Casa di Aristide

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Coordinate: 40°48′21.99″N 14°20′45.9″E / 40.806107°N 14.346084°E40.806107; 14.346084

L'atrio con l'impluvium

La casa di Aristide è una casa di epoca romana, sepolta durante l'eruzione del Vesuvio del 79 e ritrovata a seguito degli scavi archeologici dell'antica Ercolano.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La casa di Aristide, così chiamata poiché al suo interno venne ritrovata una statua in un primo momento ritenuta, erroneamente, essere la raffigurazione di Aristide, un politico ateniese, mentre poi si è scoperto appartenere all'oratore Eschine[1], subì la stessa sorte delle altre strutture di Ercolano, ossia sepolta sotto una coltre di fango durante l'eruzione del Vesuvio del 79, poi solidificatosi; venne scoperta durante il periodo dell'esplorazioni borboniche, quando fu usata per raggiungere la vicina Villa dei Papiri[1]: purtroppo, i vari cunicoli scavati hanno distrutto la maggior parte degli ambienti, rendendone difficile l'interpretazione[2]. In seguito è stata riportata alla luce, grazie a scavi a cielo aperto, all'inizio del XX secolo da Amedeo Maiuri, anche se una buona parte resta comunque ancora da esplorare[1].

La casa, in zona panoramica, sul ciglio della collina, direttamente sul mare prima che l'eruzione spostasse la linea di costa, ha accesso dal cardine III e l'atrio è caratterizzato da un impluvium e diverse porte che conducono alla restante abitazione: manca una parte del muro perimetrale, abbattuto dagli esploratori borbonici e quindi la casa di Aristide risulta essere unita alla casa d'Argo[2]. Tutti gli ambienti sono realizzati in opus reticulatum e caratteristiche sono le sostruzioni in opera cementizia che reggono le stanze residenziali[1]; è presente inoltre un piano inferiore che veniva utilizzato come cantina[2]. Sulla spiaggia, che al momento dell'eruzione si trovava sotto la casa, sono stati ritrovati materiali di risulta, come frammenti di mattoni, stucchi e gesso, segno di lavori di recenti ristrutturazioni per riparare i danni provocati dai frequenti terremoti[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d La Casa di Aristide, su pompeiisites.org. URL consultato il 02-05-2013.
  2. ^ a b c d Cenni sulla Casa di Aristide, su sites.google.com. URL consultato il 02-05-2013.

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