Case di terra della Fraschetta

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«La fabbricazione colla sola terra senz’altri materiali, né altro cemento, vale a dire senza pietra e calcina, consiste unicamente nella mano d’opera, ed è presso a poco una imitazione perfetta della natura.»

(Giuseppe Del Rosso, "Dell'economica costruzione delle case di terra". Opuscolo diretto agli industriosi possidenti e abitatori dell'agro toscano. Da un Socio della R. Accademia de' Georgofili di Firenze. Firenze 1793 presso J.A. Bouchard)

Le case di terra della Fraschetta si trovano nell'omonima area delimitata tra Alessandria, Tortona e Novi Ligure in Piemonte. La Fraschetta (Fraschèta in alessandrino), nei secoli passati è stato un lembo di territorio sotto il dominio dei duchi di Milano ricco, appunto, di frasche.

La storia delle case di terra della Fraschetta[modifica | modifica wikitesto]

Le case di terra della Fraschetta sono anche definite trunere. Si pensa che il termine trunera prenda il nome da trò o tròn che in alessandrino significa mattone in terra cruda. Tale definizione non è supportata da fonti etimologiche attendibili o sufficienti ed è di uso recente. Pare molto probabile che sia un'invenzione accademica. La modalità di costruzione delle case in terra nell'area dell'alessandrino non ha storicamente una definizione propria, ma le case semplicemente vengono definite in dialetto cà d' tèra.

Tecnica di costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Costruzioni in terra cruda e Pisé.

Le case di terra oggi[modifica | modifica wikitesto]

Ecomuseo "Tron e Trunere. Ecomuseo della terra cruda"[modifica | modifica wikitesto]

È attualmente in fase di approvazione da parte della Regione Piemonte l'ecomuseo "Tron e Trunere. Ecomuseo della terra cruda". La proposta di costituzione dell'ecomuseo "Tron e Trunere. Ecomuseo della terra cruda" è dettata dalla necessità di integrare alcune progettualità specifiche che il territorio ha espresso autonomamente. I tre soggetti promotori hanno sottoposto al vaglio della commissione giudicatrice regionale nel gennaio del 2006 i propri progetti; ad ogni proposta è stata riconosciuta una valenza e connotazione specifiche, sebbene il comune denominatore su cui tutte e tre fondano la loro candidatura sia il patrimonio architettonico locale in terra cruda. Da ciò la rilettura, rielaborazione e ridefinizione della proposta ecomuseale in forma congiunta avvenuta nel gennaio 2009. Nello specifico gli attori coinvolti sono il Comune di Bosco Marengo (Alessandria), il Comune di Novi Ligure (Alessandria) e l'Associazione “Amici della Biblioteca della Fraschetta” di Spinetta Marengo (Alessandria); il coordinamento dei lavori, almeno per questa prima fase interlocutoria e d'eventuale avvio, è affidato alla Provincia di Alessandria, con referente l'Assessorato alla Cultura e l'Assessorato alla Pianificazione Territoriale, quale appunto soggetto coordinatore pro-tempore.

Normativa[modifica | modifica wikitesto]

Le trunere sono protette dalla L.R. del Piemonte 2/2006, il comune di Novi Ligure fa parte dell'Associazione Nazionale Città della Terra Cruda dal 2004.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]