Carte da gioco

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Caravaggio, I bari, olio su tela, 1594 (Fort Worth, Kimbell Art Museum).

Una carta da gioco è normalmente una tessera di forma rettangolare (rotonda in India) di carta pesante o di plastica, delle dimensioni di una mano, usata per fare giochi di carte. Una serie completa di carte viene detta mazzo. Le carte da gioco sono alcuni degli strumenti più usati dagli illusionisti, così come nelle pratiche occulte quali la cartomanzia. Diversi giochi di carte coinvolgono (o comunque sostengono) il gioco d'azzardo e subiscono la disapprovazione di alcuni gruppi religiosi. Sono anche oggetto di collezionismo (distintamente dalla carte realizzate apposta per giochi di carte collezionabili): mazzi nuovi o speciali sono prodotti comunemente per i collezionisti, spesso con temi politici, culturali o educativi.

Un lato di ogni carta, il fronte o la faccia, porta dei segni che la distinguono dalle altre e determinano il suo uso nelle regole di un particolare gioco, mentre l'altro, il dorso o il retro, è identico per tutte le carte di un mazzo, generalmente con motivo astratto. Nella maggioranza dei giochi le carte sono raggruppate in un mazzo ed il loro ordine viene reso casuale mediante una procedura detta mescola, per fornire un elemento di casualità nel gioco.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Sei di denari del mazzo di carte mamelucche del XV secolo.

L'origine delle carte da gioco è ignota, ma le prime testimonianze del loro uso risalgono alla Cina poco dopo l'invenzione della carta, forse attorno al X secolo. Le antiche cinesi "carte moneta" avevano tre "semi": Jian o Qian (monete), Tiao (stringhe di monete, dove il nome stringa implica il foro che le monete cinesi hanno per poterle appendere e impilare su una corda), Wan (diecimila), e a questi si aggiungevano altre tre carte singole Qian Wan (Migliaia di Diecimila), Hong Hua (Fiore Rosso) e Bai Hua (Fiore Bianco). Queste erano rappresentate da ideogrammi con numerali da 2 a 9 sui tre semi. Wilkinson suggerisce che le prime carte siano state in realtà denaro reale e che fossero contemporaneamente lo strumento di gioco e la posta scommessa[1]. Le tessere del moderno Mahjong e del domino si sono probabilmente evolute da queste prime carte da gioco. La parola cinese p'ai viene usata per descrivere sia le carte che le tessere da gioco.

Il tempo ed i modi dell'introduzione delle carte da gioco in Europa è oggetto di discussioni. Il 38º canone del Concilio di Worcester (1240) viene spesso citato come dimostrazione dell'esistenza delle carte in Inghilterra alla metà del XIII secolo, ma i giochi de rege et regina che vi vengono menzionati più probabilmente erano gli scacchi. Se le carte da gioco fossero un fenomeno diffuso in Europa già nel 1278, Francesco Petrarca ne parlerebbe nel De remediis utriusque fortunae a proposito dei giochi d'azzardo, ma non è così. Altri scrittori dell'epoca (tra cui Giovanni Boccaccio e Geoffrey Chaucer) citano o si riferiscono a vari giochi, ma non esiste un singolo passaggio che si possa attribuire alle carte.[2] In altre opere coeve, supponiamo dunque che la parola "carte" sia frutto di una errata traduzione o interpolazione.

È probabile che le antenate delle moderne carte da gioco siano arrivate in Europa attraverso i contatti con i Mamelucchi egiziani alla fine del XIV secolo, e per quell'epoca avevano già assunto una forma molto simile a quella odierna. In particolare il mazzo dei Mamelucchi conteneva 52 carte, che formavano quattro semi: Jawkân (bastoni da polo), Darâhim (denari), Suyûf (spade) e Tûmân (coppe). Ogni seme conteneva dieci carte, numerate da 1 a 10, e tre figure (o carte di corte) chiamate malik (re), nā'ib malik (viceré o deputato del re) e thānī nā'ib (secondo o sotto-deputato). Le figure mamelucche mostravano disegni astratti senza ritrarre persone (a causa della legge islamica che vietava di ritrarre figure umane), ma riportavano il nome di ufficiali dell'esercito. Un mazzo completo di carte da gioco mamelucche fu scoperto da Leo Ary Mayer nel Topkapi Sarayi Museum di Istanbul nel 1939; questo mazzo particolare risale a dopo il XV secolo, ma le sue carte corrispondono a quelle di un frammento di mazzo datato tra il XII e il XIII secolo.[3] Ci sono alcune prove che suggeriscono che questo mazzo si sia evoluto da un mazzo precedente composto da 48 carte che aveva solo due figure per seme ed alcune altre prove sembrano suggerire che le prime carte cinesi arrivate in Europa siano passate per la Persia che a sua volta ha influenzato i Mamelucchi.[4]

Si ignora se queste carte abbiano influenzato le carte indiane usate nel gioco della Ganjifa o se sia avvenuto il contrario. In ogni caso le carte indiane si distinguono per alcune caratteristiche: sono rotonde, generalmente dipinte a mano con schemi intricati e comprendono più di quattro semi (a volte fino a dodici).

