Casa Bossi (Novara)

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Casa Desanti-Bossi
Novara CasaBossi facciata.jpg
La facciata
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Piemonte
Località Novara
Indirizzo Baluardo Quintino Sella angolo Via Pier Lombardo
Coordinate 45°26′55.78″N 8°37′10.81″E / 45.448828°N 8.619669°E45.448828; 8.619669Coordinate: 45°26′55.78″N 8°37′10.81″E / 45.448828°N 8.619669°E45.448828; 8.619669
Informazioni
Condizioni abbandonata, in progetto di recupero
Costruzione 1857
Inaugurazione 1865
Stile Neoclassico
Realizzazione
Architetto Alessandro Antonelli
Proprietario storico Carlo Bossi

1leftarrow blue.svgVoce principale: Novara.

Casa Bossi è una residenza di Novara opera ottocentesca dell'architetto Alessandro Antonelli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

vista dal cortile interno

L'edificio venne commissionato nel 1857 ad Alessandro Antonelli da Luigi Desanti, nobiluomo corso, che aveva acquistato a Novara il fabbricato settecentesco appartenente alla marchesa Amalia Coconito di Montiglio, situato nell'antica contrada di Sant'Agata.

Alessandro Antonelli dallo stesso anno iniziò i lavori di modifica e di ampliamento dell'edificio, completando la facciata nel 1859. Un importante descrizione sul fabbricato ci è dato da un documento notarile del 1864, anno in cui Luigi Desanti ipotecò l'edificio a favore dell'ospedale Maggiore della Carità di Novara.

Nel 1865 le costruzioni adiacenti all'edificio furono definitivamente demolite, rendendo così possibile il prolungamento di via Pier Lombardo direttamente sul baluardo. Iniziarono quindi i lavori di rifinitura della facciata laterale, sulla quale si apre il portone di entrata principale.

Nello stesso anno morì il committente e l'edificio venne ereditato dalle tre figlie, Carlotta Talenti, Luigia Penazzo e Bianca Merialdi, che quindici anni dopo, il 29 dicembre del 1880 vendettero la proprietà al cavaliere Carlo Bossi.

Nel 1927 Carlo Bossi lasciò in eredita l'edificio al figlio Ettore, ed alla figlia Emma Bossi Acerbi Bertone. Nel 1935 gli fu affiancato sulla facciata settentrionale un nuovo corpo di fabbrica che ne nascose interamente le decorazioni. Furono inoltre aggiunti balconi di raccordo fra Casa Bossi e il nuovo edificio.

Alla morte di Ettore Bossi, avvenuta nel 1951 l'edificio passò al "Civico istituto Dominioni", che nel 1970 ne vendette la maggior parte degli arredi all'asta. Il degrado della costruzione costringe al rifacimento della copertura nel 1999; arredi e decorazioni vengono asportati da incursioni vandaliche e alcune entrate sulla facciata principale verso il giardino vengono chiuse.

La casa fu protagonista insieme ai suoi abitanti e frequentatori di un romanzo di Sebastiano Vassalli intitolato Cuore di pietra (romanzo)

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