 32.
  11. ^ Letter to McMartin Preschool Parents from Police Chief Kuhlmeyer, Jr., University of Missouri–Kansas City, 8 settembre 1983. URL consultato il 21 agosto 2007.
  12. ^ a b David Shaw, Reporter's Early Exclusives Triggered a Media Frenzy, in Los Angeles Times, 20 gennaio 1990. URL consultato il 21 luglio 2007.
  13. ^ a b c d Paul Eberle, The Abuse of Innocence: The McMartin Preschool Trial, Prometheus Books, 1993, pp. 172–3, ISBN 0-87975-809-0.
  14. ^ a b Los Angeles Presses Inquiry Into Sexual Abuse of Children., in Associated Press in The New York Times, 1º aprile 1984. URL consultato il 29 luglio 2007.
  15. ^ Eberle, 1993, p. 22.
  16. ^ Nadja Schreiber, Lisa Bellah, Yolanda Martinez, Kristin McLaurin, Renata Stok, Sena Garven e James Wood, Suggestive interviewing in the McMartin Preschool and Kelly Michaels daycare abuse cases: A case study, in Social Influence, vol. 1, nº 1, Psychology Press, 2006, pp. 16–46, DOI:10.1080/15534510500361739.
  17. ^ S Garven, Wood JM, Malpass RS e Shaw JS, More than suggestion: the effect of interviewing techniques from the McMartin Preschool case, in Journal of Applied Psychology, vol. 83, nº 3, 1998, pp. 347–59, DOI:10.1037/0021-9010.83.3.347, PMID 9648524.
  18. ^ Eberle, 1993, p. 354.
  19. ^ McMartin preschool, Frontline. URL consultato il 21 agosto 2007.
  20. ^ K Zirpolo e Nathan D, I'm Sorry; A long-delayed apology from one of the accusers in the notorious McMartin Pre-School molestation case, Los Angeles Times Magazine, 30 ottobre 2005. URL consultato l'8 settembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Steffenoni, Presunto colpevole. La psicosi del sesso e i tanti casi di malagiustizia, Chiarelettere, 2009.
  • Luther Blisset, Lasciate che i bimbi – Pedofilia, un pretesto per la caccia alle streghe
  • Paul Eberle e Shirley Eberle, The Abuse of Innocence: The McMartin Preschool Trial, Prometheus Books, 1993.

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]