Assi dei quattro semi confrontati con alcune figure in rilievo sugli aes signatum.

Esiste anche una nuova teoria che vuole che le carte da gioco derivino direttamente da lingotti romani conosciute come aes signatum (minerale - rame o bronzo - contrassegnato, del peso di circa 1,5 kg), dato che su questi lingotti di forma rettangolare vi sono, tra varie figure, un sole (o anche un'aquila), una spada, un bastone ed una coppa. Secondo quanto sostenuto in questa ipotesi gli assi e i relativi semi sarebbero direttamente ispirati ad antichissime monete romane chiamate Assi Queste monete non sarebbero mai entrate nella ricostruzione storica in quanto praticamente sconosciute (se ne conoscono pochissimi esemplari). Per questo motivo chi in passato aveva sostenuto questa tesi (Padre Daniel nel saggio: Origine du jeu de piquet, trouvé dans l’histoire de France, in “Journal de Trevoux”, maggio 1720. Citato da Cesare Cantù, Storia Universale, Volume X, Epoca XI, Torino, 1842, pag. 221-222.) si era poi dovuto rassegnare davanti all'impossibilità di produrre prove concrete. Anche il fatto che il termine "asso" derivi dal latino aes (asse) che indica proprio le monete in questione, viene considerato una forte prova dai fautori di questa rivoluzionaria interpretazione. [5][6].

Diffusione in Europa e prime modifiche dell'aspetto[modifica | modifica sorgente]

Comparazione tra il re di cuori ed il re di denari di due mazzi del XVI secolo.
Fante di denari del mazzo «Italia 2», 1390-1410.
Georges de La Tour, "il baro", museo del Louvre, Parigi.
Regina di cuori di un mazzo di Claude Valentin (metà del XVII secolo). Si noti che la regina, personificazione di Caterina de' Medici nelle intenzioni dell'autore, impugna lo scettro anziché stringere un ventaglio. Questo particolare sottolinea il disprezzo dei francesi dell'epoca per Enrico III (raffigurato come re di cuori con il ventaglio). E sicuramente anche a causa delle disposizioni decretate da questo re a sfavore dei produttori di carte da gioco.[7]

Alla fine del XIV secolo l'uso delle carte da gioco si diffonde rapidamente in Europa. Tra i primi riferimenti, notevoli i seguenti:

  • 1371: In Catalogna, Diccionari de rims de Jacme March[8]
  • 23 maggio 1376: un'ordinanza fiorentina vieta il gioco delle naibbe (naibe), nome arcaico per le carte da gioco, probabilmente derivato da nā'ib (dall'arabo "deputato", peraltro nome di una delle figure delle carte mamelucche);[9]
  • 1377: nel sermone Tractatus de moribus et disciplina humanae conversationis un frate domenicano di Basilea descrive un gioco di carte.[10]
  • 1377: un'ordinanza parigina vieta il gioco delle carte nei giorni feriali
  • 26 ottobre 1380 a Barcellona, nell'inventario del mercante Nicolas Sarmona viene elencato «un gioco di carte (nayps) di 44 pezzi».

Il mazzo di carte europeo più antico che ci si conosca è il mazzo chiamato «Italia 2», datato tra il 1390 ed il 1410 e conservato al Museo Fournier de Naipes di Vitoria.[11] Un altro mazzo tanto antico è il Stuttgarter Kartenspiel ("Mazzo di Stoccarda") risalente al 1430.

Risalgono al Quattrocento anche le carte dei Tarocchi. I mazzi più famosi e più antichi di Tarocchi che siano pervenuti sino a noi furono realizzati per i Visconti di Milano e per gli Este di Ferrara [12][12][13]. Se ne conoscono vari esemplari, tutti incompleti, conservati presso collezioni pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti d'America. L'unico mazzo completo giunto ai nostri giorni dal Quattrocento è quello dei Tarocchi Sola-Busca, conservato a Milano alla Pinacoteca di Brera.

