Carcharhinus altimus

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Squalo nasuto
Bignose shark.jpg
Stato di conservazione
Status none DD.svg
Dati insufficienti[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Chondrichthyes
Sottoclasse Elasmobranchii
Ordine Carcharhiniformes
Famiglia Carcharhinidae
Genere Carcharhinus
Specie C. altimus
Nomenclatura binomiale
Carcharhinus altimus
(Springer, 1950)
Sinonimi

Eulamia altima Springer, 1950

Areale

Carcharhinus altimus distmap.png

Lo squalo nasuto o squalo di Knopp (Carcharhinus altimus) è una specie di squalo della famiglia dei Carcarinidi diffuso nelle acque di tutto il mondo a latitudini comprese tra i 40° N e i 34° S. È molto comune nelle acque profonde in vicinanza dei margini della piattaforma continentale e si nutre di pesci ossei, elasmobranchi e cefalopodi. Sebbene sia piuttosto grande e quindi potenzialmente pericoloso, la sua preferenza per le acque profonde fa sì che gli esseri umani entrino in contatto con lui solo molto raramente[2][3].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Lo squalo nasuto vive nelle acque tropicali e subtropicali di gran parte del globo. Nell'Oceano Atlantico si incontra dalla Florida al Venezuela e dal Senegal al Ghana, Mar Mediterraneo compreso. Nell'Oceano Indiano la sua presenza è stata registrata nel Mar Rosso, in Mozambico, Sudafrica, Madagascar e India. Nell'Oceano Pacifico vive nelle acque al largo della Cina e delle Hawaii e dal Golfo di California all'Ecuador[4]. Questa specie vive soprattutto nelle acque al largo, nelle zone bentoniche vicine ai margini della piattaforma continentale, a profondità di 90-430 metri. Esemplari giovani possono anche essere incontrati in acque meno profonde, fino a 25 metri[5].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Lo squalo nasuto è una specie grande con corpo abbastanza slanciato, muso lungo, largo e arrotondato, grandi occhi circolari e alette nasali anteriori ben sviluppate e di forma triangolare. Nell'aspetto ricorda moltissimo lo squalo notturno (Carcharhinus signatus), ma non ha gli occhi verdi e l'estremità libera della seconda pinna dorsale non è molto lunga. Su ogni lato della mascella vi sono 14-16 denti ed uno o due piccoli denti sinfisiali. I denti superiori sono grandi e triangolari, con i margini seghettati, mentre quelli inferiori sono più stretti e con i margini poco seghettati. La cresta interdorsale è alta e prominente. La prima pinna dorsale è alta, con l'estremità non molto appuntita, e si origina sopra o dietro le pinne pettorali. Le pinne pettorali sono lunghe e quasi diritte[4].

La colorazione è grigio chiaro, a volte con riflessi color bronzo, sul dorso e bianca sul ventre; sui fianchi è presente una fascia bianca. L'apice di tutte le pinne, eccetto quelle pelviche, è scuro e gli angoli interni delle pinne pettorali sono nerastri. Alcuni esemplari hanno dei riflessi verdi lungo le branchie. Questa specie può raggiungere i 3 metri di lunghezza e i 168 kg di peso[4].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Almeno alcuni esemplari effettuano una migrazione verticale: trascorrono il giorno a profondità di 90-500 metri e di notte si spingono in superficie[6]. La dieta dello squalo nasuto comprende pesci ossei, come pesci lucertola, Scienidi, sogliole e pesci pipistrello, altri elasmobranchi, come pescecani, gattucci e pastinache, e cefalopodi[5].

La riproduzione è vivipara e gli embrioni in sviluppo ricavano nutrimento dal sacco vitellino della placenta. Le nascite avvengono in agosto e settembre nel Mediterraneo e in settembre e ottobre al largo del Madagascar. Ogni nidiata comprende 3-11 piccoli, lunghi 70-90 centimetri. I maschi divengono maturi a 2,2 metri di lunghezza e le femmine a 2,3-2,8 metri[4].

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Lo squalo nasuto non è pericoloso per l'uomo, dato che vive in acque profonde[4]. Nella regione dei Caraibi, soprattutto nelle acque attorno a Cuba, viene catturato con palamiti di profondità. Nell'Oceano Indiano occidentale viene catturato con ami posti sul fondo e probabilmente, al largo dell'India, anche con palangari di profondità reti. Da esso si ricavano farina di pesce, olio di fegato e zigrino[5]. Nelle acque degli Stati Uniti la pesca commerciale a questa specie è vietata[4]. L'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura classifica lo squalo nasuto tra le specie poco conosciute, ma in Australia, dove non viene pescato, è ritenuto una specie a basso rischio[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Soldo, A., Valenti, S.V., Kyne, P.M. & IUCN SSG Pelagic Shark Red List Workshop participants (Shark Red List Authority) 2008, Carcharhinus altimus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ Carcharhinus altimus in FishBase.
  3. ^ Ferrari, A. and A., Sharks, New York, Firefly Books, 2002, ISBN 1-55209-629-7.
  4. ^ a b c d e f Bester, Cathleen. Biological Profiles: Bignose Shark. Florida Museum of Natural History Ichthyology Department. Retrieved on February 14, 2009.
  5. ^ a b c Compagno, Leonard J.V., Sharks of the World: An Annotated and Illustrated Catalogue of Shark Species Known to Date, Rome, Food and Agricultural Organization, 1984, ISBN 92-5-101384-5.
  6. ^ Anderson, R.C. and Stevens, J.D., Review of information on diurnal vertical migration in the bignose shark (Carcharhinus altimus), in Marine and Freshwater Research, vol. 47, nº 4, 1996, pp. 605–608, DOI:10.1071/MF9960605.

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