Casa Rietveld Schröder

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Coordinate: 52°05′07″N 5°08′52″E / 52.085278°N 5.147778°E52.085278; 5.147778

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall’UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Rietveld Schröderhuis (Casa Rietveld Schröder)
(EN) Rietveld Schroder House
Rietveld Schröderhuis HayKranen-20.JPG
Tipo Culturali
Criterio (i) (ii)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2000
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

La Casa Rietveld Schröder (conosciuta anche con il nome di Casa Schröder) si trova ad Utrecht e venne costruita nel 1924 dall'architetto olandese Gerrit Rietveld per conto di Mrs. Truus Schröder-Schräder e le sue tre figlie. Al primo piano la signora chiese che la casa fosse costruita preferibilmente senza pareti divosorie interne, per cui è congeniata con un singolare sistema di pannelli scorrevoli. Per quanto né l'architetto né la committente intendessero conformarmi al movimento De Stijl che in quegli anni nasceva in Olanda, l'edificio ne rappresenta uno dei migliori esempi in architettura. Nel 2000 venne inserita tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La casa Rietveld Schröder costituisce uno stacco netto con l'architettura precedente. Fu costruita in un lotto che all'epoca rappresentava il confine ultimo della città, aperta sul paesaggio naturale. La casa, a due piani,, venne quindi costruita alla fine di una schiera di edifici a due piani, ma non si adegua agli edifici attuigui.

Il piano terra è composto in maniera più tradizionale, con pareti divisorie che compongono un ingresso, una cucina, una stanza per la domestica, uno studio per i bambini e uno che fu usato da Rietved stesso come studio personale, oltre a un piccolo bagno. Qui ciascuna stanza è dotata di un'ampia finestratura e, nel caso dello studio di Rietved e della camera della domestica, di un ingresso indipendente. La cucina ha una finestra dotata di mensola creata appositamente per passare la spesa, e l'ingresso ha una cassetta per la posta trasparente, in vetro, per vedere immediatamente se ci siano arrivi o meno.

Il piano superiore è la parte più radicalmente innovativa della casa. Si tratta infatti di un "open space" dinamico, dove pabnnelli scorrevoli possono creare tre camere da letto, un bagno e un soggiorno, oppure aprirsi e chiudersi fino ad avere uno o più spazi più ampi. La camera della signora Schröder è infatti piuttosto piccola, ma può diventare un tutt'uno col disimpegno del bagno e da qui confluire direttamente nella stanza delle figlie e nel salotto. Facendo scomparire la divisione tra il salotto e la camera del figlio si crea un unico spazio dove si possono anche proiettare film sulla parete (un proiettore usciva da un mobile "a scatole sovrapposte" appositamente congeniato.

Mrs Schröder voleva che il soggiorno si potesse usare in entrambi i modi, aperto o suddiviso. Questa richiesta venne soddisfatta con un sistema di pannelli scorrevoli ed a ribalta. Pannelli appesi alle pareti, apparentemente decorativi, servono in realtà per tappare la luce dalle finestre di notte. Particolarmente suggestiva è la finestra angolare del soggiorno, dove una volta aperte le ante scompare l'angolo, che non è strutturale.

Le facciate sono un collage di piani e linee i cui componenti sono volutamente separati gli uni dagli altri. Questo metodo permette di usufruire di balconi. Proprio come nella sua sedia rossa e blu, dove ogni parte ha una sua forma, posizione e colore. I colori sono stati scelti per aumentare l'effetto di "plasticità" delle facciate; le superfici sono bianche o in sfumature di grigio, infissi di porte e finestre sono neri, ed altri elementi usano i colori primari. Nonostante le apparenti stravaganze, ogni elemento ha una sua precisa funzione, statica o funzionale, come ad esempio il parapetto del terrazzo, che si allunga in basso a crare un rettangolo non in asse con la divisione dei piani: tale accorgimento in realtà nasconde, al piano terra, un alto ripostiglio nella stanza dello studio.

Per arredare la casa, rispettando il binomio funzionalità, codice cromatico Rietvel progettò anche numerosi mobili, come la celeberrima Red & Blue Chair, del (1923).

La signora Schröder visse in questa casa fino alla morte avvenuta nel 1985. Col crescere della città, Rietved e la signora si preoccuparono del circondario che andava nascendo, realizzando ad esempio un blocco di condomini dirimpetto all'abitazione. Tuttavia negli anni '60, tra queste abitazione e la casa Rietveld Schröder, fu progettata un'autostrada (a cui partecipò nella progettazione lo stesso Rietved) che compromise irrimediabilmente il rapporto della casa con l'esterno, togliendo spazio e visuale agli affacci. Con tali presupposti la signora Schröder arrivò anche al progetto di far abbattere la casa, che comunque secondo lei "non era nata per durare nel tempo".

La casa venne tuttavia restaurata da Bertus Mulder ed ora è un museo aperto ai visitatori.

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