Carlo Zucchi

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Carlo Zucchi
Carlo Zucchi (1777-1863).jpg
Ritratto del generale Carlo Zucchi al Museo del tricolore, Reggio Emilia

Ministro delle Armi dello Stato Pontificio
Durata mandato ottobre –
15 novembre 1848
Monarca Papa Pio IX
Capo del governo Pellegrino Rossi
Predecessore Francesco Lovatelli
Successore Pompeo di Campello

Dati generali
Partito politico Partito Moderato
Professione Militare
Carlo Zucchi
NascitaReggio Emilia, Ducato di Modena e Reggio, 10 marzo 1777
MorteReggio Emilia, Regno d'Italia, 19 dicembre 1863
Dati militari
Paese servitoFlag of France (1794–1815, 1830–1974, 2020–present).svg Prima Repubblica francese
Flag of the Repubblica Cisalpina.svg Repubblica Cisalpina
Flag of the Italian Republic (1802).svg Repubblica Italiana
Flag of the Napoleonic Kingdom of Italy.svg Regno d'Italia
Flag of the Habsburg Monarchy.svg Impero austriaco
Italia Province Unite Italiane
Flag of Italy with inscription «Italia libera Dio lo vuole».svg Governo provvisorio di Milano
Flag of the Republic of Venice 1848–49.svg Repubblica di San Marco
Flag of the Papal States (1825-1870).svg Stato Pontificio
Forza armataFlag of France (1794–1815, 1830–1974, 2020–present).svg Armata d'Italia
Flag of the Repubblica Cisalpina.svg Esercito della Repubblica Cisalpina
Flag of the Italian Republic (1802).svg Esercito della Repubblica Italiana
Flag of the Napoleonic Kingdom of Italy.svg Esercito del Regno d'Italia
Wappen Kaisertum Österreich 1815 (Klein).jpg Esercito imperiale austriaco
Italia Esercito delle Province Unite Italiane
Flag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Regia Armata Sarda
Flag of the Republic of Venice 1848–49.svg Esercito della Repubblica di San Marco
Armes sant pere.png Esercito dello Stato Pontificio
CorpoFlag of the Napoleonic Kingdom of Italy.svg Reggimento Veliti Reali della Guardia Reale
UnitàFanteria
GradoGenerale di divisione
ComandantiNapoleone Bonaparte
Eugenio di Beauharnais
GuerrePrima coalizione
Seconda coalizione
Quarta coalizione
Quinta coalizione
Sesta coalizione
Moti del 1830-1831
Prima guerra d'indipendenza italiana
CampagneCampagna di Germania del 1813
Campagna d'Italia (1813-1814)
BattaglieBattaglia di Raab
Battaglia di Lipsia
Battaglia del Mincio (1814)
Battaglia delle Celle
Comandante diEsercito dello Stato Pontificio
DecorazioniCommendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Ufficiale della Legion d'onore
Cavaliere dell'Ordine della Corona ferrea
Altre caricheMinistro delle Armi dello Stato Pontificio
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Carlo Zucchi (Reggio Emilia, 10 marzo 1777Reggio Emilia, 19 dicembre 1863) è stato un generale italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Soldato di Napoleone (che per i suoi meriti gli conferì il titolo di barone dell'Impero) dal 1796, veterano della invasione degli Stati Pontifici, di Corfù, di Novi Ligure (terribile battaglia che, a suo dire, «costò ventisette mila vite»)[1] e la traversata del San Bernardo, del Tirolo, di Dalmazia, del Sacile e del Piave, del Tarvisio, di Raab, di Presburgo, di nuovo del Tirolo, di Wiener Neustadt, di Lützen e Bautzen e Lipsia. Capitano aiutante maggiore nel 1800, capo battaglione nel 1805, tenente colonnello nel 1807, legion d'onore e poi generale di brigata nel 1809, governatore militare a Verona, Cremona, Padova, Ispettore Generale di tutta la fanteria del Regno nel 1811 e 1812, governatore della fortezza di Mantova e comandante l'ala destra dell'esercito del Beauharnais alla battaglia del Mincio, la grande battaglia con la quale l'esercito italiano negò agli Imperiali del feldmaresciallo Bellegarde la Lombardia[2].

