Casa del jazz

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Casa del jazz
Casa del jazz v le di Porta Ardeatina 3019.JPG
La casa del Jazz. Ingresso da viale di Porta Ardeatina
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
LocalitàRoma
Indirizzoviale di porta Ardeatina
Coordinate41°52′25.62″N 12°29′40.01″E / 41.873783°N 12.494448°E41.873783; 12.494448Coordinate: 41°52′25.62″N 12°29′40.01″E / 41.873783°N 12.494448°E41.873783; 12.494448
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1936 - 1939
Realizzazione
ArchitettoCesare Pascoletti
ProprietarioComune di Roma
CommittenteBanca Nazionale del Lavoro

La Casa del jazz, situata a Roma in viale di porta Ardeatina, è costituita da un complesso di tre edifici posti in parco pubblico di circa due ettari e mezzo. All'interno della villa patronale si trova un auditorium multifunzionale da 150 posti, progettato per concerti, proiezioni, guide all'ascolto e conferenze; un sistema di registrazione consente di salvare e diffondere gli eventi in programmazione. Nella stessa struttura vi sono una mediateca ed una biblioteca aperte al pubblico, un bookshop ed una caffetteria. I due edifici secondari ospitano sale di prova e registrazione, una foresteria a disposizione dei musicisti ed un ristorante.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La villa venne edificata sulle rovine di un casale seicentesco tra il 1936 ed il 1939 quando Arturo Osio, socio fondatore della Banca Nazionale del Lavoro, rilevò l'area e affidò la costruzione all'ingegnere Cesare Pascoletti, allievo di Marcello Piacentini. All'architetto paesaggista Pietro Porcinai fu affidata la sistemazione del parco. Nella sala da pranzo ubicata al pian terreno, attualmente Sala Multimediale della Casa del Jazz, un affresco di Amerigo Bartoli raffigura una veduta di piazza Navona.

Negli anni Ottanta, Enrico Nicoletti, passato agli annali della cronaca giudiziaria italiana come il cassiere della banda della Magliana, la acquistò dal vicariato di Roma. Gli ambienti interni ed i prospetti esterni furono pesantemente modificati dagli interventi ed abusi edilizi richiesti dalla nuova proprietà.

Villa Osio è stata confiscata e nel 2001 assegnata al Comune di Roma grazie alla legge 109/96, la legge "Pio La Torre" che regola le disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati alle mafie. Una lapide con i nomi delle vittime di mafia è ben in vista all'ingresso a testimonianza della vittoria rappresentata dalla restituzione del bene ai cittadini.

L'inaugurazione avviene nell'aprile del 2005, la direzione è affidata a Luciano Linzi e la gestione all'Azienda speciale Palaexpo, che in nome e per conto del Comune di Roma gestisce inoltre le Scuderie del Quirinale, il palazzo delle Esposizioni e la Casa del cinema.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guido Ingrao, La Casa del Jazz a Roma. Il recupero di Villa Osio, sottratta alla criminalità e consegnata ai cittadini, Milano, Mondadori Electa, 2008, ISBN 978-88-370-5694-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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