Carnaroli

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Riso Carnaroli

Carnaroli è un riso a chicco lungo A selezionato a Paullo, nella città metropolitana di Milano[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È nato nel 1945 da un incrocio tra il Vialone e il Lencino, ad opera dal risicoltore paullese Angelo De Vecchi. Il nome deriverebbe da un suo collaboratore, tale Carnaroli; questi, sconfortato dagli scarsi risultati della coltivazione, un giorno disse a De Vecchi: "Dutùr, se fèm?" (in milanese: "Dottore, cosa facciamo?"). Allora il cultore rispose: "Insistiamo, se troviamo la qualità che dico io, darò a quel riso il tuo nome"[2][3][4] .

La storia del Carnaroli di Paullo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1945 è stato selezionato a Paullo da Angelo De Vecchi il riso Carnaroli.[5]

Il riso superfino Carnaroli è stato selezionato nelle risaie che circondavano Paullo dal risicoltore e agronomo Angelo De Vecchi.

A Paullo, nel lontano 1945, avviene l’evento straordinario che troverà un posto di rilievo negli annali della storia dell’agricoltura. Dallo studio sistematico e alle meticolose prove, ai test effettuati porzione di risaia per porzione di risaia, nasce la pianta di riso e conseguentemente il seme del riso Carnaroli ottenuto dall’incrocio tra il “Vialone” e il “Lencino”, con una cariosside di Oryza sativa japonica più affusolata e più lunga del consueto. Successivamente, nei primi anni ’80, Achille De Vecchi figlio dell’ideatore del “Re dei risotti” prende la decisione che darà al Carnaroli la notorietà e il giusto riconoscimento. Cede all’Ente Nazionale Risi, con atto notarile, il materiale vegetale per proseguire la selezione conservatrice della varietà. Da allora, nel Centro Ricerche sul Riso di Mortara dell’Ente Nazionale Risi, il Carnaroli è conservato in purezza. Sembra incredibile. Ciò che si è determinato settanta anni fa con studio e passione è avvenuto realmente nelle campagne che circondano Paullo. Ma un tempo era lo specchio delle risaie a caratterizzare il paesaggio paullese, quelle risaie che hanno dato vita a uno dei prodotti più straordinari dell’agricoltura italiana, il riso Carnaroli.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionalmente il riso Carnaroli viene usato per preparare il risotto ed è diverso dal più comune riso Arborio per maggiore contenuto di amido, consistenza più soda e il chicco più lungo. Il riso Carnaroli tiene la cottura meglio rispetto ad altre varietà di riso durante la cottura lenta richiesta per fare il risotto, perché presenta maggiori quantità di amilosio. Appartiene alla classe del riso "superfino" e spesso è chiamato "re dei risi".

Come accade anche per altre note varietà di riso commercializzate in Italia (Baldo, Arborio, Rosa Marchetti), sotto il nome Carnaroli possono essere commercializzate anche altre varietà appartenenti alla stessa classe merceologica (ad esempio varietà Carnise, Keope)[6]. Purtroppo i criteri di classificazione rispondono a logiche legate alla forma merceologica e non alla sostanza (per evidenti ragioni di mercato industriale). Risulta quindi non facile poter ottenere una confezione di riso Carnaroli realmente contenente tale varietà e non altre surrogate. Nonostante sia allo studio da diversi anni una proposta di legge che vada a modificare le attuali regole della commercializzazione, allo stato attuale vi sono poche garanzie per garantire la scelta dei consumatori.

Un fattore importante per gli amanti di questa varietà è ricercare il Carnaroli prodotto da semente certificata. La garanzia di tracciabilità e autenticità data dalla semente è un elemento determinante per la distinzione delle peculiarità di tale varietà. Infatti grazie all'impiego di semente certificata, rinnovata ogni anno nel ciclo di certificazione previsto dall'ENSE (Ente Nazionale Sementi Elette) sì è certi di poter assaporare il gusto autentico.

Si produce nei terreni coltivati a risaia del novarese e del vercellese, in Piemonte, e della Lomellina, in Lombardia[6] e nel Delta del Po.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il riso Carnaroli è nato in Provincia di Milano, selezionato sin dal 1945, su Affaritaliani.it. URL consultato il 17 maggio 2018.
  2. ^ Dove le bufale sbuffano nella nebbia, su Il Cittadino di Lodi. URL consultato il 17 maggio 2018.
  3. ^ Riso Carnaroli: Storia, Zona di Origine e Ricette, su lorenzovinci.it. URL consultato il 17 maggio 2018.
  4. ^ CARNAROLI, su RisoItaliano. URL consultato il 17 maggio 2018.
  5. ^ Paullo promuove il re dei risotti: il Riso Carnaroli, in 7giorni, 28 ottobre 2015.
  6. ^ a b Andrea Tibaldi, Riso Carnaroli, su Cibo360.it. URL consultato il 17 maggio 2018.

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