Il 3 febbraio 1831 il duca di Modena, Francesco IV, fece arrestare il patriota Ciro Menotti; a Modena scoppiava l'insurrezione, mentre a Reggio Emilia si organizzava un corpo di truppe al comando del generale Carlo Zucchi, che assumeva la guida del governo provvisorio il 7 marzo.

Gli 800 volontari del generale Zucchi (tra i quali si distinse Manfredo Fanti; vi erano anche Enrico Cialdini, Nicola Fabrizi e Celeste Menotti, fratello di Ciro) impegnarono duramente gli austriaci: memorabile fu la battaglia delle Celle combattimento di retroguardia a Rimini (25 marzo). Essi ripiegarono poi indisturbati, insieme ai circa 6.000 uomini mobilitati nei territori ribelli, sulla fortezza di Ancona, ove la rivoluzione si spense alcuni giorni più tardi.

Ad Ancona, infatti, il 28 marzo Zucchi fu costretto ad imbarcarsi per la Francia, insieme ad un centinaio di altri rivoluzionari, tentando di mettersi in salvo; ma il brigantino Isotta sul quale viaggiava venne catturato dall'allora capitano di vascello della marina austriaca Francesco Bandiera, padre dei due famosi fratelli Attilio ed Emilio, e tutti i rivoluzionari furono arrestati.
Il 4 giugno 1832 una commissione militare austriaca condannò Zucchi alla pena di morte, poi commutata in venti anni di carcere duro in fortezza a seguito dell'intervento della corte francese.

I fatti del 1848 lo trovano ancora prigioniero nella fortezza di Palmanova, della quale assume il comando e dalla quale respinge l'assedio imperiale con circa 1.440 combattenti tra regolari e volontari. Obbligato a capitolare per le preponderanti forze austriache e l'assenza di rifornimenti, si ritira a Milano dove gli viene conferito il comando dei volontari da Gabrio Casati, ma nulla può dinanzi all'avanzata di un nemico superiore in tutto. La decisione di re Carlo Alberto di chiedere l'armistizio abbandonando la città agli austriaci lo obbliga a rifugiarsi a Lugano. Qui raggiunto dalle sollecitazioni di Pellegrino Rossi accetta di entrare a servizio del governo costituzionale pontificio, come racconta poi nelle sue memorie. Nell'ottobre-novembre 1848 fu l'ultimo ministro delle Armi di Pio IX da sovrano costituzionale.

Il generale Zucchi prigioniero nel forte di Palmanuova

Trascorse gli ultimi anni di vita nella sua città natale, impegnato a scrivere le sue memorie.

Massone, fu membro attivo della Loggia "Reale Augusta" di Milano, del Grande Oriente di Francia, poi passata nel 1806 al Grande Oriente d'Italia[3].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Ufficiale della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale della Legion d'onore
Cavaliere dell'Ordine della Corona Ferrea - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona Ferrea
Medaglia di Sant'Elena - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di Sant'Elena

Araldica[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Descrizione Blasonatura
Ornements extérieurs Barons de l'Empire français.svg
Coa fam ITA zucchi.jpg
Carlo Zucchi
Barone militare del Regno napoleonico d'Italia (1809-1815)
Troncato: nel 1° d'oro, all'aquila dal volo spiegato di nero, coronata dello stesso; nel 2° d'azzurro, alla zucca picciolata e fogliata, accompagnata in punta da tre gigli ordinati in fascia, il tutto d'oro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dalla battaglia di Novi al passaggio del Gran San Bernardo in Studi Napoleonici-Fonti Documenti Ricerche
  2. ^ (cfr.: Nicomede Bianchi, "Memorie del generale Carlo Zucchi", op. cit.1861)
  3. ^ V. Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Mimesis-Erasmo, Milano-Roma, 2005, p.278.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN89559771 · ISNI (EN0000 0000 6186 6159 · SBN RAVV085442 · BAV 495/172431 · WorldCat Identities (ENviaf-89559771