Canale Emiliano Romagnolo

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Canale Emiliano Romagnolo
Canale Emiliano Romagnolo
Stato Italia Italia
Regioni Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Lunghezza 135 km
Localizzazione del Canale Emiliano Romagnolo

Il Canale Emiliano Romagnolo (CER) è una delle più importanti opere idrauliche d'Italia, con funzioni di vettore d'acqua di superficie a prevalente, ma non esclusivo, uso irriguo a servizio di un territorio caratterizzato da un'agricoltura particolarmente idroesigente e da diffusi insediamenti civili ed industriali. È gestito dal Consorzio di bonifica di secondo grado per il Canale Emiliano Romagnolo, organismo di diritto pubblico costituito per lo studio, la realizzazione e l'esercizio del canale e delle opere irrigue di interesse comune dei consorzi di bonifica emiliano-romagnoli associati e di altri soggetti operanti nella pianura sud-orientale della regione, a est del fiume Panaro e a sud del fiume Reno, sino al Mare Adriatico.

Il territorio interessato dal sistema CER ha una superficie di oltre 3.000 km quadrati, distribuita nelle province di Ferrara, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Modena. Le dotazioni idriche di cui il Consorzio dispone provengono dalle due seguenti concessioni di derivazione: - dal fiume Po: 68 m³/s ad uso irriguo e di bonifica dal 16 maggio al 15 settembre e 25 m³/s nel restante periodo dell'anno; - dal fiume Reno: 2 m³/s a uso industriale nel periodo ottobre-marzo, 1 m³/s a uso industriale e 0,5 m³/s a uso irriguo e di bonifica nel periodo aprile-settembre.

Impianto Potenza (in kW) Prevalenza (in m) Portata (in m³/s) Costruzione
Palantone 5490 5,5 60 1960
Sant'Agostino Est 378 2,5 7,5 1960
Crevenzosa 3975 5 50 1960
Pieve di Cento 3900 5 50 1963
Savio 385 1,9 9 1987

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il canale è situato nella regione Emilia-Romagna, in una zona delimitata dai fiumi Po, Panaro, Reno e la Via Emilia. Parte a nord dal Cavo Napoleonico (anche chiamato Scolmatore del Reno) tra Ferrara e Bologna, concludendo il suo percorso in provincia di Rimini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo progetto del canale Emiliano Romagnolo risale al 1620, quando l'abate Raffaello Tirelli di Reggio Emilia propone al duca Cesare d'Este l'idea di prendere le acque dal Po per irrigare le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna. Successivamente un progetto organizzato secondo quest'idea, presentato nel 1863 al governo di Torino fu rinviato per ragioni politiche. Destino uguale per un terzo progetto presentato nel 1893. Occorrerà attendere ancora un mezzo secolo perché l'idea faccia il suo corso e che il nuovo progetto, presentato dall'ingegnere Mario Giandotti, sia oggetto di un decreto reale del 28 settembre 1939. Il trauma della seconda guerra mondiale blocca nuovamente il progetto, che nel 1947 trova la sua versione definitiva combinando le esigenze delle piene del Reno con quelle dell'irrigazione della pianura bolognese e romagnola. Il punto di derivazione del Po è spostato a Bondeno (FE), al confine fra tre regioni di Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e quattro province di Modena, Ferrara, Mantova e Rovigo. L'inizio reale dei lavori si situa nel 1955. Molte cose sono cambiate da allora, per diverse cause, tanto politiche, che amministrative, finanziarie o pratiche; non sarà più un semplice canale di adduzione, ma un sistema idrico complesso che comprende anche le derivazioni verso le utenze. Utenze che non sono più soltanto del settore dell'agricoltura ma rappresentate anche da impieghi civili, produttivi, ambientali e turistici. È la nuova configurazione del Canale Emiliano Romagnolo (CER), oggi sistema strategico d'importanza nazionale, atta a risolvere definitivamente i problemi d'approvvigionamento di acque delle cinque province orientali della Regione (Ferrara, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini).

