Carmen Lasorella

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Carmen Lasorella

Carmen Lasorella, nata Carmela[1] (Matera, 28 febbraio 1955), è una giornalista e conduttrice televisiva italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si è laureata in Giurisprudenza all'Università La Sapienza di Roma con una tesi sul diritto all'informazione e la diffusione Radio-Tv in Italia e all'estero. I suoi inizi avvengono a Il Globo, quotidiano di politica, economia e cultura e alle agenzie Radiocor e ANSA. Nel 1987 è assunta in Rai, dopo aver iniziato nel 1979 occupandosi prevalentemente di economia e informazione politica.

Diventa nota in seguito alla conduzione del Tg2 delle 13. La sua conduzione del Tg2 delle 13 è una delle edizioni più viste del tg della seconda rete Rai, dove rimane per 10 anni inviata di guerra, sopravvivendo anche a un tragico agguato in Somalia nel 1995 nel quale rimane ucciso Marcello Palmisano. Scrive reportage televisivi sulle crisi internazionali in Africa, Medio e Vicino Oriente, Asia, America Latina.

Nel luglio del 1996 viene nominata responsabile delle relazioni esterne della RAI e assistente del consiglio di amministrazione e del presidente, con la qualifica di vicedirettore. Autrice e conduttrice di programmi tv su Raiuno e Raidue (Politistrojka; Rinascimento, la fabbrica del futuro; Tg2 Dossier Notte; Contro l'Aids; Per l'Europa; Cliché; La sfida di Hong Kong; I laghi del sangue; Il sogno di Abramo; PrimaDonna; Visite a domicilio), dall'agosto 1999 al luglio 2003 è responsabile e corrispondente della sede RAI di Berlino, con competenza sui paesi dell'Europa dell'est.

Da maggio 2008 all'ottobre 2012 è stata direttrice generale ed editoriale di San Marino RTV. Nel 2015 è narratrice della quinta puntata di Techetechete'.

Il 24 aprile 2013 è stata nominata presidente di RaiNet, la società è stata chiusa nel 2014 e quindi lasciata senza incarico; nel 2017 vince una causa contro la Rai per dequalificazione professionale.[2]

Inizialmente candidata presidente alle elezioni regionali in Basilicata del 2019 sostenuta da una lista civica, decide di ritirarsi a un mese dal voto.[3]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993, nell'ambito dell'inchiesta sulle note spese degli inviati della Rai, è stata destinataria di un avviso di garanzia per truffa con l'aggravante di aver abusato della professione da parte del magistrato Maria Teresa Covatta della Pretura di Roma. Secondo l'accusa i giornalisti indagati avevano "gonfiato" le note spese compilate al termine di una serie di missioni per coprire i servizi sull'operazione di pace in Somalia.[4] Il caso suscitò una lunga eco sui media, e sfociò anche in Parlamento con diverse interrogazioni parlamentari.[5]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN232567777 · ISNI (EN0000 0004 1977 8875 · SBN CFIV182333 · WorldCat Identities (ENviaf-232567777