Carolina Rosi

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Carolina Rosi (Roma, 26 dicembre 1965) è un'attrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È figlia del regista Francesco Rosi e di Giancarla Mandelli, sorella di Mariuccia, la stilista Krizia. Dopo aver lavorato per due anni a Milano come disegnatrice stilista a fianco di Krizia, frequenta l'Accademia nazionale d'arte drammatica Silvio D'Amico diplomandosi nel 1988. Compagna per oltre vent'anni dell'attore e regista Luca De Filippo, che sposa nel 2013, Carolina Rosi è presidente onorario della Fondazione Eduardo De Filippo che ha presieduto dal 2015 al 2018[1]. Oggi dirige la Elledieffe società che si occupa delle produzioni teatrali, e la società Andiamo Avanti Productions che, tra le sue attività, prevede anche la produzione di documentari e di pubblicazioni per la valorizzazione del patrimonio filmico e documentale di Francesco Rosi. È direttore artistico e capocomico della Compagnia di teatro di Luca De Filippo.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Il suo debutto in teatro avviene con l'Accademia d'arte drammatica nell'anno 1986/87, con lo spettacolo La morte innamorata, favola morale di Fabio Glissenti, messa in scena al Teatro di documenti di Roma con la regia di Luca Ronconi. Nel 1986 inizia la carriera cinematografica come attrice nel film Cronaca di una morte annunciata[2], tratto dal romanzo omonimo di Gabriel García Márquez e diretto dal padre, Francesco Rosi.

Negli anni successivi continua a lavorare sia nell'ambito teatrale sia in quello cinematografico e televisivo. Nel 1987 partecipa al film Ti presento un'amica, regia di Francesco Massaro; nel 1988 interpreta il ruolo di Patrizia in Pygmalione 88 con Franco Nero ed Elsa Martinelli, regia di Flavio Mogherini; nel 1989 è Miriam ne Il colore dell'odio di Pasquale Squitieri, alla cui sceneggiatura partecipa anche Nanni Balestrini. Continua a misurarsi con il cinema del padre che la dirige in Dimenticare Palermo (1990), nel quale recita a fianco di James Belushi e Mimi Rogers. Recita in Francia nel 1991 in Nenetchaiev est de retour con Yves Montand e la regia di Jacques Deray e in Au nom du pere et du fils di Patrice Noia. Numerose sono le sue esperienzetelevisive: nel 1992 in Germania è con Elsa Martinelli tra gli interpreti di A cavallo della fortuna, con la regia di Michael Mayer. Nel 1993 partecipa alla miniserie tratta dalla Bibbia Abramo di Joseph Sargent con Richard Harris[3]. Nello stesso anno è Corinna nella serie La famiglia Ricordi, con la regia di Mauro Bolognini, e nel 1994 è Silvia in Voci notturne, scritta da Pupi Avati con la regia di Fabrizio Laurenti.

In teatro, nel 1990 recita insieme a Guidarello Pontani in Seconda natura di Luca Archibugi, che firma anche la regia. Nel1993 è aiuto regista e attrice nello spettacolo L'esibizionista, scritto e diretto da Lina Wertmüller, con l'interpretazione di Luca De Filippo e Athina Cenci; lavora con Glauco Mauri nel 1994 per la messa in scena di Edipo Re ed Edipo a Colono di Sofocle; ancora con Luca De Filippo ne Il contratto e Uomo e galantuomo, commedie di Eduardo De Filippo, e Penziere mieje - tratto da riflessioni, poesie e pensieri dello stesso Eduardo - nelle stagioni 1994-1995.

Nel 1997 interrompe la sua attività teatrale per affiancare Francesca Archibugi nel film L'albero delle pere e Francesco Rosi nel suo ultimo lavoro cinematografico La tregua. Dal 1999 è di nuovo in teatro sia come attrice che come aiuto regista insieme a Luca De Filippo con il quale andrà avanti una unione sentimentale anche una collaborazione artistica intensa e proficua. Tra i titoli messi in scena: Il suicida di Nikolaj Ėrdman nell'adattamento di Michele Serra e la regia di Armando Pugliese; La scala di seta di Gioacchino Rossini, Aspettando Godot di Samuel Beckett, Resisté di Indro Montanelli, e inoltre L'arte della commedia, Le bugie con le gambe lunghe e La grande magia di Eduardo De Filippo. Nel 2002 lavora con Armando Pugliese per La palla al piede di George Feydeau di cui cura, con Luca De Filippo, traduzione ed adattamento. Dal 2003 al 2008 affianca Francesco Rosi nell'allestimento della trilogia teatrale di Eduardo De Filippo: Napoli milionaria!, Le voci di dentro (in cui è anche attrice) e Filumena Marturano.Nel 2013, per la regia di Pugliese, interpreta Filomena Grifone in Sogno di una notte di mezza sbornia. Nella stagione 2015/2016 con la Compagnia di teatro di Luca De Filippo[4] porta in scena l'ultima regia di Luca Non ti pago! di Eduardo De Filippo, con Gianfelice Imparato; per la stagione 2016/2017 viene allestita la commedia di Eduardo Questi fantasmi! con la regia di Marco Tullio Giordana[5]. In allestimento Ditegli sempre di sì con la regia di Roberto Andò.