Il sistema idrico[modifica | modifica wikitesto]

Derivazione principale[modifica | modifica wikitesto]

L'alimentazione principale del Canale Emiliano Romagnolo (CER) viene assicurata mediante derivazione dalla sponda destra del Po, in località Salvatonica di Bondeno (Ferrara) in prossimità dell'opera di scarico nel fiume dell'Attenuatore delle piene del fiume Reno o Cavo Napoleonico (progetto concepito all'inizio del XIX secolo per ristabilire la confluenza del Reno e nel Po e realizzato solo nel 1955). L'immissione nel Cavo delle acque derivate dal Po avviene mediante l'impianto di sollevamento del Palantone, progettato per la portata massima assentita di 68 m³/s). A Sant'Agostino, sulla sponda orientale dello scolmatore, ha inizio il canale principale, preposto, con uno sviluppo complessivo attuale di 133 km, dal Cavo Napoleonico al fiume Uso, all'approvvigionamento idrico dei territori ubicati in destra del fiume Reno. Il canale, a sezione trapezia interamente rivestita in conglomerato cementizio, si stacca dalla sponda orientale dell'Attenuatore con un'opera di regolazione a gravità dimensionata per una portata iniziale di 60 m³/s.

Dopo aver sottopassato il Reno, il canale prosegue con andamento nord-sud sino in prossimità dell'abitato di Galliera (Bologna) ove, a mezzo dell'impianto di partizione e sollevamento della Crevenzosa, la portata viene suddivisa in due frazioni. L'una, sino a un massimo di 13 m³/s, defluisce per i canali Riolo e della Botte del Consorzio della Bonifica Renana e si immette nel Reno, in località Bastia, attraverso la chiavica Beccara Nuova; la restante (47 m³/s) prosegue il suo corso lungo il Canale Emiliano Romagnolo. Viene sollevata una prima volta alla quota 13 m s.l.m. a mezzo dell'impianto della Crevenzosa e, dopo un percorso di 8 km, da un secondo impianto posto ad est di Pieve di Cento, che ne innalza la quota a 17 m s.l.m. Dall'impianto di Pieve di Cento il canale principale prosegue per gravità per circa 90 km, con sezione trapezia rivestita e con portata via via decrescente, mantenendo un andamento nord-ovest/sud-est parallelo alla via Emilia, fino a raggiungere il fiume Savio. Sulla sponda sinistra del Savio, in località Mensa di Ravenna, un ulteriore impianto provvede al sollevamento, da quota 14,20 a quota 16,10 m s. l. m., della portata (9 m³/s) destinata al tronco più orientale del CER, oggi costruito e funzionante per 29 km nella più compatta tipologia del "telaio" in conglomerato cementizio armato strutturale, a sezione rettangolare, sino alla sponda destra del torrente Uso, soglia del territorio riminese. Nel suo estremo prolungamento, di recente concezione e progettazione, il CER attraversa tutta la provincia di Rimini con un percorso di 33 km, quasi interamente affrontato con la tipologia di grande tubo sotterraneo, imposta dall'antropizzazione del territorio e resa possibile dal più contenuto valore (4 m³/s) della portata di transito.

Altre derivazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Diramazioni ad uso plurimo nelle aree:
    • Selice-Santerno (Imola)
    • Senio-Lamone (Faenza)
    • Lamone-Via cupa (Faenza)
    • Montone (Faenza Est-Forlì Ovest)
    • Bevano-Fiumi Uniti (Ravenna sud)
    • Ronco-Bevano (Forlì est)
    • Bevano-Savio (Cesena ovest)

Bilancio[modifica | modifica wikitesto]

Il costo di costruzione, che ha avuto inizio nel 1955, è superiore a 550 milioni di euro in valore attualizzato.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]