Carlo Bellero

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Carlo Bellero (19111988) è stato un direttore della fotografia cinematografico italiano attivo tra il 1941 e il 1964.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esordì come operatore cinematografico. Ha lavorato con numerosi registi, tra cui: Giorgio Simonelli, Turi Vasile, Ermanno Olmi, Mario Amendola, Domenico Paolella, Giorgio Capitani, Francesco De Robertis.

“Nel 1944 la sorella di Nino Baragli, Elda, aveva seguito al nord suo marito Carlo Bellero, operatore del film “Alfa Tau!” di Francesco De Robertis. Erano rimasti al nord all'epoca del governo di Salò e si trovavano nei teatri di posa della nuova Scalera a Venezia, ove si era trasferita la casa di produzione, che cercava di portare a termine la produzione del film “Marinai senza stelle”. Carlo Bellero faceva l'operatore e Nino Baragli raggiunse Venezia e cominciò da aiuto-operatore: caricava e scaricava gli châssis.[1]

De Robertis affida la fotografia a Carlo Bellero nel 1941 quando dirige La nave bianca e Uomini sul fondo, poi nel 1948 per Fantasmi del mare, quindi nel 1950 per il film Gli amanti di Ravello. Nel 1952 per Carica eroica in locandina appare in risalto la fotografia affidata a Carlo Bellero. Nel 1954 - infine - con il regista pugliese realizza Uomini ombra e Mizar (Sabotaggio in mare).

Nel 1958 cura la fotografia per il film di Totò Gambe d'oro, diretto da Turi Vasile girato a Cerignola. Nel 1963 lavora per il film Il demonio girato a Matera da Brunello Rondi.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Alcune pellicole aventi la fotografia di Carlo Bellero hanno ottenuto un riconoscimento, in quanto sono state proiettate nella rassegna di film bellici, curata da Maurizio Cabona, per le celebrazioni per la Festa delle Forze Armate il 5 novembre 2008 al cinema ‘'Trevi'’ di Roma. Ignazio La Russa ha inaugurato la manifestazione, realizzata in collaborazione con Ministero della Difesa ed il Centro Sperimentale di Cinematografia (Cineteca Nazionale).

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Intervista tratta da: Stefano Masi, “Nel Buio della Moviola” editore Accademia dell'immagine L'Aquila.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]