Gli europei variarono molto la struttura e l'aspetto delle carte da gioco nel XV secolo. Le figure delle carte cambiarono per rappresentare le famiglie reali europee ed i loro vassalli, originariamente "re", "cavalieri" e "servi". La regina venne introdotta in modi differenti: nei più antichi mazzi tedeschi arrivati fino a noi (1440 circa) la regina rimpiazza il re in due dei semi come carta di maggior valore. Durante il XV secolo sono comuni mazzi da 56 carte contenenti re, regina, cavaliere e servo. Anche i semi variano, molti produttori non ritennero che fosse necessario avere un insieme tipico di nomi per i semi, quindi i primi mazzi ne hanno varietà differenti (pur essendo sempre in numero di quattro). Gli stampatori tedeschi produssero carte usando cuori, campane, foglie e ghiande, semi presenti anche nei mazzi della Germania meridionale e orientale per il gioco dello Skat, e nei mazzi bavaresi per il gioco del Watten e del Mao Mao (diffusi anche in Alto Adige). Le più tarde carte italiane e spagnole del XVI secolo usano spade, bastoni, coppe e denari.

È certo che il mazzo dei tarocchi fu inventato nell'Italia del Nord in questo periodo, sebbene molti credano erroneamente che sia stato importato in Europa dagli zingari. I tarocchi (intesi come unione di 22 Trionfi e 56 carte comuni) nacquero essenzialmente per svolgere complicati giochi di "presa e risposta", ma oggi trovano il loro uso più frequente in cartomanzia e per altre pratiche esoteriche: uno sviluppo cominciato nel 1780 circa, quando i filosofi occulti vollero associare i simboli sulle carte dei tarocchi ai geroglifici egizi.

I quattro semi cuori, quadri, picche e fiori hanno origine in Francia approssimativamente nel 1480 e sono probabilmente prevalsi perché più facili ed economici da riprodurre rispetto a disegni più elaborati (si veda tecniche di produzione). Il trèfle (così chiamato per la somiglianza alla foglia del trifoglio) deriva probabilmente dalla ghianda dei semi tedeschi, e così anche il pique, derivato dal seme della foglia tedesca (tuttavia assumendo il nome dell'arma, seguendo l'esempio delle spade italiane). In Inghilterra vengono usati i semi francesi, nominandoli hearts (cuori), clubs (bastoni, ma sono i fiori nostrani), spades (vanghe, a indicare le picche) e diamonds (quadri). Chatto si pronuncia sui nomi dei semi come segue:

« Se le carte erano realmente conosciute in Italia e Spagna alla fine del XIV secolo, non è improbabile che il gioco sia stato introdotto in questo Paese [l'Inghilterra] da alcuni dei soldati inglesi che servirono sotto Hawkwood e altri capitani mercenari nelle guerre di Italia e Spagna. Comunque pare certo che le prime carte da gioco comunemente usate qui siano state dello stesso tipo, per quanto riguarda i segni dei semi, di quelle usate in Italia e Spagna. »
Variazione nei secoli del re di cuori dello stile di Rouen

Le figure sulle carte similmente attraversano alcuni cambiamenti in aspetto e nome. Sulle prime carte si ritrovano figure intere, e in Francia spesso hanno il nome di particolari eroi storici o fiabeschi. Rouen diventa un centro prolifico di produzione nel XVI secolo, da dove si originano molti degli elementi delle carte di corte ancora presenti nei mazzi moderni. È probabile che le carte di Rouen siano importate in Inghilterra diventandovi di uso comune, sebbene altri stili siano più popolari in Europa a quel tempo. Le figure sulle carte prodotte dagli artigiani di Rouen hanno il nome, in corrispondenza dei re di picche, cuori, quadri e fiori, rispettivamente di «David», «Alexander», «Caesar», «Charles», individuati nei personaggi storici di Davide, Alessandro Magno, Giulio Cesare e Carlo Magno. I fanti (inglese knave o, molto più tardi, jack, in francese valet) sono rispettivamente «Hector», Ettore (principe di Troia), «La Hire», il soprannome di Etienne de Vignoles (comandante francese al tempo di Giovanna d'Arco), «Ogier», ovvero Uggeri il Danese (un cavaliere di Carlo Magno) e «Judas», Giuda Maccabeo (che guidò la rivolta ebraica contro i siriani). Le regine sono «Pallas» (Pallade Atena), «Rachel», (Rachele la madre biblica di Giuseppe), «Argine» (di origine ignota, forse un anagramma di «regina») e «Judith», Giuditta (altra figura biblica). La tradizione parigina usa gli stessi nomi, ma assegnandoli a semi diversi: il re di picche, cuori, quadri e fiori erano rispettivamente Davide, Carlo Magno, Giulio Cesare e Alessandro Magno; le regine erano Pallade, Giuditta, Rachele e Argine; i fanti erano Uggeri, La Hire, Ettore e Giuda Maccabeo. Stranamente i nomi parigini ottengono più successo nei tempi a venire.

