Casaralta

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Casaralta
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1919 a Bologna
Fondata da Cesare Donati e Carlo Regazzoni
Chiusura 2010
Sede principale Bologna
Settore Metalmeccanica
Prodotti Veicoli ferrotranviari

La Casaralta S.p.A., precedentemente nota come Officine di Casaralta era un'azienda italiana di costruzioni meccaniche del settore ferrotranviario e produttrice di apparecchi elettromeccanici.

Dal 1993 venne incorporata nel gruppo Firema per cessare definitivamente la produzione negli anni duemila.

Settori di attività[modifica | modifica wikitesto]

La produzione rimase focalizzata sul mercato italiano, con veicoli ferroviari prodotti sia per le Ferrovie dello Stato sia per alcune imprese regionali.

Carrozza pilota Casaralta a due piani

La precedente posizione nel settore tranviario fu mantenuta, con la produzione di tram a vapore ed elettrici per numerose tranvie fra cui la rete SNFT di Parma.

Fra le elettromotrici prodotte in seguito alla riconversione e all'ammodernamento degli stabilimenti figurano quelle per le ferrovie Roma-Fiuggi e Roma-Viterbo; l'apice viene raggiunto dal 1959 con la commessa di un lotto di elettromotrice ALe 601, seguito a distanza di qualche anno da quello delle elettromotrici per la Ferrotramviaria[1] di Bari.

Nel settore delle locomotive, costruite su progetto FS, fu prodotto un lotto di E.444, l'ultima serie del gruppo E.656 e alcuni componenti per le locomotive E.404 per i treni ETR 500.

La produzione di veicoli trainati comprese alcuni carri per trasporto di automobili, diverse carrozze UIC-X e carrozze letti e soprattutto il numeroso gruppo di carrozze a due piani realizzate su brevetto francese CIMT Lorraine.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 aprile 1895 fu siglato il rogito notarile con il quale Clemente Nobili acquistò un fondo in località Casaralta, posto fuori dalla cinta daziaria e limitrofo alla via Ferrarese lungo la quale era presente il binario comune alle tranvie Bologna-Pieve di Cento e Bologna-Malalbergo; nel terreno venne edificato il nuovo stabilimento di produzione delle Officine Nobili, opificio che si specializzò dapprima nella produzione di mobili e arredi lignei per poi diventare un produttore nazionale di veicoli ferroviari e tranviari, alcuni dei quali esportati anche all'estero in virtù della collaborazione con una multinazionale americana[2].

Alla morte di Nobili lo stabilimento bolognese rimase in attività come Succursale delle Officine Reggiane[3] per poi essere acquisito nel 1919 dagli imprenditori Cesare Donati e Carlo Regazzoni che, con il nome di Officine di Casaralta, proseguirono la produzione di veicoli ferroviari e apparecchiature meccaniche.

In seguito alla crisi del primo dopoguerra Regazzoni rilevò l'azienda, riorganizzandola e puntando sulla manutenzione dei rotabili ferroviari delle FS e sulla produzione di rotabili tranviari.

Capannoni della Casaralta in abbandono dopo la cessazione delle attività

Nel 1935 la società subì i pesanti effetti della crisi degli anni trenta e venne salvata dal fallimento grazie all'intervento dell'IRI mutando il 9 marzo 1935 la sua ragione sociale in Società Anonima Officine di Casaralta. Nel secondo dopoguerra la sua specializzazione venne sfruttata per la ricostruzione postbellica con la riparazione di vari tipi di rotabili, ma finito il lavoro entrò nuovamente in crisi fino ad essere posta in liquidazione[4].

Nel 1955 la società venne ricostituita e ciò la mise in grado di effettuare il salto di qualità abbandonando il settore delle riparazioni e espandendo quello delle costruzioni.

Gli anni settanta vedono la "Casaralta" entrare in compartecipazione di capitale per la costituzione delle Officine Meccaniche Casertane.

A partire del 1980, l'azienda entrò a far parte del Consorzio Firema costituito dai tre soci e fondatori, Fiore, Regazzoni e Marchiorello; infine nel 1993 venne incorporata per fusione nel gruppo Firema Trasporti[5] cessando l'attività nel 2010 quando fu avviata la demolizione della storica sede di via Ferrarese[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vittorio Cervigni, i treni di Casaralta in I Treni n. 189, 1998, p. 20.
  2. ^ Cesare Poggioni, Clemente Nobili e fratelli, una storia industriale bolognese, 1849-1906, Diforisma, 2009.
  3. ^ Marco Bianchini, Imprese e imprenditori a Reggio Emilia, 1861-1940, Roma, Laterza, 1995, pag.132
  4. ^ Vittorio Cervigni, i treni di Casaralta in I Treni n. 189, 1998, p. 16.
  5. ^ Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, parte seconda n. 134 del 10 giugno 1993
  6. ^ Si demoliscono le ex officine Casaralta, tre mesi per concludere i lavori, in La Repubblica, Bologna.it, 16 febbraio 2010. URL consultato il 10 settembre 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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