Canale 34 Telenapoli

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Canale 34 Telenapoli
Paese Italia
Lingua Italiano
Nomi precedenti CRT 29
CRT 34
Canale 34 Telenapoli
Telenapoli Canale 34
Telenapoli 34
Data di lancio 1979

2012 - Tele A

Formato DVB-T SD 576i 4:3
Gruppo Tele A
Sede principale Via Giustino, 1 - 80125 Napoli
Sito http://www.canale34.com
Diffusione
Terrestre
Digitale Terrestre LCN 187 nel mux Canale 34 Telenapoli

Canale 34 Telenapoli era un'emittente televisiva napoletana a diffusione regionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'emittente Telenapoli è stata una delle prime emittenti locali nate in Italia. I prodromi delle trasmissioni risalgono addirittura al 1966, quando il fondatore di Telenapoli, l'ingegnere Pietrangelo Gregorio, per conto dell'Upim, utilizza la tecnologia via cavo per trasmettere nei vari ipermercati Upim dei video pubblicitari emessi dal suo ufficio, dando così il via a quello che nel tempo diventerà una vera e propria televisione via cavo.
Nel 1976, con la fine del monopolio della trasmissione via etere della Rai, l'Ingegner Gregorio, intuendo le potenzialità di questo tipo di trasmissione, che consentiva una capillarità di diffusione del segnale impossibile da ottenere con la distribuzione via cavo, entra in rotta di collisione con il resto del management di Telenapoli, restio a lanciarsi in questo nuovo business, ed esce dalla società. Telenapoli fallisce poco dopo, non riuscendo a competere con le decine di emittenti che inizieranno a diffondere via etere (l'allaccio del cavo era a pagamento, e la possibilità di ricevere gratuitamente decine di nuovi canali locali disincentivò l'utenza ad abbonarsi a Telenapoli).
CRT 29 è una tra le nuove emittenti nate a Napoli con la liberalizzazione dell'etere del 1976. Il nome deriva dall'acronimo Campania Radio Television mentre il 29 era la frequenza utilizzata per trasmettere in isofrequenza dai siti di Monte Faito e Napoli Camaldoli. Presto l'emittente, per ovviare all'inconveniente del numero 29, che dava origini al pubblico ludibrio per via del significato che tale numero assume nella La Smorfia, cambia frequenza dal Monte Faito dal 29 (che resterà attivo invece dal sito di Napoli Camaldoli fino allo spegnimento di tutti i ripetitori analogici del 2009) al 34, e di conseguenza modifica il proprio il nome in CRT 34. Nei primi anni ottanta CRT 34 si aggiudica all'asta fallimentare il logo ed i diritti di usufrutto della defunta Telenapoli, affiancando lo storico marchio al proprio nome, nel frattempo mutato in Canale 34, divenendo così Canale 34 Telenapoli.

Dopo il passaggio al digitale terrestre del 2009, il canale viene sdoppiato, Canale 34 ottiene la LCN 187, mentre Telenapoli la LCN 604.

Crisi dell'emittente[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il passaggio al digitale terrestre inizia il declino dell'emittente. Più della metà delle postazioni in cui veniva irradiato il segnale analogico vengono lasciate spente e non migrano in digitale, riducendo così notevolmente la copertura dell'emittente. Attualmente vengono coperti solo i capoluoghi di provincia, e, a differenza degli altri multiplex locali, la copertura con il passaggio al digitale è diminuita anziché aumentata.

I problemi maggiori sono venuti dall'attribuzione di una numerazione LCN particolarmente penalizzante per l'emittente. I criteri utilizzati per stilare la lista, infatti, tenevano conto delle graduatorie stilate dal Corecom per la concessione di contributi regionali alle emittenti. Tuttavia Canale 34, essendo fino al 2009 un'azienda finanziariamente sana, non aveva mai richiesto aiuti finanziari al Corecom e quindi non rientrava in nessuna graduatoria. Questo ha finito per penalizzare l'emittente, che è stata inserita in coda alla lista, superata da emittenti molto più piccole e meno seguite dai telespettatori. Canale 34 ha intentato ricorso al TAR, ancora sub-iudice, per ottenere l'annullamento di tale lista. A fine 2012 un accordo con Tele A permette a Canale 34 di continuare a trasmettere, però relegata al ruolo di fornitore di contenuti.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]