Un'altra suggestiva interpretazione[14] suggerisce che probabilmente Argine è una storpiatura di «Argeia», leggendaria principessa di Argo (nonché nome di vari personaggi della mitologia greca). Sempre secondo questa ipotesi Rachel sarebbe la storpiatura del nome «Ragnel», moglie di sir Gawain, uno dei cavalieri della tavola rotonda. In questo modo i personaggi sarebbero equamente suddivisi se accettiamo anche l'ipotesi che in realtà La Hire sia la storpiatura di «Aulus Hirtius», Aulo Irzio, uno dei comandanti di Cesare. La suddivisione è la seguente:

  • personaggi biblici: David - Judith - Judas
  • personaggi della mitologia greca: Alexander - Argeia - Hector
  • personaggi di epoca romana: Caesar - Pallas - Aulus Hirtius
  • personaggi cristiani: Charlemagne - Ragnel - Ogier

Inizialmente le carte del mazzo comunemente conosciuto come «a semi francesi» furono disegnate a figura intera, prendendo a prestito lo stile spagnolo. Molto simile al re di cuori era ad esempio il re di denari del mazzo di Phelippe Ayet.[15] Col passare dei secoli il disegno è divenuto man mano più schematico ed alcuni particolari sono andati perduti. Il re di cuori infatti brandiva un'ascia sopra la testa e non una spada dietro la testa (motivo per il quale, oggi, viene soprannominato re suicida). Il fante di picche portava una lancia che poi è divenuta l'indecifrabile oggetto che si può osservare sulle carte di fabbricazione odierna. In ultimo, verso la fine dell'Ottocento, si è deciso di capovolgere quelle figure che avevano il seme a destra per aumentare la leggibilità delle carte quando sono disposte a ventaglio.[16]

Modifiche successive[modifica | modifica sorgente]

Nei primi giochi i re sono la carta di valore maggiore, con nessuna eccezione. Già a partire dalla fine del 1400 si iniziò a dare un significato speciale alla carta nominalmente di valore minore, ora detto asso, tanto da renderla di valore maggiore (e dare al 2 il valore minore). Questo concetto può essere stato affrettato dalla Rivoluzione francese dove si comincia a fare giochi in cui l'asso diventa il simbolo del sorgere in potere delle classi inferiori contro la nobiltà.[senza fonte]

Le indicazioni del valore della carta sugli angoli e sui bordi cominciano a comparire alla metà del XIX secolo per permettere di tenere le carte ravvicinate a ventaglio con una sola mano e controllarle comunque tutte (in precedenza le carte si distribuivano e si leggevano tra le due mani).

L'innovazione successiva fu quella delle figure simmetriche (o a «due teste»), in modo che un giocatore non fosse tentato di capovolgere la carta per averla dritta, dato che questo poteva dare indicazioni agli altri giocatori di quali carte avesse in mano. Questa innovazione richiese l'abbandono di alcune delle caratteristiche delle figure precedenti che erano rappresentate per intero sulla carta.

La matta, jolly o joker in inglese, è una creazione inizialmente per il gioco alsaziano dell'Euchre, e si diffonde dall'Europa all'America assieme al Poker, gioco nel quale oggi non è usata. Nonostante la somiglianza con il Pazzo dei tarocchi si ritiene che non ci sia alcuna correlazione. Nei mazzi moderni uno dei due joker è generalmente più colorato e dettagliato dell'altro, sebbene questa distinzione non sia sfruttata dalla maggioranza dei giochi. I due joker sono normalmente detti «Rosso» e «Nero». Diversamente dalle figure lo stile dei joker varia grandemente, e molti produttori lo usano come per imprimervi il loro marchio registrato.

Semi[modifica | modifica sorgente]

Una evidente variazione delle carte moderne è in base ai semi utilizzati. I vari semi prendono il nome dal paese di origine, ma il loro uso non coincide necessariamente con i confini nazionali. Le carte da gioco italiane ad esempio, a seconda della regione, fanno uso sia di semi italiani, sia di semi spagnoli, francesi o tedeschi.

