Carrozzeria Alessio

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Carrozzeria Alessio
StatoItalia Italia
Fondazione1898
Fondata daMarcello Alessio
Chiusura1929
Sede principaleTorino
SettoreAutomobilistico

La Carrozzeria Alessio è stata una carrozzeria italiana per autovetture attiva tra il 1898 ed il 1929[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua pur breve esistenza, la Carrozzeria Alessio ha rivestito un ruolo di rilievo nei primissimi anni dell'industria automobilistica italiana.

La carrozzeria Alessio nasce alla fine del XIX secolo per volontà di Marcello Alessio, un giovane ed intraprendente imprenditore che intendeva così essere tra i primi e più concorrenziali fornitori di scocche dell'allora neonata industria automobilistica.

Marcello Alessio, forte dell'esperienza acquisita presso le officine Locati e Torretta già dal 1890, aprì così la sua azienda a Torino, in via Orto Botanico, nei pressi di quella che sarà di lì a pochissimo la sede della Fiat.

E nei suoi primi anni di vita è stata proprio la Casa automobilistica torinese la principale committente di scocche presso la Carrozzeria Alessio, la quale risultò la più concorrenziale tra le varie carrozzerie del posto.

La Carrozzeria Alessio in effetti produceva carrozzerie che per l'epoca erano assai gradevoli alla vista, come sottolineavano anche i vertici Fiat dell'epoca.

D'altronde il titolare, Marcello Alessio, si dimostrò in breve assai brillante nel condurre la sua azienda, poiché mostrava cataloghi assai esaurienti alla clientela, illustrando anche i vari optionals che era possibile avere.

Alla Fiat ci fu però chi manteneva un certo riserbo nel giudicare troppo positivamente la carrozzeria e fu così che la Carrozzeria Alessio cominciò ad essere tenuta sott'occhio dalla dirigenza Fiat. Si scoprì così che molti clienti di vetture Fiat si procuravano accessori presso la Carrozzeria Alessio, ma senza che la Fiat potesse averne alcun utile.

Non solo, ma la brillantezza di Marcello Alessio faceva in modo che nella mente della clientela, le auto acquistate presso la Fiat fossero troppo spesso accomunate al nome della Carrozzeria Alessio che non a quello della Fiat stessa.

Infine, come se non bastasse, la Carrozzeria Alessio fungeva da showroom delle vetture Fiat. Insomma, i primissimi anni della Fiat risultarono pericolosamente condizionati da questa Carrozzeria, che tra l'altro stabiliva anche tempi e modi di consegna della vettura finita.

Ma la Carrozzeria Alessio fece il suo primo passo falso quando si fece rappresentante in Italia di due marche francesi, la Kriéger e la Rochet-Schneider, inacidendo così ulteriormente gli animi dei vertici Fiat. Questo ed altri aspetti spinsero la Casa automobilistica torinese a correre ai ripari.

Dopo aver acquisito dalla tedesca Daimler la licenza di montare e rivendere in Italia i radiatori di quest'ultima (radiatori per i quali tra l'altro anche la stessa Carrozzeria Alessio aveva tentato invano di ottenere la concessione esclusiva), la Fiat cominciò a prendere contatti con un altro nuovo fornitore di scocche, la Carrozzeria Industriale Giovanni Lanza & C., la quale viene acquisita per intero dalla Fiat e comincia ad uscire dalla dipendenza dalla Carrozzeria Alessio.

A metà del 1905 si ha un crollo della Borsa italiana, il quale mette in difficoltà varie aziende tra cui la Carrozzeria Alessio, la quale non si riprenderà più, nonostante alcuni tentativi di rilancio costituiti dall'apertura di due filiali, a Roma ed a Napoli. In brevissimo tempo, la Carrozzeria Alessio finisce nell'orbita di un'industria tessile. In poco tempo, si ha una rivoluzione al vertice della carrozzeria ed addirittura la stessa Fiat ne rileva una parte. Dal canto suo, lo stesso titolare stava perdendo via via sempre più autorità e decideva di ritirarsi, lasciando il timone nelle mani del figlio.

L'attività si concluse nel 1929.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marcello, Alessio, su treccani.it. URL consultato il 26 gennaio 2021.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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