Carla Romanelli

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Carla Romanelli in un fotogramma del film The Martlet's tale (1972).

Carla Romanelli (Arezzo, ...) è un'attrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il debutto cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

Carla Romanelli esordisce intorno alla seconda metà degli anni sessanta, debuttando in TV nel 1967 come “Biancaneve", nei caroselli diretti da Luciano Emmer, e poi lavorerà accanto a David Niven nella serie diretta da Giuliano Montaldo. Debutta contemporaneamente, a cavallo tra il 1967 e 1968, in televisione, al cinema e in teatro. L'attrice continua a farsi notare qualche anno dopo il suo esordio, intorno alla prima metà degli anni settanta in cui viene scelta per interpretare ruoli da comprimaria in diverse pellicole in cui interagisce spesso con il protagonista; nella sua carriera ha avuto modo di affiancarsi ad attori italiani e stranieri, tra cui Franco Franchi, Saro Urzì, Antonio Sabato, Carlo Giuffré, Lou Castel, Ursula Andress, Max von Sydow, Jean-Paul Belmondo e Dominique Sanda.

Partecipa alla prima coproduzione tra la RAI e la TV Ungherese nello sceneggiato “Il Girasole” dove interpreta Evelyn, per la regia di Zoltan Horvath. Con il Girasole inizia una feconda esperienza in Ungheria dove sarà protagonista di film di qualità apprezzati in tutto il mondo. Tra questi sono degni di nota Herkulesfürdöi emlék (A strange role),di Pál Sándor, nominato all'Oscar come miglior film straniero e vincitore dell'Orso D'argento al Festival di Berlino del 1977. Il film, di grande impatto sociale, conquisterà altri 6 premi internazionali. Segue “Une Nuit Très Morale” (Egy erkolcsos ejszaka) di Hunady, regia di Károly Makk, che riceverà una menzione speciale della critica al Festival di Cannes nel 1978. Sempre nello stesso anno, “Aiuto Aiuto” (Segitzetek Segitzetek) di Nemere Laszlo, filmTV sulla vita vera di una zingara, vincitore del premio "MONTE-CARLO INTERNATIONAL TV FILM FESTIVAL[1]" .

Il genere in cui Carla Romanelli si cimenta durante il corso della sua esperienza cinematografica è vario: l'attrice spazia dalla commedia sexy e brillante all'italiana al genere poliziesco e al western; nello stesso periodo inizia a recitare anche per il piccolo schermo, apparendo anche in diverse serie televisive e film per la televisione.

Il 5 settembre 1970 a Roma, sposa il regista e scrittore statunitense John Crowther (figlio del noto critico del New York Times, Bosley Crowther), conosciuto sul set del film The Martlest's Tale.

Il periodo che la mise maggiormente in luce agli occhi del pubblico sono gli anni settanta, dove reciterà in 15 film tra il 1970 e il 1978, in 4 serie televisive e in 5 opere teatrali. Nella prima metà degli anni ottanta la Romanelli preferì concentrarsi maggiormente come attrice televisiva fino a quando, alla metà del decennio, decide di interrompere la propria attività cinematografica per dedicarsi all'attività sindacale in Italia ed all'estero come responsabile per la FIA (International Federation of Actors) delle relazioni Internazionali per l'Italia.

Gli anni novanta la vedono impegnata nell'attività teatrale. Nel 1992 traduce in Italiano e produce, grazie al suggerimento di Tony Musante, il testo di Terrence McNally, “Frankie and Johnny al chiar di Luna” che si avvarrà della regia di Raf Vallone e concluderà la tournée nel 1993 al “Piccolo di Milano” .

Nel 1995 Traduce in italiano “Affective Memories” di John Crowther, sulla vita di Stanislavsky, Meyerhold e Zinaida Reich. Il Dramma, con il titolo “L'Ultima Maschera” sarà rappresentato al Festival di Spoleto del '95 e conquisterà pubblico e stampa.

Per alcuni anni il Maestro Giancarlo Menotti, la incarica della ricerca e produzione di alcuni testi teatrali per il Festival di Spoleto come: “L'Ultimo Yankee” di Arhur Miller; “Einstein” di Willard Simms, con John Crowther e “Griffin and Sabine” di Nick Bantock, per la Regia di Edoardo Ponti.

Si occupa anche dell'immagine del Premio Nastri d'Argento (1990/1997) per il Sindacato Giornalisti Cinematografici e ad Arezzo organizza il primo convegno mondiale sul doppiaggio, al quale parteciperanno 250 unioni sindacali di artisti interpreti. Andrea Bocelli, diretto dal Maestro Steven Mercurio, dedicherà il suo concerto agli Artisti portatori di speranza e di luce di tutto il mondo.

Seguono a tutt'oggi numerosi eventi culturali dedicati alla Pace tra i quali "Se Tutte le Donne del Mondo" con l'intervento registrato di Sofia Loren; I Pianeti di Gustav Holtz con il Maestro Steven Mercurio; L'Universo Femminile; Around the world con il Maestro Luigi De Filippi.

Carla Romanelli ha anche insegnato Storia del Teatro Italiano alla scuola di John Crowther a Los Angeles e, ad oggi, insegna storia del Teatro Russo alla scuola di recitazione Agorà a Roma.

Formazione artistica[modifica | modifica wikitesto]

Debutta nel teatro per ragazzi diretto dalla mamma, Liliana Butterfly, che scriveva commedie per bambini.