Semi francesi[modifica | modifica sorgente]

I semi francesi
Seme Suit Hearts.svg SuitDiamonds.svg SuitClubs.svg SuitSpades.svg
Albanese Kupë Karo Spathi Maç
Bulgarо Купа Каро Спатия Пика
Corso Coppe/Coppi Dinari/Danari Bastoni/Fiori Spade/Spadi/Picche/Picchi
Francese Cœur Carreau Trèfle Pique
Giapponese[17] Hāto (ハート?) Daiya (ダイヤ?) Kurabu (クラブ?) Supēdo (スペード?)
Inglese Hearts Diamonds Clubs Spades
Italiano Cuori Quadri Fiori Picche
Montenegrino Kupa Dinara Krsta Mača
Olandese Harten Ruiten Klaveren Schoppen
Portoghese Copas Ouros Paus Espadas
Rumeno Cupă Caro Treflă Pică
Russo Черва Бубна Трефа Пика
Spagnolo Corazones Diamantes Tréboles Picas
Tedesco Herz Karo Kreuz Pik
Turco Kupa Karo Sinek Maça
Ungherese Kör Káró Treff Pikk

Il mazzo principale in uso oggi consiste di 54 carte, ed include 13 carte per ognuno dei 4 semi (picche ♠, cuori , quadri e fiori ♣, figure simmetriche sullo stile delle carte di Rouen) e due jolly (uno dei quali più colorato dell'altro). Le 13 carte per ogni seme sono composte da dieci carte numeriche, dall'1 (l'asso) fino al 10 (ognuna delle quali riportante tanti simboli del suo seme corrispondenti al suo valore numerico - il simbolo dell'asso è notevolmente più grosso di quello delle altre carte), da un fante, da una regina e da un re. Generalmente su due angoli opposti, quello in alto a sinistra e in basso a destra, (o, in alcuni casi, su tutti e quattro gli angoli) è riportato il valore della carta per facilitarne l'identificazione quando sono tenute in mano a ventaglio.

L'asso di picche ha un simbolo di solito più grosso e decorato degli altri, in una tradizione iniziata dopo una legge promulgata da Giacomo I d'Inghilterra che richiedeva una stampigliatura su quella carta come prova del pagamento della tassa sulla produzione delle carte da gioco.

alcune varianti dello stile internazionale: da sinistra carte da bridge, poker, blackjack, regionali, regionali con indici

Sebbene alcuni elementi delle figure siano raramente usati in gioco alcuni sono degni di nota:

  • Il fante di picche e quello di cuori sono disegnati di profilo e pertanto vennero soprannominati (nei paesi anglosassoni) one-eyed Jack («fante con un occhio solo»), mentre gli altri di fronte;
  • Il re di cuori ha alle volte una spada dietro alla sua testa e pertanto venne soprannominato re suicida. Originariamente, come spiegato più sopra, era un'ascia che la figura brandiva e che si è trasformata a causa del deterioramento dei dettagli nel tempo[18].

Le carte da gioco hanno una dimensione tipica, detta bridge size (3,5 pollici - 89 mm di altezza × 2,25 pollici di larghezza - 57 mm), che è quella più utilizzata. La poker size ha la stessa altezza ma è lievemente più larga (2,5 pollici - 62 mm).

I mazzi di Blackjack per casinò alle volte includono dei segni per essere identificate da una macchina[senza fonte], e in generale i mazzi da casinò hanno indici su tutti e quattro gli angoli anziché solo su due. Molti dei mazzi hanno grandi indici per l'uso in giochi di stud poker dove la possibilità di leggere le carte da lontano è un beneficio e le dimensioni delle mani di gioco sono piccole.

Per abbreviare il nome delle carte si usa generalmente (per le carte numeriche) il suo valore seguito dal suo seme (eccetto l'Asso indicato con "A"), mentre per le figure si usa "J", "Q" e "K" rispettivamente per "Fante", "Regina" e "Re" (sono le abbreviazioni dei nomi inglesi Jack, Queen e King). Per esempio le carte del seme di picche sono: "A♠", "2♠", "3♠", "4♠", "5♠", "6♠", "7♠", "8♠", "9♠", "10♠", "J♠", "Q♠", "K♠".

Simboli dei semi francesi in Unicode[modifica | modifica sorgente]

Semi in Unicode
Seme
nome picche
nere
cuori
bianchi
quadri
bianchi
fiori
neri
picche
bianche
cuori
neri
quadri
neri
fiori
bianchi
valore U+2660 U+2661 U+2662 U+2663 U+2664 U+2665 U+2666 U+2667

Lo standard Unicode definisce 8 caratteri per i semi delle carte, da U+2660 a U+2667:

Semi italiani[modifica | modifica sorgente]

Nonostante il nome, questi semi sono usati solo in alcune zone dell'Italia settentrionale; nelle restanti zone d'Italia si usano semi di tipo "spagnolo" o di altro tipo (vedi sotto).

