Carpino Folk Festival

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Un concerto del Carpino Folk Festival

Il Carpino Folk Festival è un festival dedicato alla riscoperta e alla conservazione della musica popolare italiana. Si svolge a Carpino - località del Gargano dalla quale prende il nome - durante la prima decade del mese di agosto.

La Tarantella[modifica | modifica wikitesto]

« Italia del sud. Sul promontorio del Gargano, che pianta il suo artiglio nell'Adriatico, dei cantori-musicisti fanno vibrare l'aria in un modo del tutto particolare. Testimoni di una società contadina in via d'estinzione, celebrano la tarantella, un ballo fuori del tempo, che inebria pubblico ed interpreti, abbeverandoli con amore e follia.

Accompagnata da melodie e melopee, questa tarantella procura emozioni di una straordinaria intensità, e rintraccia, una dopo l'altra, le fasi dell'idillio amoroso. »

Ogni anno nella prima decade di agosto, il Carpino Folk Festival diventa il fulcro palpitante della musica popolare del sud Italia: è l'occasione per incontrare gli ultimi autentici interpreti di questa "tarantella del Gargano", Antonio Piccininno e Antonio Maccarone, o per ricordare i grandi cantautori garganici del passato, come il rimpianto Matteo Salvatore. È anche l'occasione di verificare quanto l'arte e la memoria di Andrea Sacco sono ancora salienti e struggenti, non solo a Carpino ma ovunque nel meridione e per ricordare come questa tarantella, che oggi suscita una grande frenesia nei giovani e meno giovani, era condannata a scomparire una trentina d'anni fa, vittima dello sdegno e del disprezzo ostentato per le tradizioni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel pieno boom economico degli anni Cinquanta del secolo scorso avviene una svolta importante negli studi sulle tradizioni musicali del Gargano e dell'Italia in generale.
Il Gargano viene interessato per la prima volta da tali studi nel 1954, da Alan Lomax e Diego Carpitella, nell'ambito di una ricerca sistematica su tutta la penisola commissionata dalla Columbia World Library and Primitive Music, che li porterà a registrare circa 3000 documenti. La raccolta conservata presso gli Archivi di Etnomusicologia, in Roma, comprende 53 documenti sonori, con vari organici vocali e strumentali, registrati nei comuni di Sannicandro Garganico, Cagnano Varano, Carpino e Monte Sant'Angelo.
Senza saperlo, Alan Lomax e Diego Carpitella il 24 agosto di quell'anno riesumano la Tarantella del Gargano.

Teresa De Sio, ospite del Carpino Folk Festival

Il 10 dicembre del 1966, Diego Carpitella e Roberto Leydi, che stanno preparando uno spettacolo a Milano con cantori e suonatori tradizionali, si recano a Carpino per effettuare una raccolta di canti del paesino garganico. È importante rilevare che in quest'occasione viene registrata la cosiddetta Accomë j'èja fa' p'amà 'sta donnë, che tanto successo ha avuto presso i gruppi di riproposta, in realtà un sonetto (sunèttë) nella forma di tarantella alla muntanarë.

Dopo questa raccolta, il gruppo dei Cantori di Carpino (Rocco Di Mauro, Andrea Sacco, Gaetano Basanisi, Giuseppe Conforte, Angela Gentile e Antonio Di Cosmo) viene invitato a Milano, nel marzo del 1967, a partecipare allo spettacolo “Sentite buona gente” presso il Teatro Lirico, con un notevole successo di pubblico.

L'iniziatore di una lunga operazione di riproposta della tarantella del Gargano è invece Roberto De Simone che, con la Nuova Compagnia di Canto Popolare pubblica nel 1972 il noto LP "Lo guarracino" (Ricordi, SMRL 6151).

Negli anni Settanta/Ottanta del secolo scorso, altri ricercatori, prevalentemente locali, si cimenteranno nella raccolta di documenti di tradizione orale. Ricordiamo tra i più importanti: Francesco Nasuti di Monte Sant'Angelo, Raffaele Cera di San Marco in Lamis, il gruppo che opera all'interno del Centro di Studi Garganici di Monte Sant'Angelo, Eugenio Bennato, Carlo d'Angiò e Giuseppe Michele Gala.

Eugenio Bennato e Carlo d'Angiò con i Musicanova pubblicano nel 1976 "Garofano d'ammore" (Philips-Phonogram), LP che farà conoscere al pubblico di massa i sonetti di Carpino.
Carlo D'angiò ha detto:

« Cominciammo a ricercare a Giugliano (a nord di Napoli) avendo il primo contatto con la tarantella, che poi avremmo continuato a ricercare in tutto il sud, fino ad individuarne quella che, a mio parere, è l'espressione più alta, mitica: quella del Gargano. Arrivammo a Carpino, con Roberto De Simone, nel '70, e fummo i primi a raccogliere le "Tarantelle del Gargano" »

Eugenio Bennato disse:

« Pescammo nel patrimonio di queste zone alcune canzoni che ci avevano profondamente impressionato. La gente di Milano pensava che fossero gospels statunitensi, non canti del Gargano »

In questo periodo vengono pubblicate varie raccolte di canti popolari, encomiabili per l'aspetto letterario, ma di dubbia scientificità nella trascrizione e nell'analisi delle musiche e dei comportamenti musicali.

A partire dai primi anni del 1980, ad opera del Centro Studi di Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata, che collabora con la cattedra di Etnomusicologia dell'Università degli Studi di Bologna, vengono iniziate le prime ricognizioni etnomusicali eseguite con sistematicità e rigore scientifico, sotto la supervisione di Roberto Leydi.

Nel 1987 avvenne un nuovo rilevamento sonoro dei canti e delle musiche popolari di Carpino, effettuato da Ettore De Carolis, e poi depositato nel Centro Nazionale Studi di Musica Popolare di Roma, col numero 135. La raccolta contiene 23 brani registrati tutti a Carpino, 2 racconti effettuati da Francesco Solimando cantore di Sannicandro Garganico e si completa con 28 foto.

Nel 1996 Rocco Draicchio (musicista del gruppo Al Darawish), nativo di Carpino, concepisce l'idea di un folk festival in omaggio alla tradizione musicale popolare. Fin dall'inizio, il favore riscosso tra il pubblico e tra gli addetti al settore dimostra la validità dell'intuizione di Draicchio.
Viene quindi fondata l'Associazione Culturale Carpino Folk Festival per ripetere negli anni quell'iniziale felicissima esperienza e per avviare un progetto complesso di tutela del patrimonio artistico culturale della musica popolare.

Da questo momento, le serenate contadine e le tarantelle escono dai sotterranei di Carpino e grazie anche ai suoi Cantori valicano i confini locali e nazionali per divenire le musiche tradizionali tra le più belle al mondo.

Presenze[modifica | modifica wikitesto]

Il festival è oggi uno degli eventi più attesi nel Gargano e rappresenta un'importante attrazione turistica: nel 2008 si registrarono 82.000 presenze complessive, 25.000 delle quali solo al concerto conclusivo di Vinicio Capossela. Il Festival, fiore all'occhiello della moderna innovazione culturale del Gargano, ha reso questo territorio uno dei luoghi simbolo della musica popolare e tradizionale italiana ed europea.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]