Capodacqua (Arquata del Tronto)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Capodacqua
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
ComuneArquata del Tronto-Stemma.svg Arquata del Tronto
Territorio
Coordinate42°44′18″N 13°14′21″E / 42.738333°N 13.239167°E42.738333; 13.239167 (Capodacqua)Coordinate: 42°44′18″N 13°14′21″E / 42.738333°N 13.239167°E42.738333; 13.239167 (Capodacqua)
Altitudine850 m s.l.m.
Abitanti71[1]
Altre informazioni
Cod. postale63096
Prefisso0736
Fuso orarioUTC+1
TargaAP
Nome abitantiCapodacquari
PatronoB.V. Madonna del Carmelo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capodacqua
Capodacqua

Capodacqua è una frazione del comune di Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il centro urbano sorge ad un'altitudine di 880 m s.l.m. agli estremi confini della Regione Marche. Il suo comprensorio confina con l'Umbria, provincia di Perugia, e con il Lazio, provincia di Rieti, dista dal suo comune, Arquata del Tronto, circa 8 km. Il suo territorio si trova all'interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'attribuzione del significato del toponimo è semplicemente la scomposizione del nome stesso nelle parole: capo dell'acqua. Acqua che riccamente sgorga da ogni parte della montagna e fornisce il suo contributo, di circa il 73%, all'importante acquedotto "Pescara del Tronto".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le sue origini si perdono nelle leggende. Era uno dei borghi al confine tra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli, guerreggiava sovente con Norcia per il possesso di terre di montagna, allora unica risorsa per il sostentamento degli abitanti.

Attirò l'attenzione di Ascoli Piceno verso i territori dell'alta Valle del Tronto, e portò la città nell'anno 1255 ad un rilevante trattato con Norcia dopo che nel 1251 Ascoli si era vista costretta a fabricar negli Appennini un Forte per guardia dei confini occidentali affin di cautelarsi dalle scorrerie dei Norcini. Al trattato parteciparono, con un loro contributo, anche Amatrice e Castel Trione. Sulla base di questo accordo la città umbra cedette ad Ascoli i paesi di: Accumoli, Arquata, Tufo di Arquata, Rocchetta e Capodacqua.

Nel 1429 papa Martino V cedette Arquata ed i suoi territori a Norcia. Capodacqua fu governata da Norcia fino al XVIII secolo.

Durante il corso del XV secolo Arquata del Tronto e la sua competenza territoriale, quindi anche Capodacqua, furono partecipi alle lotte tra nursini e ascolani che si contendevano il possesso del Comune. Rimase legata a Norcia fino al 1554 quando, con le nomine papali dei castellani finì ogni autonomia locale.

Nel 1809, a causa dell'invasione dei Francesi, la prefettura di Norcia decadde ed Arquata fu sottoposta a Spoleto, allora capoluogo del Dipartimento del Trasimeno. Arquata ebbe una guarnigione permanente e divenne il terzo fortilizio del Dipartimento con le Rocche di Perugia e Spoleto.

A seguito della caduta di Napoleone, il governo Pontificio della restaurazione, tolse Arquata all'Umbria, e quindi anche Capodacqua, e le accorpò alla Delegazione apostolica di Ascoli partecipando alla giurisdizione pretoriale nel 1832.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

L'Oratorio della Madonna del Sole[modifica | modifica wikitesto]

Oratorio della Madonna del Sole

All'interno del tessuto urbano del piccolo centro di Capodacqua si trova l'oratorio, a pianta ottagonale, dedicato alla Madonna del Sole, patrona del paese. L'edificio religioso, incluso nel 1902 nell'elenco dei Monumenti nazionali italiani,[2][3] è stato considerato come un'opera dell'artista Cola dell’Amatrice, affrescato anche con suo il contributo, costruito per desiderio degli abitanti nell'anno 1528.

La sua facciata è arricchita da un rosone centrale, posto al di sopra dell'ingresso principale, sul prospetto vi sono inoltre iscrizioni e stilizzazioni del sole e della luna su un concio di pietra posto immediatamente al di sotto dell'oculo. In questo bassorilievo il sole è rappresentato mediante due cerchi concentrici, al di fuori del cerchio esterno dipartono i raggi. Reca al centro l'iscrizione del cristogrammaIHS ed una piccola Croce posta sopra alla lettera H. Il sole simboleggia l'eternità di Dio, mentre la luna è espressione della provvisorietà della vita umana. Le fasi lunari posso leggersi come la nascita e l'evoluzione della vita fino alla morte.

Nella scelta di edificare il tempietto a base ottagonale si riconosce la volontà di attribuire un valore simbolico all'edificio, come dice F. Cappelli: "l'ottagono, figura mediatrice tra il quadrato, la Terra, ed il cerchio, il cielo raffigura la salvezza che la Vergine, tramite suo Figlio, assicura al popolo dei credenti."

Particolarmente interessante è il quadro che si trova sulla parete, al di sopra dell'altare maggiore, intitolato alla "Madonna tra le nuvole" che illustra un miracolo avvenuto durante una diatriba tra gli abitanti di Capodacqua ed alcuni cittadini di Norcia durante il periodo medievale. Il motivo del contendere pare fosse l'uso dei pascoli della montagna e per evitare uno scontro sanguinoso entrambe le parti si accordarono di smettere il combattimento al primo caduto. Un abitante di Capodacqua uccise un norcino per porre fine alla lite. In quel momento si levò una fittissima nebbia che non permise di vedere alcunché ai norcini, mentre agli abitanti di Capodacqua si mostrò, all'interno della nuvola, la figura della Madonna del Carmelo.

Nell'aula del tempietto ci sono, inoltre, gli affreschi del Cinquecento, attribuiti a diversi a artisti. Il più interessante è "L'Assunzione della Beata Vergine" di stile rinascimentale.

Sul campanile a vela, la campana reca incisa la data 1558.

Cinematografia[modifica | modifica wikitesto]

Per la bellezza incontaminata dei luoghi montani che circondano il paese e la genuinità degli abitanti, nell'anno 1968, il paese fu scelto da Pietro Germi, per girare alcune scene del film Serafino che ebbe come protagonisti Adriano Celentano ed Ottavia Piccolo. Anche alcuni abitanti di Capodacqua parteciparono come comparse.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati Censimento ISTAT 2001, su dawinci.istat.it. URL consultato il 26 ottobre 2008.
  2. ^ Elenco degli edifizi Monumentali in Italia, Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1902. URL consultato il 27 maggio 2016.
  3. ^ Elenco degli edifizi monumentali in Italia, Roma, 1902, p. 314

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Narciso Galiè e Gabriele Vecchioni Arquata del Tronto - il Comune dei due Parchi Nazionali, Società Editrice Ricerche s. a. s., Via Faenza 13, Folignano (AP), Stampa D'Auria Industrie Grafiche s.p.a., Sant'Egidio alla Vibrata (TE), Edizione marzo 2006, pp. 18, 106-108, ISBN 88-86610-30-0;

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Marche Portale Marche: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Marche