Semi italiani
Seme nelle carte bergamasche Seme spade carte bergamasche.svg Seme coppe carte bergamasche.svg Seme denari carte bergamasche.svg Seme bastoni carte bergamasche.svg
Seme nelle carte trevisane Seme spade carte trevisane.svg Seme coppe carte trevisane.svg Seme denari carte trevisane.svg Seme bastoni carte trevisane.svg
Seme nelle carte triestine Seme spade carte triestine.svg Seme coppe carte triestine.svg Seme denari carte triestine.svg Seme bastoni carte triestine.svg
Seme nelle carte trentine Seme spade carte trentine.svg Seme di coppe carte trentine.svg Seme denari carte trentine.svg Seme di bastoni carte trentine.svg
Seme nelle carte bresciane Seme spade carte bresciane.svg Seme coppe carte bresciane.svg Seme denari carte bresciane.svg Seme bastoni carte bresciane.svg
Seme nelle carte bolognesi Seme spade carte bolognesi.svg Seme coppe carte bolognesi.svg Seme denari carte bolognesi.svg Seme bastoni carte bolognesi.svg
Italiano Spade Coppe Denari Bastoni
Spagnolo Espadas Copas Oros Bastos
Tedesco Schwerter Kelche Münzen Stäbe
Giapponese Tsurugi (?) Kappu (カップ?) Kahei (貨幣?) Konbō (棍棒?)

I semi italiani, oggi diffusi soprattutto in Italia settentrionale, sono bastoni, ori o denari, spade e coppe. Derivano dai tarocchi del XIV-XV secolo; hanno le spade in forma di scimitarre e i bastoni in forma di scettri o mazze cerimoniali. Gli assi elaborati possono riportare un motto.

Semi spagnoli[modifica | modifica sorgente]

Oltre che in Spagna, sono usati in molte regioni italiane, dall'Emilia alla Sicilia alla Sardegna. Dal Natale 2011 sono in produzione (Dal Negro) anche le carte abruzzesi (commercializzate nel 2013).

Semi spagnoli
Seme nella baraja española Seme spade carte spagnole.svg Seme coppe carte spagnole.svg Seme denari carte spagnole.svg Seme bastoni carte spagnole.svg
Seme nelle carte piacentine Suit Spade.svg Suit Coppe.svg Suit Denari.svg Suit Bastoni.svg
Seme nelle carte napoletane Seme spade carte napoletane.svg Seme coppe carte napoletane.svg Seme denari carte napoletane.svg Seme bastoni carte napoletane.svg
Seme nelle carte siciliane Seme spade carte siciliane.svg Seme coppe carte siciliane.svg Seme denari carte siciliane.svg Seme bastoni carte siciliane.svg
Seme nelle carte romagnole Seme spade carte romagnole.svg Seme coppe carte romagnole.svg Seme denari carte romagnole.svg Seme bastoni carte romagnole.svg
Seme nelle carte sarde Seme spade carte sarde.svg Seme coppe carte sarde.svg Seme denari carte sarde.svg Seme bastoni carte sarde.svg
Seme nelle carte abruzzesi Seme Spade.png Seme Coppe.png Seme Denari.png Seme Bastoni.png
Spagnolo Espadas Copas Oros Bastos
Italiano Spade Coppe Denari Bastoni

I semi di origine spagnola sono bastoni, ori o denari, spade e coppe. Rispetto ai corrispettivi italiani si notano i bastoni in forma di tronchi o randelli e le spade più corte e dritte. Gli spagnoli hanno un mazzo speciale, detto baraja española.

Semi tedeschi e austriaci[modifica | modifica sorgente]

Carte tedesche
Semi tedeschi
Seme bavarese Bay eichel.svg Bay gras.svg Bay herz.svg Bay schellen.svg
Tedesco Eichel Gras
Grün
Laub
Blatt
Schippen
Pik
Herz
Rot
Schellen
Schell
Italiano Ghiande Foglie Cuori Campanelli