Nel 2016 le viene conferito il premio speciale per il teatro Nuccia Fumo-Antonio Allocca.

Nel 2017 vince il premio Mitreo Film Festival; le viene assegnato il Premio Pavoncella alla creatività femminile per l’impegno per il teatro (VI edizione) e riceve il Premio Persefone come migliore attrice del Teatro di prosa (XVI edizione).

Nello stesso anno promuove la pubblicazione del volume: Francesco Rosi I 199 giorni del Che. Diario di un film sulle tracce del rivoluzionario, a cura di Maria Procino, (Rizzoli 2017).

Il 29 maggio 2018 ha presentato al Teatro San Carlo di Napoli il Premio letterario Matilde Serao.

Il 5 settembre 2019 presenta alla 76ª Mostra internazionale d'arte cinematografica La Biennale di Venezia, il documentario Citizen Rosi di cui è regista insieme a Didi Gnocchi. Il film vince il premio Pasinetti assegnato dal Giornalisti Cinematografici SNGCI.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • La morte innamorata (1986, 1987) di Fabio Glissenti regia di Luca Ronconi (attrice)
  • Seconda natura (1990) regia di Luca Archibugi (aiuto regista)
  • L'esibizionista (1993, 1994, 1995) di Lina Wertmüller, regia di Lina Wertmüller (attrice e aiuto regista)
  • Il contratto (1994, 1995, 1996) di Eduardo De Filippo, regia di Luca De Filippo (attrice e aiuto regista)
  • Penziere mieje (1995, 1996, 1997) di Eduardo De Filippo, regia di Luca De Filippo (aiuto regista)
  • Il suicida (1999, 2000), libero adattamento di Michele Serra da Nikolaj Robertovič Ėrdman, regia di Armando Pugliese (attrice)
  • L'arte della commedia (2000, 2001, 2002) di Eduardo De Filippo, regia di Luca De Filippo (aiuto regista)
  • Aspettando Godot (2001, 2002) di Samuel Beckett, traduzione di Carlo Fruttero, regia di Luca De Filippo (aiuto regista)
  • Resisté (2001, 2002) di Indro Montanelli, regia di Luca De Filippo (aiuto regista)
  • Penziere mieje (2002, 2003) di Eduardo De Filippo, musiche di Antonio Sinagra, regia di Luca De Filippo (aiuto regista)
  • La palla al piede (2002, 2003) di Georges Feydeau, traduzione e adattamento di Carolina Rosi e Luca De Filippo, regia di Armando Pugliese
  • Napoli milionaria! (2003, 2004, 2005, 2006) di Eduardo De Filippo, regia di Francesco Rosi (aiuto regista)
  • Le voci di dentro (2006, 2007, 2008, 2009) di Eduardo De Filippo, regia di Francesco Rosi (attrice e aiuto regista)
  • Filumena Marturano (2008, 2009, 2010) di Eduardo De Filippo, regia di Francesco Rosi (aiuto regista)
  • Le bugie con le gambe lunghe (2010, 2011, 2012) di Eduardo De Filippo, regia di Luca De Filippo (attrice e aiuto regista)
  • La grande magia (2012, 2013) di Eduardo De Filippo, regia di Luca De Filippo (attrice e aiuto regista)
  • Sogno di una notte di mezza sbornia (2013, 2014, 2015) di Eduardo De Filippo, regia di Armando Pugliese (attrice)
  • Non ti pago (2015, 2016) di Eduardo De Filippo, regia di Luca De Filippo (attrice)
  • Questi fantasmi! (2016-2017; 2018-2019) di Eduardo De Filippo, regia di Marco Tullio Giordana (attrice)

Cinematografia[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eredità De Filippo, La Repubblica 4 marzo 2016.
  2. ^ Sul set con papà Rosi, ma io sono io, Corriere della Sera, 9 luglio 1986.
  3. ^ Carolina Rosi: io, schiava d'Abramo, La Stampa 7 dicembre 1993.
  4. ^ La vedova di Luca: "Io Carolina, ho due giganti sulle spalle", Il Mattino 24 dicembre 2015.
  5. ^ I miei occhi sbagliati, colloquio con Carolina Rosi, L'Espresso 26 aprile 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]