Carlo Cocchia

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Ristorante con piscina, Mostra d'Oltremare
Torre del Policlinico
Acquario tropicale, Mostra d'Oltremare. Fortemente manomesso.

Carlo Cocchia (Napoli, 23 novembre 1903Napoli, 7 marzo 1993) è stato un architetto e pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi nel 1935, dopo due anni diviene professore di Scenografia e Decorazione alla Facoltà di Architettura di Napoli, successivamente diverrà prigioniero di guerra e nel 1950 occupa la cattedra di Elementi di Composizione Architettonica, dal 1959 occupa la cattedra di Composizione Architettonica al Politecnico di Milano che manterrà fino al 1967, ritornato a Napoli occupa la cattedra di Composizione Architettonica. La sua attività di architetto lo ha portato a diventare accademico di San Luca e membro del Comitè de liaison des architectes du Marchè Commun, si è occupato anche di pubblicazioni su riviste specializzate e sui quotidiani.

Tra le sue opere più importanti che sono sparse sul territorio nazionale vi sono la Centrale elettrica del Volturno; vinse il concorso per la realizzazione della Stazione Centrale di Napoli aggiudicandosi il fabbricato viaggiatori insieme ai progetti di Pier Luigi Nervi che si era occupato delle strutture e di Massimo Battaglini che si occupò dello spazio interno; lo Stadio San Paolo alla cui realizzazione parteciparono Gerardo Mazziotti ed altri progettisti ed oggi amaramente deturpato; notevole è suo impegno nella creazione della Mostra d'Oltremare, Cocchia insieme a Giulio De Luca progettarono buona parte di padiglioni ed edifici pubblici di corrente razionalista come l'acquario tropicale e il ristorante con piscina; progettò il complesso termale di Saloro-Castellammare con le collaborazioni di Franco Iossa, Alfredo Sbriziolo e Mazziotti. Realizzò numerosi interventi di edilizia popolare e tra questi si ricordano il Rione La Loggetta a Fuorigrotta con Renato D'Ambrosio, Alfredo Sbriziolo, Gerardo Mazziotti e Elio Lo Cicero; il Rione Mazzini con Luigi Cosenza e Francesco Della Sala; le Case Popolari a Secondigliano insieme a Steno Paciello, Davide Pacanowski e Michele Capobianco; il Rione Stella Polare con Giulio De Luca e Della Sala e infine un rione popolare a Nardò. Mentre realizza nel dopoguerra Villa Lydia che rappresenta un buon risultato di razionalismo e una villa ad Amalfi, e infine ha progettato anche il Centro elettronico del Banco di Napoli e il Nuovo Policlinico, (Torre del II Policlinico) con Massimo Nunziata ed altri.

Le sue opere realizzate fuori Napoli si possono citare altre al complesso termale e le case popolari di Nardò anche le filiali della Banca d'Italia a Roma, Grosseto e Sassari e il Centro elettronico della Banca d'Italia a Roma e il Palazzo dell'Arte a Cremona.

La sua attività di architetto si affiancava a quella di pittore futurista.

Altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Stenti, NAPOLI MODERNA - Città e Case popolari 1868-1980, Clean edizioni, Napoli
  • AA.VV, Enciclopedia dell'Architettura Vol.1 lemma Carlo Cocchia, Motta Editori (Il Sole 24 ore), Cinisello Balsamo (MI).
  • Sergio Stenti e Vito Cappiello, NapoliGuida - 14 itinerari di architettura moderna, Clean Edizioni, Napoli.

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