Carlo Negri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Carlo Negri
26 settembre 1919[1] - 23 settembre 1943[1]
Nato a Genova[2]
Morto a Coriza, Albania
Cause della morte fucilazione
Luogo di sepoltura Cimitero Maggiore, Milano[1]
Dati militari
Paese servito bandiera Regno d'Italia
Forza armata Regia Aeronautica
Specialità Caccia
Reparto 97ª Squadriglia, 9º Gruppo, 4º Stormo Caccia Terrestre
Anni di servizio 1942-1943
Grado Sottotenente
Comandanti Armando François
Guerre Seconda guerra mondiale
Campagne Campagna d'Italia
Decorazioni Medaglia d'oro al valor militare

[senza fonte]

voci di militari presenti su Wikipedia

Carlo Negri (Genova, 26 settembre 1919Coriza, 23 settembre 1943) è stato un militare e aviatore italiano. Sottotenente pilota di complemento della specialità caccia, partecipò alla seconda guerra mondiale. Per il suo comportamento nell'ultima missione fu decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Genova il 26 settembre 1919,[3] figlio di Rinaldo e Margherita Pirelli, Studente di Ingegneria presso l'Università di Milano prima della guerra, fu chiamato a prestare servizio di leva nel 1939 venne ammesso con ritardo al quarto anno di studi, che abbandonò per arruolarsi nella Regia Aeronautica il 22 luglio 1941. Ammesso al Centro Istruzione Reclute presente sull'Aeroporto di Orvieto fu nominato quello stesso giorno Primo Allievo Ufficiale Pilota perché già in possesso del brevetto di volo civile. Il 20 dicembre 1941 venne trasferito presso la Scuola di pilotaggio di Pistoia, dove consegiì il brevetto di pilota militare il 15 ottobre 1942 su velivolo IMAM Ro.41 Maggiolino. Il 7 novembre fu mandato presso la Scuola di secondo periodo di Castiglion del Lago dove ottenne la promozione a sergente pilota, e il 2 gennaio 1943 fu trasferito presso la Scuola di pilotaggio di Gorizia. Nel marzo 1943 ottenne la promozione al grado di sottotenente di complemento[3] e l'abilitazione al combattimento ottenuta su caccia Fiat C.R.42 Falco

Terminato l'addestramento al volo presso il 1º Nucleo Addestramento Caccia di Udine, fu assegnato alla 97ª Squadriglia, 9º Gruppo,[4] 4º Stormo Caccia Terrestre[3] l'8 agosto dello stesso anno.[5] Era da poco in forza al reparto, ma aveva già compiuto 15 missioni belliche, quando, l'8 settembre 1943, fu reso noto l'armistizio, che poneva termine alle ostilità fra l'Italia e gli Anglo-Americani, ma di fatto le apriva con gli ex-alleati tedeschi.[4]

A quella data il 4º Stormo, si trovava al Sud,[4] dove la famiglia reale aveva trovato rifugio, schierato sull'aeroporto di Gioia del Colle.[6] ma già il giorno successivo il reparto si posizionò su quello di Galatina.[4] Dopo breve tempo la Regia Aeronautica, ora al fianco[4] degli Alleati con la denominazione di Italian Co-Belligerent Air Force, era già impegnata in missioni di attacco e rifornimento per alleggerire la pressione sulle unità del Regio Esercito intrappolate nei Balcani e aggregate ai locali movimenti di Resistenza.[7] In una di queste occasioni, il 21 settembre 1943, egli si offrì volontario per lanciare un cilindro con un messaggio destinato a un reparto italiano accerchiato a Coriza, in Albania.

Colpito da Flak il suo Aermacchi C.205 Veltro[8] fu costretto a compiere un atterraggio d'emergenza, e dopo aver consegnato il messaggio a un soldato italiano, cercò di allontanarsi dalla zona. Immediatamente catturato dai soldati tedeschi fu sottoposto a processo sommario, e fucilato il giorno 23.[5] Non poté godere della protezione accordata dalle convenzioni internazionali poiché non vi era ancora stata nessuna formale dichiarazione di guerra fra Italia e Germania[9] Per questa azione il fu insignito dapprima di una Medaglia di bronzo al valor militare successivamente commutata in Medaglia d'oro alla memoria.[3]