Le carte tedesche e austriache hanno un aspetto diverso. Mentre nella Germania renana e settentrionale sono in uso carte di modello francese, nella Germania del sud, nell'Austria e nell'Alto Adige, sono diffusi i mazzi tradizionali con cuori, campanelli, foglie e ghiande (che sostituiscono rispettivamente cuori, quadri, fiori e picche). Si usano anche in altre aree d'Italia ove sono presenti minoranze di lingua tedesca, in Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca e Croazia. Ad esempio, nella Valcanale (Friuli Venezia Giulia) si gioca a "Schnaps" (variante più semplice del "Bauernschnapsen" austriaco), un gioco con venti carte e di conseguenza con partite molto brevi. Il mazzo di carte regionale a semi tedeschi usato nell'Alto Adige è detto Salisburghese (Salzburger), composto un tempo da 36 ed ora più frequentemente da 40 carte a figure intere. Il particolare che più lo differenzia (oltre ai semi) dagli altri mazzi regionali italiani sono i valori. Nell'ordine sono presenti l' Ass (l'asso), le carte numerali del 5, del 6 (che includono il Weli, che ha funzione di Joker in vari giochi), del 7, dell'8, del 9 e del 10 e le figure, che sono l' Unter (il Fante o Valletto Inferiore) l' Ober (il Fante o Valletto Superiore) ed il König (il Re).

Semi francesi con colori tedeschi[modifica | modifica sorgente]

Semi francesi con colori tedeschi
Seme ♣ ♠ ♥ ♦
Tedesco Kreuz (Treff) Pik Herz Karo
Italiano Fiori Picche Cuori Quadri
Francese Trèfle Pique Cœur Carreau

Dopo la riunificazione tedesca sono stati introdotti dei mazzi con semi francesi e colori tedeschi, con i quadri di colore giallo arancio come i campanelli, e le picche verdi come le foglie, come compromesso nazionale tra regioni che usano i semi francesi e quelle che usano i semi tedeschi. Queste carte sono utilizzate nei tornei internazionali di Skat.

Semi svizzeri[modifica | modifica sorgente]

Semi svizzeri
Seme EichelndeutschschweizerBlatt.svg SchellendeutschschweizerBlatt.svg SchiltendeutschschweizerBlatt.svg RosendeutschschweizerBlatt.svg
Tedesco Eichel Schellen Schilten Rosen
Italiano Ghiande Campanelli Scudi Rose

Per giocare al gioco nazionale svizzero, chiamato Jass, ad est della linea Brünig-Napf-Reuss si usa un mazzo di 36 carte, che ha due semi in comune con le carte tedesche (ghiande - Eicheln e campanelli - Schellen) e due semi diversi (scudi - Schilten e rose - Rosen). I valori vanno dal sei al nove, la Bandiera (Banner) corrisponde ai 10, poi vi sono le figure Under, Ober, König ed infine un Due con valore di Asso (As, Sau, Daus).

Semi giapponesi[modifica | modifica sorgente]

Semi Unsun Karuta
Seme Seme carte ursun karuta spade.svg Seme carte ursun karuta coppe.svg Seme carte ursun karuta denari.svg Seme carte ursun karuta bastoni.svg Seme carte ursun karuta giri.svg
Italiano Spade Coppe Denari Bastoni Giri o Circoli
Giapponese Isu Koppu o Kotsu Ôru o Oru Hau o Pau Guru

In Giappone le carte da gioco sono state introdotte dai portoghesi e successivamente sono state modificate creando il mazzo da 48 carte Tenshô Karuta con i classici 4 semi: denari, coppe, bastone, spade.

In seguito è nato il mazzo da 75 carte Unsun Karuta con 5 semi: denari, coppe, bastone, spade, giri (o circoli).

Infine sono nati i mazzi Hanafuda da 48 carte che hanno dei motivi floreali come base per i 12 semi (un fiore per ogni mese dell'anno).

Tecniche di produzione[modifica | modifica sorgente]

La manifattura delle carte era interamente artigianale, in una tecnica piuttosto costosa e che non consentiva la produzione di massa. Alcuni sostengono che l'arte di incidere il legno, che portò alla stampa, sia nata addirittura per la necessità di stampare le carte da gioco. Ammesso che sia vero, bisogna dunque assumere che i primi produttori o pittori di carte di Ulma, Norimberga e di Augusta risalenti a un periodo tra il 1418 e il 1450 furono probabilmente anche incisori di legno.

Quel che è certo è che le carte vengono inizialmente stampate con il metodo della xilografia: sui fogli di carta vengono impressi i disegni mediante matrici incise nel legno, quindi colorate a mano sovrapponendo varie mascherine e utilizzando tamponi imbevuti di inchiostro - il che, per le produzioni più economiche implicava numerose sbavature. Il motivo principale del successo dei semi francesi e della loro diffusione nel mondo è legato probabilmente all'economicità della loro stampa: data la colorazione a tinta unita di questi semi le carte numerali possono essere prodotte direttamente mediante la sovrapposizione delle maschere senza dover passare per la xilografia (comunque necessaria per le figure).

