Carta d'identità elettronica italiana

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La carta d'identità elettronica italiana (CIE) è un documento d'identità che, gradualmente, sta sostituendo la carta d'identità italiana rilasciata in formato cartaceo.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Prevista dalle leggi Bassanini nel 1997, a decorrere dal 1º gennaio 2006, in alcuni comuni la carta d'identità su supporto cartaceo veniva sostituita, all'atto della richiesta del primo rilascio o del rinnovo del documento, dalla carta d'identità elettronica (articolo 7-vicies ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito della Legge 31 marzo 2005 n. 43).

La CIE restava, comunque, una carta di tipo sperimentale e molti comuni sperimentatori la emettevano facoltativamente a quella cartacea.

In tutto il territorio nazionale e nei consolati (per gli italiani residenti all'estero), numerosi comuni, di propria iniziativa e a proprie spese, si erano aggiunti agli iniziali comuni sperimentatori che ricevettero nel 2002 le apparecchiature necessarie al suo rilascio. Alla fine del 2009 erano state emesse circa 1,8 milioni di CIE da 153 comuni italiani.[1]

La CIE viene definita come documento d'identità sostitutivo alla carta d'identità cartacea con il decreto legge del 23 dicembre 2015 in cui vengono specificate le caratteristiche della nuova CIE ed è per questo che viene chiamata anche CIE 3.0 [2]. C'è l'opzione sulla donazione degli organi. Il supporto fisico è realizzato con le tecniche della produzione di carte valori, integrato con un microprocessore per la memorizzazione delle informazioni utili alla verifica dell'identità, tali le impronte digitali per gli adulti [3].

Dal 4 luglio 2016 è cominciato il processo di sostituzione della carta d'identità cartacea con la CIE, inizialmente operativo in 199 comuni per poi essere gradualmente esteso a tutto il territorio nazionale[4].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

La carta d'identità elettronica e la Carta nazionale dei servizi sono gli unici strumenti di autenticazione previsti dal Codice dell'Amministrazione Digitale per l'accesso ai servizi web erogati dalla pubblica amministrazione italiana. In via transitoria sono ammesse anche altre modalità, meno sicure, come quelle basate sulla coppia nome utente e password.

Di materiale plastico e formato tipo "bancomat" o tesserino del codice fiscale, il supporto della carta d'identità elettronica è prodotto dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che provvede anche alla sua inizializzazione, procedura che rende la carta equivalente a un documento in bianco. A tale procedura segue la formazione, che è la fase in cui il CNSD del Ministero dell'Interno e il Comune interagiscono, utilizzando il software di sicurezza ed emissione, per scrivere sulla carta e nel microchip i dati identificativi del titolare. Per conoscere l'identità della persona non sarà necessario introdurre la carta in un lettore: le generalità e la fototessera del titolare saranno stampate sulla carta e saranno quindi leggibili chiaramente. Il supporto fisico deve essere conforme alle norme ISO/IEC 7816 (International Organization for Standardization).

Ai sensi del DM 19 luglio 2000 e successive modificazioni (in ultimo il DM 8/11/2007 n. 229) il “Ministero dell'Interno mette a disposizione delle Questure, dei Comuni, degli Uffici Consolari e dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato l'infrastruttura organizzativa, informatica e di rete del CNSD (Centro Nazionale Servizi Demografici) e cura la realizzazione, la gestione e la manutenzione dei servizi di sicurezza e di emissione, nonché rende disponibili ai Comuni, agli Uffici Consolari e ai centri di allestimento:

  • il software della porta applicativa di accesso al Backbone, ai fini dell'utilizzazione dei servizi del CNSD da parte degli Enti emettitori;
  • il software di supporto all'uso in rete del documento, ai cittadini, ai Comuni e alle amministrazioni ed enti interessati;
  • il servizio di convalida INA (Indice Nazionale delle Anagrafi), attraverso backbone del CNSD, direttamente dall'INA;
  • il servizio di validazione dei certificati digitali CIE, realizzato sullo standard OCSP (RFC 2560) per i sistemi che erogano servizi tramite il documento;
  • i software di sicurezza e di emissione, finalizzati a garantire l'integrità, l'accessibilità e la riservatezza delle informazioni nelle fasi di compilazione, allestimento, stampa, rilascio, aggiornamento, rinnovo e verifica dei documenti ai Comuni e ai CAPA nonché finalizzati a garantire l'integrità e la sicurezza delle comunicazioni telematiche tra CNSD, Comuni e centri di allestimento.