A poco più di sessant'anni dalla morte[10] gli è stato intitolato il 61º Stormo dell'Aeronautica Militare basato sull'Aeroporto di Lecce-Galatina, lo stesso da cui Negri partì per la sua ultima missione. Alla cerimonia di intitolazione ha preso parte anche il nipote, l'omonimo dirigente d'azienda Carlo Puri Negri, detentore di importanti incarichi all'interno della Pirelli. Il giovane ufficiale, infatti, era imparentato con la nota dinastia industriale per parte della madre Margherita.[11]

In suo onore, ogni anno, viene organizzata dalla famiglia Pirelli la coppa velica Carlo Negri.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Ufficiale pilota di eccezionale virtù, combattente entusiasta e di provato valore nell’adempimento volontario di una missione di eccezionale importanza di lancio messaggio contenente disposizioni per un tentativo di salvezza di truppe italiane accerchiate dal tedesco nel campo di Koritza, veniva colpito nel velivolo dall’intensa reazione controaerea. Venutagli a mancare la sicurezza di effettuare un preciso lancio, preferiva atterrare per la consegna del messaggio, anziché tentare di salvarsi con il paracadute sulle vicine montagne. Catturato dal nemico mentre consegnava il documento, veniva barbaramente fucilato. Immolava così la giovane, nobilissima esistenza nel supremo adempimento del dovere ed al sublime ideale della Patria.»
— Cielo della Calabria e della Grecia, 10 agosto 1943 - 21 settembre 1943.[12].
— D.C.P.S. 9 maggio 1947[13]
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«Giovanissimo pilota da caccia, animato da notevole ed inesauribile spirito aggressivo, sempre volontario nelle piu rischiose e difficili azioni contro un nemico agguerrito, dava prova di grande capacità audacia e spirito di sacrificio. Volontario in una ardita e rischiosissima missione scendeva a mitragliare a bassissima quota un aeroporto nel cuore del territorio nemico. Incurante della forte reazione contraerea ripeteva più volte l'attacco finché colpito al motore era costretto ad atterrare nel campo nemico.»
— Cielo della Calabria e della Grecia, 10 agosto-21 settembre 1943.
— Regio Decreto 2 giugno 1944[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Voce Onorcaduti sul Sottotenente Carlo Negri. URL consultato il 2010-12-27.
  2. ^ Scheda su Carlo Negri - www.anpi.it. URL consultato il 2010-12-27.
  3. ^ a b c d e Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare 1969, p. 225
  4. ^ a b c d e Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare 1977, p. 34
  5. ^ a b Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare 1977, p. 35
  6. ^ Dunning 1988, p. 24
  7. ^ D'Amico, Valentini 1986, p. 50
  8. ^ D'Amico, Valentini 1986, p. 49
  9. ^ Tale dichiarazione fu emessa dal governo Badoglio solo il 13 ottobre 1943.
  10. ^ La cerimonia avvenne il 30 ottobre 2003, alla presenza del Presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi.
  11. ^ Ciampi e la Resistenza «Va studiata a scuola»
  12. ^ Quirinale - scheda - visto 26 dicembre 2010
  13. ^ Bollettino Ufficiale 1947 disp. 15 pag. 1095.
  14. ^ Bollettino Ufficiale 1944 supp. 2 pag. 10.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) F. D'Amico, Valentini G., Regia Aeronautica Vol,2 Pictorial History of the Aeronautica Nazionale Repubblicana and the Italian Co-Belligerent Air Force 1943-1945, Carrolton, Squadron/Signal Pubblications, 1986, ISBN 0-89747-185-7.
  • (EN) Chris Dunning, Combat Units od the Regia Aeronautica. Italia Air Force 1940-1943, Oxford, Oxford University Press, 1988, ISBN 1-87118-701-X.
  • I Reparti dell'Aeronautica Militare Italiana, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1977.
  • Giulio Lazzati, Stormi d'Italia - Storia dell'aviazione militare italiana, Milano, Ugo Mursia Editore, 1975, ISBN 978-88-425-4079-3.
  • Mirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945 – Azioni belliche e scelte operative, Bologna, Odoya, 2012, ISBN 978-88-6288-144-9.
  • Gianni Rocca, I disperati - La tragedia dell'aeronautica italiana nella seconda guerra mondiale, Milano, 1993, ISBN 88-04-44940-3.
  • Franco Pagliano, Aviatori italiani: 1940-1945, Milano, Ugo Mursia Editore, 2004, ISBN 8-84253-237-1.
  • Franco Pagliano, Storia di diecimila aeroplani, Milano, Edizioni Europee, 1954.
  • Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, Testi delle motivazioni di concessione delle Medaglie d'Oro al Valor Militare, Roma, Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, 1969.