Carlo Maria Maggi

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Carlo Maria Maggi (Milano, 3 maggio 1630Milano, 22 aprile 1699) è stato uno scrittore e commediografo italiano, è considerato il padre della letteratura milanese moderna.

Busto di Carlo Maria Maggi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Milanese, figlio di Giovan Battista Maggi e Angela Riva, lettore di latino e greco alle Scuole Palatine, segretario del Senato milanese, soprintendente all'Università di Pavia, accademico della Crusca scrisse poesie in italiano e milanese, ma le sue opere più importanti sono le commedie in milanese.

Morì nel 1699 ed è sepolto nella cripta di San Nazaro.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Tra le opere in italiano vi è un libro di poesie d'affetto, da alcuni apprezzato come ventata di novità, da altri disprezzato come trasgressivo (l'Accademia della Crusca bocciò i suoi termini di origine lombarda); probabilmente Maggi intraprese la corrente dialettale proprio in antagonismo all'arroganza dei puristi fiorentini.

La sua produzione in milanese consiste in rime e commedie. Le rime sono perlopiù poesie d'occasione che descrivono momenti di vita borghese.

  • 1688, "Rime varie" pubblicate a Firenze.

Ma il Maggi è ricordato soprattutto come commediografo, scrisse:

  • 1695, "Il manco male" prima opera teatrale dialettale,
  • 1696, "Il Barone di Birbanza",
  • 1697, "I consigli di Meneghino",
  • 1698, "Il falso filosofo",
  • 1699 ?, "Il Concorso de' Meneghinitt pe entrà a Badia",

a cui si aggiungono gli intermezzi autonomi:

  • "dell'Ipocondria",
  • "per una tragedia",
  • "delle Dame sugli spassi del Carnevale",
  • "Beltraminna vestita alla moda",
  • "dell'Ambizione".

I punti chiave del suo lavoro teatrale sono la riconciliazione del teatro con la Chiesa (non puntando il dito come Molière ma proponendo valori positivi), la critica dell'etica protestante (per cui il successo sarebbe segno dell'approvazione divina), l'anticonformismo e l'idealismo patriottico.

Fu Carlo Maria Maggi inoltre ad introdurre a teatro la maschera popolare di Meneghino, che è divenuto l'incarnazione del popolo milanese, umile, schietto e onesto, pieno di saggezza e buon senso, forte nelle avversità, lavoratore sensibile e generoso e cont el coeur in man, con il cuore in mano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Circolo Filologico Milanese, "Carlo Maria Maggi e la Milano di fine '600", Di Baio Editore, Milano 1999, ISBN 88-7080-679-0

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