Non si ha notizia di evoluzione nella stampa delle carte fino all'inizio del 1800 quando venne introdotta la litografia, più economica della xilografia, ma si deve arrivare al 1900 e all'introduzione della cromolitografia per poter produrre le carte da gioco senza bisogno di doverle colorare a mano.

Il processo produttivo che porta alla realizzazione di un mazzo di carte da gioco inizia col scegliere il materiale più adatto: cartoncino o plastica.

Le carte così, vengono impresse su fogli unici che, in successivamente, vengono sovrapposte da uno strato di vernice per aumentarne la luminosità e brillantezza dei colori, per la viscosità e incrementarne la durata nel tempo.

Nel mercato odierno, sono presenti alcuni prodotti che, grazie a particolari trattamenti superficiali quali la calandratura e telatura, garantiscono una maggiore durata nel tempo sia per un uso casalingo che professionale del mazzo.

Successivamente, i fogli vengono tagliati e predisposti in bande, cioè in strisce verticali che, a loro volta, vengono passati in una lama e quindi tagliati in singole carte. I mazzi di carte ottenuti, attraversano il processo automatizzato di arrotondamento degli angoli, per giungere quindi alla forma tipica della carta da gioco moderna.

Infine, ogni mazzo viene confezionato ed avvolto in cellophan ed inserito nell'astuccio pronto per la distribuzione e l'utilizzo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ W.H. Wilkinson, Chinese Origin Of Playing Cards in The American Anthropologist, VIII, gennaio 1895, pp. 61-78. URL consultato il 14 maggio 2013.
  2. ^ Parlet 1990, p. 35
  3. ^ Parlett 1990, p. 40
  4. ^ Parlett 1990, p. 41
  5. ^ PiacenzAntica: la Vera Origine delle Carte Piacentine
  6. ^ LE TAROT Associazione culturale
  7. ^ (EN) Kay Stolzenburg, Pattern sheet 62, The International Playing-Card Society, giugno 1997. URL consultato il 14 maggio 2013.
  8. ^ J. Brunet i Bellet, Lo joch de naibs, naips o cartas, Barcelona, 1886, cita il Diccionari de rims del 1371: «darrerament/per ensajar/de bandejar/los seus guarips/joch de nayps/de nit jugàvem», vedi (EN) Alain Bougearel and Ross Caldwell, The oldest French Reference: 1337 Abbaye of St Victor of Marseilles, trionfi.com, 2 febbraio 2004. URL consultato il 14 maggio 2013.
  9. ^ Parlett 1990, p. 36
  10. ^ Parlett 1990, pp. 36-37
  11. ^ Il mazzo moresco Italia 2. URL consultato il 14 maggio 2013.
  12. ^ a b I tarocchi dei Visconti.
  13. ^ Giordano Berti, Storia dei Tarocchi. Verità e leggende sulle carte più misteriose del mondo. Mondadori, Milano, 2007. ISBN 978-88-04-56596-3
  14. ^ (EN) Paris and Rouen pattern figures
  15. ^ Phelippe Ayet, 1754
  16. ^ (EN) The Decline of English Court Cards Over Time
  17. ^ I nomi giapponesi dei semi delle carte francesi derivano dai nomi inglesi: "Hāto" è la pronuncia giapponese di "Heart", "Daiya" di "Diamond" e "Supēdo" di "Spade". Nel caso di "Kurabu", derivato dall'inglese "Club", esiste anche la variante Kurōbā (クローバー?) proveniente dalla parola inglese "Clover" e giustificata dalla somiglianza del seme con un trifoglio ("clover" in inglese, appunto).
  18. ^ Playing-cards Frequently Asked Questions

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Salvatore Spoto, Le carte da gioco italiane: storia e mistero, Roma, Logart Press, 1994.
  • Alberto Milano, Carte da gioco milanesi dal XV al XX secolo. Il Meneghello, 1980.
  • David Parlett, The Oxford Guide to Card Games, New York, Oxford University Press, 1990. ISBN 0-19-214165-1.
  • Giordano Berti, Storia dei Tarocchi,Mondadori, Milano, 2007. ISBN 978-88-04-56596-3
  • Giordano Berti e Sofia Di Vincenzo, Antichi Tarocchi illuminati. L'Alchimia nei Tarocchi Sola-Busca,Lo Scarabeo, Torino, 1995. ISBN 88-86131-21-6

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