Squilla mantis

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Pacchero
Squilla mantis - Naturmuseum Senckenberg - DSC02132.JPG

Squilla mantis.jpg
Squilla mantis

Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Phylum Arthropoda
Subphylum Crustacea
Classe Malacostraca
Sottoclasse Hoplocarida
Ordine Stomatopoda
Sottordine Unipeltata
Superfamiglia Squilloidea
Famiglia Squillidae
Genere Squilla
Specie S. mantis
Nomenclatura binomiale
Squilla mantis
Nomi comuni

heuschreckenkrebs (DE) skoulíki (EL)
mantis shrimp (EN) galera (ES) squille (FR)
Nomi regionali italiani:
pannocchia, panocchia, stracciavocc(Abruzzo), sparnocchia,
spernocchia, scrificio (Campania); canocchia (Emilia-Romagna)
balestrin, sigà de maa, sighea, çigařa (Liguria)
panocchia (Marche), cecala, caraviedde (Puglia)
cambara de fangu, solegianu de mari (Sardegna)
astrea, stria, streusa, schirifizu (Sicilia), canocia
(Veneto, Friuli-Venezia Giulia)

La cannocchia o canocchia, detta anche pannocchia o pacchero o cicala di mare (Squilla mantis) è un crostaceo della famiglia degli Squillidae che può raggiungere una lunghezza massima di 20 cm.

Denominazioni dialettali italiane[modifica | modifica wikitesto]

La cannocchia è conosciuto, nelle varie regioni italiane, con nomi dialettali diversi:[1]

Regione Denominazione
Liguria Balestrin
Campania Spernocchia
Marche Nocchia
Puglia Caraviedde
Toscana Cicala di mare
Sardegna Càmbara de fangu
Sicilia Astrea o Schirifizza
Veneto Canocia, Canoccia, canòcchia, Panocchia

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ha una corazza di colore bianco-grigiastra con riflessi rosati e con due caratteristiche macchie ovali bruno-violacee sulla coda simili ad occhi; la forma è allungata.

Vive ad una profondità che va dai 10 m ai 200 m sui fondi sabbiosi, fangosi costieri, spesso in prossimità della foce dei fiumi o dello sbocco dei canali.

Il pacchero è un animale solitario, vive durante il giorno in gallerie scavate nel fondo e di notte esce alla ricerca di cibo o per la riproduzione. Viene generalmente catturata con le reti a strascico e le reti da posta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Egidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, 2004ª ed., Milano, Il Castello, 2004, ISBN 88-8039-395-2.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]