Caravella

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Bacheca con i modelli delle caravelle di Cristoforo Colombo presso il "Museo de Colombia".
La Caravella "Vera Cruz" - rievocazione storica.
La Caravella "Pinta" di Colombo, ormeggiata a Palos de la Frontera - rievocazione storica.

La caravella (dal portoghese caravela) fu un tipo di nave in legno, introdotta nel 1441 dai portoghesi, presumibilmente nei cantieri navali di Lisbona. Fu concepita per circumnavigare l'Africa e raggiungere così le Indie orientali senza dover pagare tasse agli Ottomani.
Nell'immaginario collettivo, le "caravelle" per antonomasia sono le tre navi con le quali Cristoforo Colombo raggiunse i Caraibi nel 1492: la Niña, la Pinta e la Santa María. In realtà, quest'ultima era una caracca e non una caravella.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sino al XV secolo, i marinai dell'Europa meridionale e centrale avevano limitato le loro operazioni nautiche in acque oceaniche al semplice cabotaggio, utilizzando tipologie di legni arcaici, la chiatta ed il barinel, dal pescaggio di 50-200 tonnellate, con albero singolo e vela quadra fissa, del tutto inadeguate alla navigazione in acque oceaniche "aperte"[1]. Fu intorno al 1451 che il sovrano del Portogallo, Enrico il Navigatore promosse la creazione di una nuova tipologia d'imbarcazione che sviluppasse le innovazioni tecnologiche della caracca genovese, imbarcazione d'alto mare utilizzata nel Mediterraneo[2], per dare ai suoi marinai un legno capace di rispondere alle necessità tecniche imposte dal progetto d'esplorazione delle coste atlantiche dell'Africa. I carpentieri portoghesi presero a spunto i pescherecci lusitani, una tipologia di barca nota come "carabus" (Latino) di origini presumibilmente molto antiche ("καραβος" figura anche in Greco antico)[3], sviluppando la caravela. La nuova tipologia di nave, robusta e facilmente manovrabile, divenne il legno preferito dai grandi esploratori portoghesi che costituirono l'impero commerciale del paese nel Continente Nero, nelle Indie Orientali e nelle Indie Occidentali: Bartolomeo Diaz, Ferdinando Magellano, Vasco de Gama, ecc.

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

La caravella era un'imbarcazione più piccola della caracca ma più robusta e veloce della sua sorella maggiore. Attrezzata con due o tre alberi dotati di vele quadre (caravella redonda) o vele triangolari (caravella latina), era adatta a traversate di lunga durata grazie alla solidità e manovrabilità. I primi modelli di caravelle avevano una stazza di circa 60 tonnellate ma nell'evoluzione di questo tipo di imbarcazione furono realizzati esemplari che arrivavano a stazzare fino a 150 tonnellate.

Le caravelle erano dotate di:

  • vele latine, triangolari infisse a lunghe antenne. Queste vele permettevano facili manovre di virata e migliori capacità boliniere;
  • cassero, il ponte di poppa al di sotto del quale si trovava la cabina del comandante;
  • barra del timone con il timoniere che si trovava al coperto sotto il cassero in modo da essere protetto dal maltempo e quindi in grado di manovrare in ogni occasione;
  • bombarda, un tipo di cannone ad avancarica costruito senza fusione unendo barre di ferro mediante anelli metallici.
  • castello di prua: non sempre esistente, era un mezzo ponte a prua posto superiormente al ponte di coperta. Da esso si manovravano le vele e le ancore;
  • stiva, il vano inferiore di carico dello scafo. Sul fondo di essa la zavorra, le provviste alimentari, le scorte d'acqua dolce e il carico commerciale.

La caravella, pur più leggera della caracca, poteva resistere a burrasche e tempeste sia per il migliore sistema di vele sia per il tipo di costruzione. Le vele permettevano l'andatura di traverso ovvero la possibilità di seguire una rotta con un angolo minore di 90° rispetto alla direzione del vento, cosa quasi impossibile a navi equipaggiate di sole vele quadre.

Cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

Le caravelle sono diventate il simbolo del viaggiare del XV secolo.
Erano usate soprattutto per i viaggi di esplorazione e due delle tre navi con cui Cristoforo Colombo scoprì l'America, la Pinta e la Niña, erano caravelle mentre la Santa Maria era una caracca.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Southey, Robert [e] Bell, Robert (1833), The British Admirals: With an Introductory View of the Naval History of England, Longman, Rees, Orme, Brown, Green & Longman
  2. ^ Konstam, A. (2002), The History of Shipwrecks, New York, Lyons Press, ISBN 1-58574-620-7, pp. 77–79.
  3. ^ Sleeswyk, André W. (1998), Carvel-planking and Carvel Ships in the North οf Europe, in Archaeonautica, n. 14, p. 224

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Browlee, Walter (1991), La primera vuelta al mundo, Ediciones AKAL.
  • Konstam, A. (2002), The History of Shipwrecks, New York, Lyons Press, ISBN 1-58574-620-7.
  • Russell, Peter E. (2000), Prince Henry 'the Navigator': A Life, Yale University Press, ISBN 0-300-09130-3.
  • Sleeswyk, André W. (1998), Carvel-planking and Carvel Ships in the North οf Europe, in Archaeonautica, n. 14, pp. 223–228.
  • Tous Meliá, Juan (2000), Guía histórica del Museo Militar Regional de Canarias

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