Carboplatino

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Carboplatino
Carboplatin-2D-skeletal.png
Carboplatin-3D-balls.png
Nome IUPAC
diammino(ciclobutano-1,1-dicarbossilato-O,O)platino
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC6H14N2O4Pt
Massa molecolare (u)371,249 g/mol
Numero CAS41575-94-4
Numero EINECS255-446-0
Codice ATCL01XA02
PubChem498142
DrugBankDB00958
SMILES
N.N.O=C1O[Pt]OC(=O)C11CCC1
Dati farmacologici
Modalità di
somministrazione
Intravenosa
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità100%
Legame proteicoMolto basso
Emivita30-100 ore
EscrezioneRenale
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossico a lungo termine irritante
pericolo
Frasi H302+312+332 - 317 - 334 - 340 - 360
Consigli P201 - 261 - 280 - 308+313 [1]

Il carboplatino è un agente chemioterapico antineoplastico in grado di interferire con tutte le fasi del ciclo cellulare legandosi al DNA attraverso la formazione di legami crociati tra filamenti complementari. È un analogo di seconda generazione del platino analogo al cisplatino[2].

Farmacodinamica[modifica | modifica wikitesto]

Il carboplatino è un agente alchilante in grado di interferire con il ciclo cellulare in maniera non specifica (CCNS). Allo stesso modo del cisplatino il meccanismo d'azione è mediato dal legame del composto con l'azoto in posizione 7 della guanina, benché venga anche presa in considerazione[da chi?] la possibile formazione di legami covalenti con adenosina e citosina.

Impiego clinico[modifica | modifica wikitesto]

Il carboplatino è attivo nei confronti di una grande quantità di neoplasie solide tra cui il carcinoma del polmone, il carcinoma dello stomaco, il carcinoma dell’esofago, il carcinoma della vescica, le neoplasie di testa e collo, le neoplasie del tratto urogenitale e le neoplasie non seminomatose del testicolo. A causa della sua minore nefrotossicità il carboplatino ha sostituito il cisplatino nella terapia di queste neoplasie.

Tossicità[modifica | modifica wikitesto]

Il carboplatino è responsabile di eventi di tossicità a acuta e ritardata. Tra i primi è importante la nausea, il vomito e la mielodepressione. Quest'ultimo evento deve essere controllato costantemente attraverso l'esame emocromocitometrico e l'impiego di farmaci mielostimolanti. Il vomito e la nausea possono essere controllati attraverso agenti antiemetici. Differente dal cisplatino, il carboplatino è gravato da una minore tossicità a livello renale. Per questo durante il trattamento non è necessaria l'infusione continua di grandi quantità di liquidi e l'impiego di mannitolo od altri agenti diuretici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 13.05.2014
  2. ^ Come un metallo rivoluzionò la medicina: breve storia del cis-platino, su chimicare.org. URL consultato il 29 maggio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Brunton, Lazo, Parker, Goodman & Gilman - Le basi farmacologiche della terapia 11/ed, McGraw Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3911-1.
  • Bertram G. Katzung, Farmacologia generale e clinica, Padova, Piccin, 2006, ISBN 88-299-1804-0.
  • British National Formulary, Guida all’uso dei farmaci 4 edizione, Lavis, Agenzia Italiana del Farmaco, 2007.

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