Capitale quadrata romana

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Esempio di Capitalis Quadrata: il "Virgilio Augusteo" (da Steffens, Lateinische Paläographie, Berlino 1910). Si tratta di un modello tardo di questo tipo di scrittura (VI secolo secondo Alessandro Pratesi).

La Capitale quadrata romana (Capitalis quadrata), o Capitale elegante (Capitalis elegans), è una scrittura maiuscola dell'antichità romana e del Medioevo[1]. Era in uso per i libri di pregio particolare e si colloca nel tempo accanto alla scrittura libraria normale, la capitale rustica e alla corsiva.

Il nome deriva dalle forme geometriche del carattere, che vengono modellate sulle figure geometriche del quadrato, del triangolo e del cerchio. La Capitalis quadrata è scritta con le grazie come il modello epigrafico del Capitalis Monumentalis. Le parole spesso non sono distinte, le legature e i nessi sono rari.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La capitale elegante fu il risultato di "giochi calligrafici" eseguiti da mani esperte nel padroneggiare diversi tipi di scrittura, quali la capitale e l'onciale[2]. Un famoso codice scritto in Capitale quadrata è il Vergilius Augusteus, di datazione incerta.

L'angolo di scrittura nella capitale elegante varia continuamente e, con esso, gli effetti chiaroscurali delle singole lettere. Lo stile di scrittura, detto "Augusteo" per similitudine con la sezione scritta sul Pantheon, è stato messo successivamente in relazione con l'epigrafia Damasiana, finendo per essere datato al IV secolo. In realtà, date le somiglianze riscontrate tra l'"Augusteo" e alcune lapidi romane risalenti al V-VI secolo, si potrebbe far risalire il codice virgiliano a quell'epoca. L'uso della capitale elegante in un'epoca in cui era ben affermato l'uso dell'onciale può essere quindi classificato come un fenomeno di resistenza grafica.
In opposizione all'esperienza grafica della capitale elegante, è stata definita "rustica" la capitale usata per comporre testi quali, ad esempio, il "Virgilio Vaticano"[3].

Per i codici di lusso resterà in uso fino al VI secolo. Come scrittura per dare risalto ad alcune lettere gli ultimi esempi risalgono al IX secolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Virgilio Augusteo, Vat. Lat. 3256
  2. ^ Jean Mallon, Paléographie romaine, Madrid, 1952.
  3. ^ Vat. Lat. 3225.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]