Ha completato gli studi umanistici e la Scuola Interpreti Parlamentari a Roma, specializzandosi in inglese e russo. È stata allieva della scuola di recitazione del Maestro Alessandro Fersen, che la guiderà nello studio del dramma e psicodramma e di Giusi Raspani Dandolo, la sua guida per il genere brillante. Nel corso del tempo perfeziona gli studi drammatici all'Actors Studio di Los Angeles, dove si trasferisce nel 1970 con il marito.

L'attrice ebbe inoltre il merito di aver tradotto dall'inglese alcune opere teatrali, poi prodotte e portate in tournée ed ha ideato una serie di eventi come il Concerto Around the World, per l'inaugurazione dell'Aspen Institute Italia, Il Concerto inaugurale per i Nastri d'Argento al Museo d'Arte Moderna di Roma, La costruzione di un gigantesco cervello a Spoleto (1989) per Rita Levi Montalcini, al fine di favorire lo studio da parte dei giovani studenti, il Primo convegno mondiale sul doppiaggio per la FIA (Federazione Internazionale Artisti Interpreti).

Carla Romanelli ha inoltre collaborato per più di dieci anni al Festival dei due mondi con Gian Carlo Menotti, creando con lui anche il filone Spoleto Scienza e ha curato l'immagine della rivista d'Arte FMR, di Franco Maria Ricci; nel 1988 è chiamata dal Premio Nobel Carlo Rubbia per curare l'immagine della Macchina di luce al CERN di Ginevra e al Sincrotrone di Trieste per l'evento inaugurale del LEP, il più grande acceleratore di particelle del mondo, di fronte a 14 capi di stato e 2000 scienziati; attiva anche in politica, Carla Romanelli ha infine collaborato con il Consiglio d'Europa presso la Camera dei Deputati, per la causa tibetana.

Attività artistica in teatro[modifica | modifica wikitesto]

Carla Romanelli debutta in teatro con le Diavolerie (1968) di Alessandro Fersen, che poi la vorrà come primadonna al Teatro Stabile di Bolzano nella commedia Spudorata Verità di Peter Mueller; nel 1972 partecipa al Festival di Spoleto con La Conversazione continuamente interrotta di Ennio Flaiano insieme a Renato Pozzetto e Cochi Ponzoni per la regia di Vittorio Caprioli. In seguito, l'attrice ottiene un discreto successo nel Prometeo Incatenato di Eschilo, interpretando il ruolo di Io.

Per Carla Romanelli dopo i successi ottenuti in precedenza, seguono diversi impegni teatrali, tra i quali anche One woman show, Un Pane di Luce per il Mondo, quest'ultimo tratto da un testo di Pablo Neruda e diretta da Duilio Del Prete; con Giorgio De Lullo lavora in Natasha nelle Tre Sorelle di Anton Čechov.

Tra le commedie interpretate, Carla Romanelli ha preso parte in Fiore di Cactus nel ruolo di Tonia, accanto a Paolo Ferrari e Valeria Valeri e in Camere con Crimini recitando nuovamente insieme a Cochi Ponzoni, stavolta però accompagnato da Nino Castelnuovo, interpretando il ruolo di Arlene e tra gli altri, infine, nella La Talanta di Pietro Aretino, nel ruolo di Talanta, in occasione del Festival dedicato all'omonimo poeta.

Nel 1993, Carla Romanelli collabora con Tony Musante per la traduzione e l'interpretazione di una commedia di Terence Mc Nally dal titolo Frankie and Johnny au clair de Lune diretta da Raf Vallone, che dopo una lunga tournée, approderà anche al Piccolo Teatro di Milano. Nel 1995 Carla Romanelli traduce una commedia scritta dal marito John Crowther intitolata Affective Memories che con il titolo italiano L'Ultima Maschera debutterà in prima mondiale assoluta al Festival dei due Mondi.

Attiva anche nell'ambito della produzione, Carla Romanelli nel 1994 per il festival dei due mondi produce un dramma di Arthur Miller intitolato L'ultimo yankee e l'anno successivo per il festival di Edimburgo e di Spoleto un monologo di Willard Simms dal titolo Einstein diretto e interpretato dal marito John Crowther; in seguito, nel 1996, sempre per il festival di Spoleto produsse Griffine e Sabine per la regia di Edoardo Ponti.

Interpretazioni teatrali[modifica | modifica wikitesto]

Regie teatrali[modifica | modifica wikitesto]

  • Un pane di luce per il mondo (1999)
  • Around the World (2000)
  • I pianeti di Gustav Holst, Anfiteatro Romano di Spoleto (2004)
  • Se tutte le donne del mondo (2005)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Carla Romanelli in un fotogramma del film Una notte molto morale (1977).
Carla Romanelli insieme ad Antonio Sabàto in un fotogramma del film Milano rovente (1973).

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

  • Maja Internacional 1967
  • Premio A. De Curtis 1972
  • Premio "Cinema e società" 1980
  • Premio "Arte e Sport" 1993
  • Premio Chimera d'Oro 1998
  • Premio Protagonisti 1998
  • Premio AEREC "Donne di successo" 2011

Pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

Varietà televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Prosa televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ e-TALENTA, su www.e-talenta.eu. URL consultato il 03 gennaio 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Carla Romanelli, su Internet Movie Database, IMDb.com. Modifica su Wikidata E-Talenta

Controllo di autorità VIAF: (EN311693226 · GND: (DE1062163192 · BNF: (FRcb14221905x (data)