Carlo Monguzzi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Monguzzi, nel centro, protesta contro il potere di CL nella Regione Lombardia sotto la sede, 2010

Carlo Monguzzi (Milano, 18 settembre 1951) è un politico e insegnante italiano.

Laureato in Ingegneria chimica, insegnante di matematica presso l'istituto tecnico fabio Besta di Milano, è consigliere comunale nel gruppo consiliare Partito Democratico Pisapia Sindaco a Milano dal 2011.

È stato consigliere regionale della Lombardia dal 1990, è stato eletto nel collegio elettorale di Milano ed è stato presidente del gruppo consigliare regionale della Federazione dei Verdi dalla prima elezione. Dal 1993 al 1994 ha ricoperto la carica di assessore regionale della Lombardia all'ambiente ed energia.

Rieletto consigliere regionale nel 1995, nel 2000 e nel 2005, anno in cui è stato confermato nella circoscrizione di Milano con oltre 10 000 preferenze, nel corso della prima seduta consigliare della VIII legislatura è stato eletto membro della Giunta delle elezioni. Ha fatto parte delle Commissioni consiliari Sanità, Ambiente e Territorio.

È stato presidente del Gruppo Verde della Regione Lombardia. Nell'ottobre 2009 non ha condiviso la linea politica della Federazione dei Verdi, ha quindi lasciato il movimento per aderire al Partito Democratico[1] che non lo ha ricandidato alle elezioni regionali del 2010 in quanto ha superato il limite delle tre legislature da consigliere.

Nel 2011 si candida con il PD al Consiglio Comunale di Milano a sostegno di Giuliano Pisapia, raccogliendo 3203 preferenze e risultando il terzo eletto all'interno del partito.

Tra i fondatori di Legambiente e dell'associazione animalista Mondo Gatto, ha curato una delle prime pubblicazioni sulle piogge acide.

Nel 2008 ha pubblicato con Sergio Zabot il saggio "L'Illusione Nucleare. I rischi e i falsi miti" (introduzione di Ermete Realacci) per Melampo Editore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Verdi del Pirellone traslocano nel Pd [collegamento interrotto], su bergamonews.it.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]