Carica dei morti

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Carica dei morti
parte dei combattimenti sul fronte orientale
Data6 agosto 1915
LuogoFortezza di Osowiec, Impero Russo (oggi Polonia)
Esitoevacuazione del contingente russo il 18 agosto
Schieramenti
Comandanti
Russia Vladimir Karpovich KotlinskyGermania Paul von Hindenburg
Effettivi
900 soldati (60-100 impegnati nell'attacco)14 battaglioni (circa 8.000 uomini)
Perdite
pesantiignote
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Il tenente Vladimir Karpovich Kotlinsky, comandante della Fortezza di Osowiec durante l’attacco

La carica dei morti fu uno scontro della prima guerra mondiale che ebbe luogo alla fortezza di Osowiec, nella Polonia nordorientale, il 6 agosto 1915. L'evento prende il nome dall'aspetto terrificante dei soldati russi dopo il bombardamento tedesco con una miscela di gas tossici, cloro e bromo.

Lo scontro[modifica | modifica wikitesto]

Il tedeschi lanciarono una offensiva frontale alla fortezza di Osowiec agli inizi del luglio 1915; l'attacco comandato da Paul von Hindenburg coinvolse 14 battaglioni di fanteria, un battaglione di zappatori, circa 30 cannoni d'assedio e 30 batterie di artiglieria equipaggiate con gas. Le difese russe consistevano in circa 500 uomini del 226º Reggimento di fanteria Zemlyansky e 400 miliziani.

I tedeschi attesero fino alle 4:00 di mattina del 6 agosto così da avere il vento a favore all'avvio del bombardamento d'artiglieria con gas al cloro. Il gas “fece diventare l'erba nera e le foglie gialle; uccelli, rane, insetti e altri animali morti giacevano tutto attorno. La terra era diventata un inferno[1]". I russi o non disponevano di maschere antigas o quelle disponibili erano di pessima qualità, quindi i soldati furono costretti a usare i propri panni come protezione imbevendoli di acqua o urina[2]. Il tenente Vladimir Karpovich Kotlinsky, il soldato di più alto grado a sopravvivere all'attacco, radunò i superstiti e tutti insieme decisero di lanciarsi alla carica contro i tedeschi in avanzata[2].

Oltre dodici battaglioni della 11ª divisione Landwehr, ovvero più di 7.000 uomini, avanzarono dopo il bombardamento aspettandosi poca o nessuna resistenza. Alla prima linea di difesa si videro caricare dai superstiti della XIII compagnia del 226º reggimento di fanteria. Il panico travolse i tedeschi quando videro le condizioni dei soldati russi che con le bocche sanguinanti tossivano pezzi dei loro stessi polmoni mentre l'acido cloridrico formatosi dalla reazione del cloro con la condensa nei polmoni disfaceva lentamente i soldati dall'interno. I tedeschi si ritirarono disordinatamente in preda al panico e finirono per cadere nelle loro stesse trappole[2]. Cinque mitragliatrici russe, le uniche rimaste, aprirono il fuoco sui soldati in fuga[3][4][5][6][7]. Lo stesso Kotlinsky morì alla sera.

I russi non riuscirono a tenere l'area a lungo. I tedeschi minacciavano di accerchiare la fortezza dopo la cattura di Kovno e Novogeorgiesk. I russi demolirono ciò che rimaneva della fortezza e si ritirarono infine il 18 agosto[4][5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A proposito dell'attacco con il gas del 6 agosto 1915, i resoconti storici differiscono in alcuni dettagli. Alcuni citano gas al cloro (Kauffman & Kauffman, 2016 ; Buttar, 2017), mentre altri parlano di un mix di cloro e bromo (Cherkasov et al., 2011 ; Khmelkov, 1939). Altra discrepanza sono i contenitori per il gas: alcuni autori dicono si trovasse all'interno del proiettili d'artiglieria (Kauffman & Kauffman, 2016), altri parlano di più semplici contenitori cilindrici (Buttar, 2017; Cherkasov et al., 2011; Khmelkov, 1939).
  2. ^ a b c Laura Allan, 'The Attack Of The Dead Men' Is One Of The Most Horrifying Battles You've Never Heard Of, in Ranker.com.
  3. ^ Karen Petrone, 7. 'Now Russia returns its history to itself': Russia celebrates the centenary of the First World War, in Bart Ziino (a cura di), Remembering the First World War, London, Routledge, 2015, p. 135.
  4. ^ a b Kauffman & Kauffman, 2016, pp. 112–113
  5. ^ a b Kauffman & Kauffman, 2016, p. 225
  6. ^ Prit Buttar, Germany Ascendant: The Eastern Front 1915, Oxford, England, Osprey Publishing, 2017, p. 318.
  7. ^ Alexander А. Cherkasov, Alexander А. Ryabtsev e Vyacheslav I. Menjkovsky, «Dead Men Attack» (Osovets, 1915): Archive Sources Approach (PDF), in European Researcher, series A, vol. 2, nº 12, 15 dicembre 2011, pp. 1577–1582. Available at: European Researcher (Sochi, Russian Federation)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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