Carinhall

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Carinhall
Bundesarchiv Bild 183-M0903-328, "Carinhall" zerstört.jpg
Carinhall in rovina (foto del 1947)
Localizzazione
StatoGermania Germania
IndirizzoForesta di Schorfheide
Coordinate53°00′30.96″N 13°38′11.04″E / 53.0086°N 13.6364°E53.0086; 13.6364Coordinate: 53°00′30.96″N 13°38′11.04″E / 53.0086°N 13.6364°E53.0086; 13.6364
Informazioni generali
Condizionidistrutta dai nazisti il 28 aprile 1945
Costruzione1933-1934
Stilenazista
UsoResidenza ufficiale del gerarca nazista Hermann Göring
Realizzazione
ArchitettoWerner March
ProprietarioHermann Göring
Hermann Göring saluta un ufficiale delle SS a Carinhall.
Adolf Hitler e Göring a capo della processione funebre di Carin Göring a Carinhall, 19 giugno 1934.
Kämpfende Amazone - Franz von Stuck (1897), già a Carinhall, ora a Eberswalde.

Carinhall fu la residenza di campagna del gerarca nazista Hermann Göring, costruita nel 1933 su una grande tenuta di caccia a nord-est di Berlino, nella foresta di Schorfheide, tra i laghi Großdöllner See e Wuckersee (Brandeburgo settentrionale). Il complesso è stato fatto saltare in aria dallo stesso Göring all'arrivo degli Alleati (1945) ed è oggi in rovina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Hermann Göring ordinò la realizzazione di una sontuosa residenza di campagna, intitolata alla sua defunta moglie svedese, Carin (1888–1931), nel 1933, poco dopo essere stato nominato primo ministro dello Stato Libero di Prussia. Il sito di costruzione fu infatti la riserva di caccia d'oltre 100.000 acri che Göring si ritagliò nella foresta prussiana dello Schorfheide, tra i laghi Großdöllner See e Wuckersee (Brandeburgo settentrionale)[1]. Nell'autunno del '33, un casa di legno in stile svedese venne collocata sul sito di Carinhall.

Le spoglie di Carin Göring, sepolte in Svezia nel 1931, vennero traslate a Carinhall il 19 giugno 1934 e collocate nell'apposito mausoleo voluto da Göring per la defunta, nel corso di un funerale postumo cui prese parte anche Adolf Hitler[1]. L'anno dopo, il 10 aprile 1935, Carinhall ospitò il banchetto nuziale di Göring con la seconda moglie, Emmy Sonnemann. Da lì in poi, Carainhall servì a Göring quale palcoscenico per accogliere importanti delegati stranieri: Benito Mussolini (28 settembre 1937), Edward Wood (20 novembre 1937), Matsuoka Yōsuke (29 marzo 1941), ecc.

Nel corso della seconda guerra mondiale, Carinhall divenne la destinazione di molti tesori d'arte saccheggiati da Göring in tutta Europa e confluiti nella sua collezione personale [2][3] che proprio presso la residenza di campagna venivano esposti: un gran numero di quadri del Rinascimento italiano (es. la Leda inginocchiata con i figli di Giampietrino, trasferita nel 1943 al Salzbergwerk Altausee in Stiria); moltissime opere tedesche e fiamminghe del XVI secolo (es. Il giudizio di Paride di Lucas Cranach il Vecchio, oggi al Kunstmuseum Basel); grandi statue classiche prelevate in Francia (es. due statue di leoni in granito rosa prelevate dal Hôtel des Invalides di Parigi[4]); ma anche esemplari della c.d. "Arte degenerata" criticata dal regime (es. dei Renoir).

Con il procedere del conflitto, Göring, pur mantenendo il ruolo e il titolo di "numero due" del regime nazista, perse progressivamente potere e credibilità di fronte a Hitler, a causa soprattutto del suo comportamento morale discutibile e delle sconfitte della Luftwaffe, non in grado di impedire la distruzione delle città tedesche, né di ostacolare la crescente superiorità aerea del nemico. Si ritirò allora a Carinhall, abbandonandosi ad eccessi di vario genere che ne destabilizzarono la salute sia fisica che mentale.

Demolizione[modifica | modifica wikitesto]

Per evitare che Carinhall cadesse nelle mani dell'avanzante Armata Rossa, il complesso fu fatto saltare in aria il 28 aprile 1945 per ordine di Göring da una squadra di demolizione della Luftwaffe, mentre le opere d'arte vennero traslate al Berchtesgaden.

Lascito[modifica | modifica wikitesto]

Dall'edificio rimangono oggi solo le monumentali porte d'ingresso, alcune strutture di fondazione e delle pietre decorative. Una statua in bronzo di Franz von Stuck, Kämpfende Amazone (1897), già al Carinhall, è oggi esposta a Eberswalde. Un'altra statua, Kronenhirsch di Johannes Darsow, si trova al Tierpark di Berlino.

