Cannone Paixhans

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Cannone Paixhans
PaixhansCanonImage.jpg
Un cannone Paixhans, incisione, circa 1860
Tipo cannone navale
Origine Francia Francia
Impiego
Utilizzatori Marine nationale, Royal Navy, United States Navy, Voenno-morskoj flot Rossijskoj Imperii
Conflitti Seconda guerra dell'oppio, Blocco navale del Río de la Plata, Guerra messicano-statunitense, Seconda guerra dello Schleswig, Guerra di Crimea, Guerra di secessione americana
Produzione
Progettista Henri-Joseph Paixhans
Data progettazione 1822-1823
Descrizione
Peso 3.800 kg kg[1]
Lunghezza 2.84 m[1]
Calibro 22 cm[1]
Tipo munizioni palle di cannone[1]
proiettili esplosivi[1]
Peso proiettile 39-40 kg (palla di cannone)[1]
27 kg (proiettili esplosivi)[1]
Velocità alla volata 400 m/s
Alimentazione avancarica
Sviluppi successivi Cannone Dahlgren
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Il cannone Paixhans fu il primo cannone navale progettato per impiegare proiettili esplosivi. Fu sviluppato dal generale francese Henri-Joseph Paixhans tra il 1822 e il 1823. I suoi successi in guerra, in particolare alla battaglia di Sinope, furono vitali a convincere le potenze navali a sviluppare le prime navi corazzate[2].

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Proiettili esplosivi erano impiegati da tempo dall'artiglieria di terra, come obici e mortai, ma potevano essere sparati solo con grandi angoli di elevazione e a velocità relativamente basse. I proiettili esplosivi erano molto pericolosi da maneggiare, e non era stato trovato un metodo efficace per impiegarli con traiettorie basse ed alte velocità alla volata. Tuttavia, prima dell'avvento del radar e dei moderni sistemi di controllo del tiro, le traiettorie alte non erano pratiche nel combattimento navale, che necessitava invece di colpi dalla traiettoria quasi piatta per avere qualche possibilità di colpire il bersaglio. Per secoli, infatti, il combattimento navale consistette nell'impiego di cannoni che sparavano, praticamente in orizzontale, proiettili pieni che, anche contro scafi in legno, infliggevano danni molto localizzati[3]

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Proiettile di un cannone Paixhans con sabot

Già nel suo trattato del 1822, Nuvelle force maritime et artillerie[4], Paixhans sosteneva l'uso di proiettili esplosivi sparati con traiettorie piatte nel combattimento navale. Paixhans sviluppò un meccanismo ritardante che, per la prima volta, permetteva di impiegare proiettili esplosivi su cannoni ad alta potenza e basso alzo. L'effetto di proiettili esplosivi che penetravano uno scafo in legno ed esplodevano solo dopo, all'interno della nave, era potenzialmente devastante. La dimostrazione di ciò si ebbe già nel 1824, quando Paixhans provò i suoi nuovi cannoni contro il vascello Pacificateur, distruggendolo[3]. Appositamente per questo test, tra il 1823 e il 1824 erano stati costruiti due prototipi di cannoni Paixhans. Paixhans riportò i risultati nel suo Experiences faites sur une arme nouvelle[4]. I proiettili erano dotati di una spoletta che si innescava solo a colpo sparato. Il proiettile aveva così il tempo di penetrare lo scafo nemico, per poi esplodere subito dopo:

(EN)

« The shells which produced those very extensive ravages upon the Pacificator hulk in the experiments made at Brest, in 1821 and 1824, upon the evidences of which the French naval shell system was founded, were loaded shells, having fuzes attached, which, ignited by the explosion of the discharge in the gun, continued to burn for a time somewhat greater than that of the estimated flight, and then exploded; thus producing the maximum effect which any shell is capable of producing on a ship. »

(IT)

« I proiettili che hanno prodotto le estese devastazioni sullo scafo del Pacificateur negli esperimenti di Brest, nel 1821 e 1824, sulle cui prove è fondato il sistema di proiettili della Marina francese, erano proiettili carichi, dotati di spolette, accese dall'esplosione che sparava il proiettile stesso, che continuavano a bruciare per un tempo leggermente superiore a quello previsto prima dell'impatto, e poi esplodevano; producendo così il massimo effetto possibile che un qualsiasi proiettile è in grado di produrre su una nave. »

(Sir Howard Douglas, A treatise on naval gunnery[5])

L'affusto di un cannone Paixhans pesava circa 4,5 t e le armi si dimostrarono precise fino a una gittata di due miglia. Nel 1840 il Regno di Francia, l'Impero britannico, l'Impero russo e gli Stati Uniti d'America avevano adottato il nuovo tipo di cannone navale.

L'efficacia dei cannoni Paixhans in contesto operativo fu dimostrata per la prima volta durante la battaglia di Veracruz nel 1848, nel corso della prima guerra dello Schleswig nel 1849, ed in particolare nella battaglia di Sinope nel 1853, durante la guerra di Crimea.