Il Ministero dell'Interno CNSD fornisce ai Comuni che acquisiscono in autonomia postazioni di emissione conformi alle specifiche tecniche pubblicate sul sito del Ministero stesso il necessario software di sicurezza ed emissione, nonché i relativi aggiornamenti.“. Il software di sicurezza ed emissione, e i relativi aggiornamenti vengono assicurati dall'Università degli Studi di Roma di Tor Vergata nell'ambito dell'accordo istituzionale con il Ministero dell'Interno.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

La carta d'identità elettronica contiene i seguenti campi:

  1. Comune di rilascio del documento
  2. Cognome
  3. Nome
  4. Luogo di nascita
  5. Data di nascita
  6. Sesso
  7. Estremi dell'atto di nascita
  8. Statura
  9. Comune di residenza
  10. Indirizzo
  11. Data di emissione
  12. Data di scadenza
  13. Cittadinanza
  14. Codice fiscale
  15. Firma autografa
  16. Validità per l'espatrio o eventuale annotazione in caso di non validità.

Sulla CIE sono inoltre presenti:

  • Dizione della Repubblica Italiana e stemma;
  • Numero assegnato al documento (presente sulla parte anteriore, in basso a destra, di fianco alla statura, e nel retro a destra sotto l'ologramma di sicurezza; è scritto in grigio come il comune di rilascio);
  • Fotografia del titolare;
  • Ologramma di sicurezza;
  • Banda ottica a lettura laser
  • Microprocessore, contenente delle chiavi crittografiche che permettono al titolare della carta di identificarsi in maniera sicura presso sistemi automatici. L'utilizzo delle chiavi è vincolato alla conoscenza di un codice numerico (PIN) consegnato al titolare all'atto del rilascio. L'utilizzo del microprocessore consente di evitare che le chiavi private dell'utente possano essere estratte dalla carta, rendendo più sicuro il loro utilizzo, e in generale garantisce una migliore protezione dei dati presenti. Nel microprocessore oltre ai dati sopra indicati possono anche essere facoltativamente memorizzati i Modelli delle impronte digitali del dito indice di ogni mano.

Il microprocessore è predisposto per contenere anche dati e servizi aggiuntivi, in particolare un servizio di firma digitale. Nella memoria del microprocessore per l'uso della CIE, come strumento di accesso ai servizi in rete, risiederanno presso il CNSD la lista dei certificati CIE revocati e i sistemi di convalida anagrafica dell'INA anche per l'uso della CIE, come strumento di accesso ai servizi in rete.

Secondo il Codice dell'Amministrazione Digitale, il microprocessore della carta d'identità elettronica potrà contenere, a richiesta dell'interessato, ove si tratti di dati sensibili:

  1. L'indicazione del gruppo sanguigno;
  2. Le opzioni di carattere sanitario previste dalla legge;
  3. I dati biometrici previsti dalla legge, come ad esempio le impronte digitali con esclusione in ogni caso del DNA;
  4. Tutti gli altri dati utili al fine di razionalizzare e semplificare l'azione amministrativa e i servizi resi al cittadino, anche per mezzo dei portali, nel rispetto della normativa in materia di riservatezza;
  5. Le procedure informatiche e le informazioni occorrenti per la firma elettronica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Cie raddoppia. E ingloba la tessera sanitaria
  2. ^ Modalità tecniche di emissione della Carta d'identità elettronica., in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.302, 30 dicembre 2015. URL consultato il 2 gennaio 2016.
  3. ^ Arriva la Carta d'identità elettronica con le impronte, su Corriere della Sera. URL consultato il 2 gennaio 2016.
  4. ^ Circolare n.2010-2016 (PDF), Ministero dell'Interno.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]