Carnotaurus sastrei

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Carnotaurus
Stato di conservazione: Fossile
Carnotaurus, Chlupáč Museum, Prague-3.jpg

CArno1.JPG
Scheletro di Carnotaurus sastrei

Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Superordine Dinosauria
Ordine Saurischia
Sottordine Theropoda
Famiglia Abelisauridae
Genere Carnotaurus
Specie C. sastrei

Il carnotauro (Carnotaurus sastrei) era un grosso dinosauro carnivoro appartenente alla famiglia degli abelisauridi; visse 70 milioni di anni fa, alla fine del Cretacico superiore (Maastrichtiano), e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in Sudamerica. Il suo nome vuol dire: "Toro mangia-carne".

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Cranio di Carnotauro in vista laterale

L'intero animale misurava mediamente 7–9 m di lunghezza, 2.5–3 m di altezza e pesava 1.7-2.9 tonnellate. In rapporto al corpo il carnotauro possedeva arti anteriori di dimensioni sorprendentemente piccole. Nel braccio solo l'omero appare infatti robusto mentre le ossa dell'avambraccio e della mano sono atrofiche, con quattro ridottissime dita di cui uno modificato in sperone. Le zampe posteriori erano invece piuttosto lunghe e snelle.

Il cranio di Carnotaurus era corto e massiccio, sostenuto da un forte collo, insolitamente lungo per un abelisauride. Ampie finestre laterali ne diminuivano il peso e allo stesso tempo offrivano aggancio ai muscoli delle mascelle. Sulla sommità della testa, sopra gli occhi, vi erano due spesse corna ossee, probabilmente più utili come organo di riconoscimento intraspecifico che come armi da attacco e difesa. La mascella superiore era robusta, quella inferiore più esile.

Cranio di Carnotaurus in vista quasi frontale

I denti erano ricurvi e lunghi mediamente 4 cm. La mandibola debole e i denti non particolarmente grandi potrebbero far pensare che il carnotauro si nutrisse di carogne. Gli occhi erano tuttavia in posizione frontale: Carnotaurus era quindi dotato di visione binoculare, utile per valutare la distanza delle prede, da cui si deduce che fosse anche in grado di cacciare attivamente.

Pelle fossilizzata[modifica | modifica wikitesto]

I resti del carnotauro furono trovati in Argentina nel 1985, nelle praterie semidesertiche della Patagonia. Fu una grande scoperta, perché dai fossili gli esperti poterono farsi un'idea dell'aspetto della pelle di questa creatura. Sulla superficie del corpo, dalla testa alla coda, c'erano file di piccoli rilievi a forma di cono; dalle gobbe più piccole, poste sulla testa, si dipartivano file di grandi scaglie irte, che sagomavano la zona attorno agli occhi e sulla parte superiore del muso.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione di Carnotaurus[1]

Carnotaurus fu battezzato da José Bonaparte nel 1985 e il suo nome significa "toro carnivoro", in riferimento alla presenza di due spesse corna sopra gli occhi, vagamente simili nell'aspetto a quelle di un toro moderno. Venne attribuito alla famiglia degli abelisauridi, un gruppo di dinosauri carnivori dalle caratteristiche insolite, considerati gli equivalenti dei tirannosauridi nel continente di Gondwana.

Paleobiologia[modifica | modifica wikitesto]

Il carnotauro aveva un'andatura esclusivamente bipede. Si muoveva mantenendo la colonna vertebrale parallela al terreno. La lunga coda muscolosa, tenuta sollevata dal suolo, equilibrava il peso del collo e della testa. Le gambe e la coda insolitamente lunghe fanno pensare che questo animale si affidasse alla velocitá per cacciare, come il moderno ghepardo. Molte teorie sono state formulate riguardo alla funzione delle corna: troppo fragili per essere usate nella caccia, è stato ipotizzato che i maschi le facessero cozzare l'uno contro l'altro in scontri intraspecifici per impressionare le femmine, o, in alternativa, che fossero vivacemente colorate e che fossero un display comunicativo o sessuale. Anche le corte zampe anteriori avrebbero potuto avere una funzione simile: analisi anatomiche hanno rivelato che gli abelisauridi potessero agitare le loro braccia all'infuori, ciò forse era utilizzato da abelisauridi come il Carnotaurus in elaborate danze d'accoppiamento. È possibile che fossero anche ricoperte da appariscenti piume o protopiume, magari dello stesso colore delle corna: ciò avrebbe confuso eventuali rivali su dove fosse la testa dell'avversario. Tutto ciò, comunque, rimane pura speculazione[2].

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dinosauri nella cultura di massa § Carnotaurus.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Persons WS IV, Currie PJ (2011) Dinosaur Speed Demon: The Caudal Musculature of Carnotaurus sastrei and Implications for the Evolution of South American Abelisaurids. PLoS ONE 6(10): e25763. doi:10.1371/journal.pone.0025763
  2. ^ John Conway, C.M. Koseman and Darren Naish, All Yesterdays Unique and Speculative Views of Dinosaurs and Other Prehistoric Animals, 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bonaparte (1985). "A horned Cretaceous carnosaur from Patagonia". National Geographic Research 1: 149–151.
  • Bonaparte, Novas, and Coria (1990). "Carnotaurus sastrei Bonaparte, the horned, lightly built carnosaur from the Middle Cretaceous of Patagonia." Contributions in Science (Natural History Museum of Los Angeles County), 416: 41 pp.
  • Gerardo V. Mazzetta, Adrián P. Cisilino & R. Ernesto Blanco.Mandible stress distribution during the bite in Carnotaurus sastrei Bonaparte, 1985 (Theropoda: Abelisauridae). (2004) Ameghiniana 41: 605-617. Buenos Aires.
  • Mazzetta, Gerardo V.; Cisilino, Adrián P.; Blanco, R. Ernesto; and Calvo, Néstor (2009). "Cranial mechanics and functional interpretation of the horned carnivorous dinosaur Carnotaurus sastrei". Journal of Vertebrate Paleontology 29 (3): 822–830. doi:10.1671/039.029.0313.

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