Dalla Penny Cyclopaedia (1858):

(EN)

« General Paixhans made important improvements in the construction of heavy ordnance, and also in the projectiles, in the carriages, and in the mode of working the guns. The Paixhans-guns are especially adapted for the projection of shells and hollow shot, and were first adopted in France about the year 1824. Similar pieces of ordnance have since been introduced into the British service. They are suitable either for ships of war, or for fortresses which defend coasts. The original Paixhans-gun was 9 feet 4 inches long [2.84 m], and weighed nearly 74 cwts [3,800 kg]. The bore was 22 centimetres (8 inches nearly). By judicious distribution of the metal it was so much strengthened about the chamber, or place of charge, that it could bear firing with solid shot weighing from 86 to 88 lbs [39-40 kg], or with hollow shot weighing about 60 lbs [27 kg]. The charge varied from 10 lbs. 12 oz to 18 lbs [4.9-8.2 kg] of powder. General Paixhans was one of the first to recommend cylindro-conical projectiles, as having the advantage of encountering less resistance from the air than round balls, having a more direct flight, and striking the object aimed at with much greater force, when discharged from a piece of equal calibre, whether musket or great gun. As large ships of war, particularly three-decked ships, offer a mark which can hardly be missed, even at considerable distances, and as their wooden walls are so thick and strong that a shell projected horizontally could not pass through them, an explosion taking place would produce the destructive effects of springing a mine, and far exceeding those of a shell projected vertically, and acting by concussion or percussion. »

(IT)

« Il generale Paixhans compì importanti miglioramenti nella costruzione dell'artiglieria pesante, come pure nei proiettili, negli affusti, e nel modo di realizzare i cannoni. I cannoni Paixhans sono adatti specialmente per il lancio di granate a carica cava, e furono adottati per la prima volta in Francia intorno all'anno 1824. Pezzi di artiglieria simili sono stati da allora introdotti in servizio con i britannici. Sono adatti sia per le navi da guerra, che per le fortezze che difendono le coste. L'originale cannone Paixhans era lungo 9 piedi e 4 pollici [2,84 m] per un peso di quasi 74 cwts [3.800 kg]. Il foro della canna era di 22 centimetri (circa 8 pollici). Con una giudiziosa distribuzione del metallo si era così rafforzata la camera di scoppio, o il luogo di carica, che essa poteva sopportare il tiro di un proiettile solido del peso di 86-88 libbre [39-40 kg], o un proiettile a carica cava del peso di circa 60 libbre [27 kg]. La carica di lancio variava da 10 libbre e 12 once a 18 libbre [4.9-8,2 kg] di polvere da sparo. Il generale Paixhans fu uno dei primi a raccomandare l'adozione di proiettili cilindro-conici, i quali avevano il vantaggio di incontrare minore resistenza in volo rispetto alle palle piene, di avere una traiettoria più diretta, e di colpire l'oggetto puntato con una forza molto maggiore quando sparati da un pezzo di calibro uguale, sia che si trattasse di moschetti o di cannoni. Se le grandi navi da guerra, in particolare le navi a tre ponti, offrono un bersaglio difficile da mancare, anche a distanza considerevole, e se le loro murate in legno sono così spesse e resistenti che un proiettile sparato orizzontalmente non riesce a penetrarle, un'esplosione [di una granata] produce i distruttivi effetti del far scattare una mina, ben superiori a quelli di un colpo proiettato verticalmente, con l'effetto di una concussione o percussione. »

(Penny Cyclopaedia[1])

Impiego[modifica | modifica wikitesto]

Regno di Francia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1827 la Marine nationale ordinò cinquanta grandi cannoni modello Paixhans agli arsenali di Ruelle-sur-Touvre e alle Fonderie d'Indret. Il tipo scelto, il canon-obusier de 80, con un calibro di 22 cm, era chiamato così perché poteva sparare una palla di cannone, ovvero un colpo non esplosivo, di 80 libbre. L'affusto pesava 3.600 kg, l'alesaggio era di 223 mm e la lunghezza di 2,8 m. Il proiettile esplosivo pesava 23,12 kg. La produzione dei pezzi fu lenta e i test a bordo di navi si protrassero durante gli anni trenta. Essi formavano una piccola parte dell'armamento delle navi più grandi, con soli due o quattro pezzi. Al contrario, su alcune navi a vapore sperimentali, furono installati i più grandi canon-obusier de 150, con un calibro di 27 cm. Su queste navi i nuovi cannoni avevano un ruolo più importante, ad esempio il piroscafo Météore, del 1833, imbarcava tre canon-obusier de 150 e sei carronate. Ai grandi cannoni sviluppati da Paixhans, la Marine nationale affiancava cannoni più piccoli da 164 mm, che sparavano semplici palle di cannone da 30 libbre, e carronate, imbarcati in gran numero, fino a 30 pezzi, sulle navi più grandi[6][7].

Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Un cannone Dahlgren, versione migliorata del Paixhans, a bordo della USS Kearsarge

La United States Navy applicò il funzionamento del cannone Paixhans a pezzi da 8" (20,32 cm) da 63 e 55 cwt, che furono installato su diverse navi. Nel 1845 fu sviluppata una versione da 10" (25,4 cm) e 86 cwt. Cannoni Paixhans furono installati sulla USS Constitution. 6 pezzi nel 1842, quando la nave era sotto al comando di Foxhall A. Parker, Sr., erano inoltre presenti sulla USS Mississippi e sulla USS Susquehanna, rispettivamente 10 e 6 pezzi, impiegati da Matthew Perry durante la sua missione del 1853 per costringere il Giappone ad aprirsi all'Occidente[8][9]. Il cannone Dahlgren fu sviluppato nel 1849 da John Dahlgren per sostituire il cannone Paixhans:

(EN)

« Paixhans had so far satisfied naval men of the power of shell guns as to obtain their admission on shipboard; but by unduly developing the explosive element, he had sacrificed accuracy and range.... The difference between the system of Paixhans and my own was simply that Paixhans guns were strictly shell guns, and were not designed for shot, nor for great penetration or accuracy at long ranges. They were, therefore, auxiliary to, or associates of, the shot-guns. This made a mixed armament, was objectionable as such, and never was adopted to any extent in France... My idea was, to have a gun that should generally throw shells far and accurately, with the capacity to fire solid shot when needed. Also to compose the whole battery entirely of such guns. »

(IT)

« Paixhans aveva così convinto i marinai del potere dei cannoni a granate da ottenere la loro ammissione a bordo delle navi; ma indebitamente sviluppando l'elemento esplosivo, egli aveva sacrificato la precisione e il raggio di tiro.... La differenza tra il sistema di Paixhans e il mio era semplicemente che i cannoni Paixhans erano rigorosamente pezzi da granate, e non erano progettati per colpi a forte penetrazione o precisi sulle lunghe distanze. Essi erano quindi ausiliari o complementari dei canoni a proiettili. Questo fatto di un armamento misto era discutibile in quanto tale e mai è stato adottato in alcuna misura in Francia... La mia idea era di avere un canone che dovesse generalmente sparare granate lontano e con precisione, con la capacità di sparare un proiettile solido quando necessario. Anche per comporre l'intera batteria interamente di tale tipo di cannoni. »

(John Dahlgren)

Impero russo[modifica | modifica wikitesto]

La Voenno-morskoj flot Rossijskoj Imperii fu la prima marina ad utilizzare estesamente il cannone Paixhans in guerra. Alla battaglia di Sinope, nel 1853, le navi russe attaccarono e annientarono la flotta turca grazie ai nuovi cannoni Paixhans[2]. I proiettili penetravano negli scafi in legno, esplodendo al loro interno ed incendiando le navi. L'episodio convinse le potenze navali dell'efficacia dei nuovi proiettili esplosivi, accelerando di conseguenza lo sviluppo della nave corazzata[2], la prima delle quali, la Gloire, fu varata dalla Francia nel 1860.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Penny Cyclopaedia 1838, p. 487
  2. ^ a b c Potter 2014, p. 157
  3. ^ a b O'Connell 1989, p. 193
  4. ^ a b Kinard 2007, pp. 235-236
  5. ^ Douglas 1855, p. 297
  6. ^ Boudriot 1988, Boudriot
  7. ^ Adams 1988, Adams
  8. ^ Millis 1981, Millis
  9. ^ Walworth 2008, Walworth

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Society for the Diffusion of Useful Knowledge, The Penny Cyclopaedia of the Society for the Diffusion of Useful Knowledge, Londra, Charles Knight & Company, 1838.
  • (EN) Robert L. O'Connell, Of Arms and Men : A History of War, Weapons, and Aggression, Oxford, Oxford University Press, 1989, ISBN 978-0-19-802204-6.
  • (EN) Jeff Kinard, Artillery: An Illustrated History of Its Impact, ABC-CLIO, 2007, ISBN 978-1-85-109556-8.
  • (EN) Howard Douglas, A Treatise on Naval Gunnery, Londra, John Murray, 1855.
  • (FR) Jean Boudriot, Vaisseaux et frégates sous la Restauration et la Monarchie de Juillet, in Marine et technique au xixe siècle, Service historique de la Marine/Institut d'histoire des conflits contemporains, 1988.
  • (FR) Thomas Adams, Artillerie et obus, in Marine et technique au xixe siècle, Service historique de la Marine/Institut d'histoire des conflits contemporains, 1988.
  • (EN) Walter Millis, Arms and Men: A Study in American Military History, New Brunswick, Rutgers University Press, 1981, ISBN 978-0-81-350931-0.
  • (EN) Arthur Walworth, Black Ships Off Japan: The Story of Commodore Perry's Expedition, Read Books, 2008, ISBN 978-1-44-372850-8.
  • (EN) Elmer Belmont Potter, Sea Power: A Naval History, 2ª ed., Naval Institute Press, 2014, ISBN 978-1-61-251767-4.

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