Carabiniere (cacciatorpediniere 1909)

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Carabiniere
RN Carabiniere 1909.jpg
La foto ufficiale del Carabiniere
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipocacciatorpediniere (1910-1921)
torpediniera (1921-1925)
ClasseSoldato
ProprietàFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
CostruttoriAnsaldo, Genova
Impostazione1905
Varo1909
Entrata in servizio1910
Radiazione1925
Destino finaledemolito
Caratteristiche generali
Dislocamentonormale 395 t
a pieno carico 415 t
Lunghezza65 m
Larghezza6,1 m
Pescaggio2,1 m
Propulsione3 caldaie
2 motrici alternative
potenza 5.000 hp
2 eliche
Velocità28,5 nodi (53 km/h)
Autonomia1500 miglia a 12 nodi
Equipaggio56 tra ufficiali, sottufficiali e marinai
Armamento
Armamento
  • 4 pezzi da 76/40 mm
  • 3 tubi lanciasiluri da 450 mm
Note
Motto"Usi obbedir tacendo e tacendo morir"

dati presi da Warships 1900-1950 e Sito ufficiale della Marina Militare

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Il Carabiniere è stato un cacciatorpediniere della Regia Marina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Motto[modifica | modifica wikitesto]

Il motto dell'unità fu inizialmente quello che era allora il motto dell'Arma dei Carabinieri: "Usi obbedir tacendo e tacendo morir" tratto dal poemetto di Costantino Nigra La rassegna di Novara; nel 1914, in occasione del primo centenario dell'arma il motto venne aggiornato in "Nei secoli fedele" che sarebbe stato poi il motto dei successivi Carabiniere (Carabiniere, cacciatorpediniere varato nel 1938, Carabiniere, fregata classe Alpino varata nel 1967, Carabiniere, fregata classe Bergamini, varata nel 2014).

La storia operativa[modifica | modifica wikitesto]

Il Carabiniere partecipò ad uno dei primi scontri della guerra italo-turca. Nel pomeriggio del 29 settembre 1911 prese parte, insieme a numerose altre siluranti, ad uno scontro con due torpediniere turche, la Tokat e l’Antalya, uscite dal porto di Prevesa. Il Carabiniere, insieme ai cacciatorpediniere Alpino e Zeffiro ed alla torpediniera Spiga, circondò l’Antalya, che, gravemente danneggiata, andò ad incagliarsi e venne catturata, per poi essere finita a cannonate dall’Alpino (anche la Tokat fu poi affondata da altre navi italiane insieme ad una cannoniera)[1][2][3][4].

All'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale il Carabiniere era caposquadriglia della IV Squadriglia Cacciatorpediniere, di base a Brindisi, che formava insieme ai cacciatorpediniere Pontiere, Alpino, Ascaro, Fuciliere e Zeffiro[5]. Comandava la nave il capitano di fregata V. Piazza[5].

La sua prima missione di guerra, il 24 maggio 1915, consisté in un pattugliamento dell'Alto Adriatico, che compì insieme ai gemelli Alpino, Fuciliere, Lanciere e Garibaldino[5].

L'11 febbraio 1917 il Carabiniere (comandante Gais) fornì scorta ed appoggio, insieme ai gemelli Pontiere, Fuciliere ed Alpino, alle torpediniere 19 OS, 20 OS, 21 OS e 22 OS ed a 6 aerei francesi, ad un gruppo di cinque idrovolanti (2 francesi e 3 italiani) inviati in ricognizione su Pola[5].

Nella notte tra il 13 ed il 14 agosto del medesimo anno la nave lasciò Venezia unitamente ai cacciatorpediniere Animoso, Ardente, Audace, Giuseppe Cesare Abba, Vincenzo Giordano Orsini, Giovanni Acerbi, Giuseppe Sirtori, Francesco Stocco e Pontiere per scontrarsi con un gruppo di navi nemiche – cacciatorpediniere Streiter, Reka, Velebit, Sharfschutze e Dinara e 6 torpediniere – che avevano appoggiato un'incursione aerea contro la piazzaforte veneta; tuttavia solo l’Orsini riuscì ad avere un breve e fugace contatto con le navi austriache[5].

Il 24 settembre 1917 Carabiniere, Pontiere e Zeffiro salparono da Venezia per intervenire in uno scontro tra le torpediniere costiere 9 PN, 10 PN, 11 PN e 12 PN e quattro cacciatorpediniere austro-ungarici, ma il combattimento ebbe termine, in seguito all'intervento di aerei italiani, prima dell'arrivo delle navi salpate da Venezia[5].

Nel primo dopoguerra stazionò per vari periodi a Spalato, Traù, Ragusa e Curzola, stante la difficile situazione tra italiani e slavi (culminata poi negli incidenti di Spalato[6].

Declassato a torpediniera nel 1921, fu radiato nel 1925[7] e demolito.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ TDT Antalya - Warships 1900-1950[collegamento interrotto].
  2. ^ TDT Tokat - Warships 1900-1950[collegamento interrotto].
  3. ^ La Guerra Italo Turca - Betasom - XI Gruppo Sommergibili Atlantici.
  4. ^ La Guerra Italo Turca Del 1911 - Blitzkriegmilitaria Forum.
  5. ^ a b c d e f Franco Favre, La Marina nella Grande Guerra. Le operazioni navali, aeree, subacquee e terrestri in Adriatico, pp. 67-98-189-207.
  6. ^ R. B. La Racine, In Adriatico dopo la vittoria su Storia Militare n. 210 – Marzo 2011.
  7. ^ Marina Militare.
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