Cannabis in Uruguay

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La vendita e l'utilizzo ricreativo della cannabis è legale in Uruguay ed è una delle sostanze stupefacenti più utilizzate nella nazione. Il paese è stato il primo al mondo a legalizzarla il 19 luglio 2017.[1][2]

Storia e legalizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente Jose Mujica ha firmato una legislazione per legalizzare la cannabis ad uso ricreativa nel dicembre 2013, rendendo Uruguay il primo paese dell'era moderna a legalizzare la cannabis. Nell'agosto 2014, l'Uruguay ha legalizzato la crescita di sei piante a casa, così come la formazione di club per il consumo, un regime di dispensari di marijuana controllato dallo stato e la creazione di un istituto normativo sulla cannabis (chiamato IRCCA). Nell'ottobre 2014 il governo ha iniziato a registrare i circoli dei coltivatori, a loro volta autorizzati a coltivare un massimo di 99 piante di cannabis all'anno; ad agosto 2015, c'erano 2.743 coltivatori personali registrati.[3][4] Dopo un lungo ritardo nell'attuazione della componente giurisdizionali della legge, nel 2017 sedici farmacie sono state autorizzate a vendere commercialmente la cannabis.[5]

L'Uruguay non ha mai criminalizzato il possesso personale di droghe e una legge del 1974 ha permesso ai giudici di determinare se un determinato caso di possesso fosse personale o commerciale. Questa legge è stata successivamente aggiornata nel 1998.[6][7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ kristina.kuttnig, World Drug Report 2011, su www.unodc.org. URL consultato il 27 giugno 2018.
  2. ^ Uruguay: cannabis nelle farmacie, positivo il primo bilancio, in euronews, 10 gennaio 2018. URL consultato il 27 giugno 2018.
  3. ^ (EN) Uruguay registers cannabis growers, in BBC News, 1º novembre 2014. URL consultato il 27 giugno 2018.
  4. ^ (ES) Uruguay ya tiene registrados a 2.743 cultivadores de marihuana, su Infobae. URL consultato il 27 giugno 2018.
  5. ^ (EN) Reuters in Montevideo, Uruguay pharmacies start selling cannabis straight to consumers, su the Guardian, 19 luglio 2017. URL consultato il 27 giugno 2018.
  6. ^ (EN) Beatriz Caiuby Labate e Clancy Cavnar, Prohibition, Religious Freedom, and Human Rights: Regulating Traditional Drug Use, Springer Science & Business Media, 25 marzo 2014, ISBN 9783642409578. URL consultato il 27 giugno 2018.
  7. ^ Erowid Psychoactive Vaults, su www.erowid.org. URL consultato il 27 giugno 2018.