Carnotite

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Carnotite
Carnotite.jpg
Classificazione Strunz VII/E.11-50
Formula chimica K2(UO2)2V2O8·3(H2O)
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino trimetrico
Sistema cristallino monoclino
Classe di simmetria prismatica
Parametri di cella a = 10.47, b = 8.41, c = 6.91
Gruppo puntuale 2/m
Gruppo spaziale P 21/a
Proprietà fisiche
Densità 4,4-5,03 g/cm³
Durezza (Mohs) 2
Sfaldatura perfetta secondo {001}, micacea
Frattura irregolare
Colore giallo canarino, giallo-verde
Lucentezza privo di lucentezza, madreperlacei i cristalli, terrosi gli aggregati
Opacità semiopaca o semitrasparente
Striscio giallo chiaro
Diffusione assai rara
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

La carnotite è un minerale radioattivo, un vanadato idrato di uranio e potassio appartenente al gruppo omonimo.

Il nome deriva da Marie-Adolphe Carnot (24 gennaio 1839 - 21 giugno 1920) chimico, geologo e mineralogista francese.

Descritta per la prima volta da Charles Friedel (12 marzo 1832 - 20 aprile 1899) chimico e mineralogista francese, nel 1899.

Abito cristallino[modifica | modifica sorgente]

I cristalli sono rari, tabulari romboedrici o pseudoesagonali, appiattiti su {001}, di lunghezza massima 2 mm.

Origine e giacitura[modifica | modifica sorgente]

Ha origine nelle zone di ossidazione dei giacimenti associati di vanadio e uranio; come patina è stata rinvenuta quale alterazione su davidite-(Ce). La paragenesi è con tyuyamunite, metatyuyamunite, volborthite, tangeite, metatorbernite, rossite, hewettite, gesso, barite.

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica sorgente]

Oltre che in cristalli, in aggregati terrosi, patine masse polverulente e impregnazioni.

Caratteri fisico-chimici[modifica | modifica sorgente]

Solubile debolmente in molti acidi, è fortemente radioattivo; differisce dalla copiapite e dalla tyuyamunite, simili per formula, per l'intensità della radiazione e la reattività chimica.

Località di ritrovamento[modifica | modifica sorgente]

Si trova nella regione del Ferghana, nel Turkestan; in un'arenaria rossastra del Katanga, nello Zaire; a Radium Hill, in Australia come alterazione della davidite-(Ce); a Roc Creek, nella paradox Valley e nella Gypsum Valley, località del Colorado; a San Rafael Swell, nello Utah; nella Monument Valley, in Arizona.

In Italia sotto forma di patine la si trova a Sassone, nella Riserva naturale di Monterano e nel comune di Canale Monterano, in provincia di Roma; venette gialle in una cava nei pressi di Ferento, nel comune di Viterbo.

Utilizzazioni[modifica | modifica sorgente]

Malgrado la rarità, è un minerale utile nell'estrazione dell'uranio.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mineralogia - Cornelis Klein - Zanichelli (2004)
  • Minerali e Rocce - De Agostini Novara (1962)
  • Guida al riconoscimento dei minerali - Borelli e Cipriani - Mondadori (1987)
  • La grande enciclopedia dei minerali - Fabbri Editore (1986)
  • I minerali d'Italia - SAGDOS - 1978

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

mineralogia Portale Mineralogia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mineralogia