Nel 1999, nuovo interesse per Carinhall è stato suscitato dal libro Görings Reich: Selbstinszenierungen nel Carinhall [5] che ha portato i cacciatori di tesori a visitare le rovine ed ha suscitato timori che il sito diventasse un "santuario" neonazista[6]. Il governo statale del Brandeburgo ha pertanto ordinato la demolizione del mausoleo di Carin Göring.

Carinhall - Cancello d'ingresso.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il concetto alla base dei lavori era quello di trasformare un casino di caccia moderno in una magione che potesse rivaleggiare con i casini di caccia della grande nobiltà europea del Rinascimento e della Prima Età Moderna. Il capo-progetto fu l'architetto Werner March, già designer dello stadio olimpico di Berlino. I lavori vennero poi affidati a Friedrich Hetzelt.
Come già valso per le residenze private di altri gerarchi nazisti, anche Carinhall non venne impostata su di un registro stilistico classico-monumentale come quello che Hitler imponeva agli edifici di destinazione pubblica del Reich (es. proprio lo stadio olimpico di Speer cui March aveva lavorato) bensì su modelli vicini all'Arte Decò ed al Revival di gusto neo-medievale.

La planimetria del complesso palaziale presenta un imponente viale di accesso teso attraverso il parco della proprietà, preceduto da un ingresso monumentale ed inframezzato da un'esedra, ed una struttura articolata su più ampi vani, in una pianta grossomodo quadrangolare alleggerita posteriormente da due dépendance, che accoglie il viale tramite due speculari corpi di fabbrica.

«C'erano un cinema, una palestra, un bagno di vapore russo e un gigantesco salone delle dimensioni della navata d'una chiesa. Il mio Berghof, ovviamente, non può essere paragonato a quello. Forse può essere usato come casa da giardino»

(Adolf Hitler[7])

Carinhall ospitava persino due enormi plastici ferroviari.[8]

In prossimità del complesso si trovavano anche una stazione radio ed un'installazione di assi e reti che doveva fungere da "falso bersaglio" in caso di ricognizione aerea da parte degli Alleati.

Carinhall - pianta del complesso

Emmyhall[modifica | modifica wikitesto]

Il Reichsjägerhof, altro sontuoso casino di caccia di Göring, seppur meno grande di Carinhall, nella brughiera di Rominten (Prussia Orientale, ora Krasnolesye), venne ribattezzato "Emmyhall" in onore della seconda moglie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Manvell R [e] Fraenkel H (2011) [1962], Goering : The Rise and Fall of the Notorious Nazi Leader, Londra, Skyhorse, ISBN 978-1-61608-109-6, pp. 120-123.
  2. ^ Speer A (1971) [1969], Inside the Third Reich, New York, Avon, ISBN 978-0-380-00071-5, pp. 244-245.
  3. ^ Rothfeld A (2002), Nazi Looted Art : The Holocaust Records Preservation Project, Part 1, Prologue Magazine. U.S. National Archives and Records Administration, 34 (3).
  4. ^ Sprang P, Rose Valland, un chef-d'œuvre de Résistance, articolo del Paris Match, 20-26 feb. 2015, pp. 76-81.
  5. ^ Volker Knopf and Stefan Martens - Görings Reich: Selbstinszenierungen in Carinhall. Ch. Links Verlag, Berlin 1999.
  6. ^ "Berliners open treasure chest of evil" in The Times, 28 September 1999.
  7. ^ Sigmund AM (2004), Les femmes du IIIeReich, Parigi, JC Lattès, ISBN 978-2-709-62541-8, p. 336.
  8. ^ Marklin at Carinhall: Hermann Goring's Miniature Railway, in Marklin Stop, 30 dic. 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dreyfus JM [a cura di] (2015), Le catalogue Goering, Parigi, Flammarion, ISBN 978-2081365407.
  • Domínguez CD (2011), Tres colores nel Carinhall, ISBN 978-84-666-4192-0.
  • Haase G (2000), Die Kunstsammlung des Reichsmarschalls Hermann Göring. Eine Dokumentation, Berlino, Edition q, ISBN 3-86124-520-5.
  • Löhr HC (2009), Der Eiserne Sammler: Die Kollektion Hermann Göring – Kunst und Korruption im „Dritten Reich“, Berlino, Gebr. Mann, ISBN 978-3-7861-2601-0.
  • Manvell R (1983), Der Reichsmarschall, ISBN 3-8118-4370-2.
  • Mosley L (1975), The Reich Marshal: A Biography of Hermann Goering, ISBN 3-420-04727-4.
  • Neumärker U [e] Knopf V (2012), Görings Revier. Jagd und Politik in der Rominter Heide, 3. ed., Berlino, Christoph Links, ISBN 978-3-86153-705-2.
  • Knopf V [e] Martens S (2912), Görings Reich. Selbstinszenierungen in Carinhall, 6. ed., Berlino, Christoph Links, ISBN 978-3-86153-392-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN234322935 · GND (DE4494036-1