Campremoldo Sopra

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Campremoldo Sopra
frazione
Campremoldo Sopra – Veduta
La facciata della chiesa di San Pietro
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
ComuneGragnano Trebbiense-Stemma.png Gragnano Trebbiense
Territorio
Coordinate45°01′N 9°33′E / 45.016667°N 9.55°E45.016667; 9.55 (Campremoldo Sopra)Coordinate: 45°01′N 9°33′E / 45.016667°N 9.55°E45.016667; 9.55 (Campremoldo Sopra)
Altitudine92 m s.l.m.
Abitanti356
Altre informazioni
Cod. postale29010
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
Nome abitanticampremoldesi
Patronosan Pietro apostolo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Campremoldo Sopra
Campremoldo Sopra

Campremoldo Sopra (Camparmold in dialetto piacentino) è una frazione del comune italiano di Gragnano Trebbiense, in provincia di Piacenza.

Situato in una zona di pianura nei pressi del torrente Luretta ha spiccata vocazione agricola e una popolazione di circa 350 abitanti.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la teoria più accreditata, il nome deriverebbe dalla presenza nella zona di "aldi" (parola longobarda che indicava i contadini liberi, non legati alla terra come i servi della gleba). Un'altra fa derivare il nome dal latino campus mortuorum essendo state rinvenute nei suoi pressi delle sepolture di ufficiali romani, galli e cartaginesi morti nella Battaglia della Trebbia[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La presenza umana nella zona di Campremoldo Sopra è accertata già dalle origini della specie umana, sono state infatti ritrovate durante lo scavo di un lago artificiale per l'irrigazione alcune amigdale e resti di falò preistorici. Nel susseguirsi dei secoli, il paese vide il passaggio di tanti eserciti tra cui quello di Annibale che nel 218 a.C., nelle paludi create dal torrente Luretta, inflisse una pesante sconfitta all'esercito romano, che controllava Piacenza[2].

Nel 1160 uno dei consoli del comune di Piacenza era un certo "Rangone da Campremoldo", citato anche nelle guerre tra l'imperatore Federico e la città di Milano[3].

La zona di Campremoldo Sopra, specialmente i suoi castelli, fu teatro di scontri tra Guelfi e ghibellini: originariamente il paese apparteneva ai ghibellini che si ritiravano nella zona quando la città di Piacenza era in mano guelfa[2], fu poi espugnato dai guelfi il 9 giugno 1314.

Nella guerra tra i Visconti e la chiesa il paese fu fedele ai signori di Milano sin dal 1335, posizione che costò un assedio delle truppe papali nel 1373 che culminò con la conquista di Castelvecchio[2].

Altri eserciti passarono sul suo territorio: quello dell'imperatore Federico Barbarossa e quello dei Lanzichenecchi tedeschi nel 1527.

È da ricordare poi il conte Marcoantonio Scotti, insignito del titolo di "Cavaliere della milizia dorata" nel 1529 dal sovrano di Spagna Carlo V e nominato conte di Castelbosco il 23 marzo 1546 dal duca Pier Luigi Farnese[4].

Nel 1624 il pieno possesso della zona di Campremoldo Sopra e sotto e dei castelli fu concesso al conte Annibale Scotti ad opera della camera ducale farnesiana presieduta da Odoardo I Farnese[2].

Nel 1636 Castelvecchio fu saccheggiato dalle truppe spagnole nell'ambito del conflitto tra questi ultimi e i francesi appoggiati da Odoardo Farnese[2].

Nel paese di Campremoldo Sopra giunsero anche personaggi illustri come ad esempio il pittore Giovanni Battista Tagliasacchi, che morì nel 1737 a Castelbosco[5], una targa nella locale chiesa commemora questo avvenimento.

Durante la seconda guerra mondiale, verso la fine del febbraio 1944, giunse a Campremoldo Sopra la 162. (Turkistan) Infanterie-Division, divisione composta da abitanti del Caucaso, erroneamente chiamati mongoli, e comandata da ufficiali tedeschi. La divisione fece base a Campremoldo per poi salire sulle montagne con o scopo di sgominare le bande di partigiani che vi risiedevano[6].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Nelle vicinanze si può trovare l'antico monastero di San Sisto situato in località "Camminata", successivamente adattato in dimora signorile[2]. Fino al 1636 erano presenti due chiese, dedicate a San Siro e San Pietro, in quell'anno i soldati spagnoli, bruciarono la prima chiesa, distruggendola.

La chiesa del paese è dedicata a San Pietro apostolo[7]. La prima pietra è stata posata nel 1679 e la costruzione è terminata circa due anni dopo[7]. La costruzionea attuale è un ampliamento della chiesa precedente, che sappiamo essere già presente nel 1484[7]. È decorata in stile Barocco. Nel 1700 fu alzata anche la torre campanaria[7], per adattare la precedente costruzione risalente all' XI secolo alle dimensioni della nuova chiesa.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso di Castelbosco

Nei dintorni di Campremoldo Sopra si trovano due castelli, mentre di un terzo, ora distrutto, non resta più niente:

  • Castelvecchio, è la costruzione più antica, risale al XII secolo, secondo una leggenda all'interno è sepolto un tesoro che nessuno nonostante gli scavi ha mai trovato[8]
  • Castelbosco, si trova poco fuori dal centro abitato. Nelle sue sale morì il pittore Tagliasacchi, attualmente è stata trasformata in un'azienda agricola e il Museo della merda[9][10].
  • Castellaro, originariamente posto nelle vicinanze della chiesa di S.Pietro e del quale non rimangono tracce, se non nel toponimo, che secondo una leggenda nasconderebbe un passaggio segreto che lo collegherebbe a Castelvecchio[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L. Molossi, Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, 1832-1834, Tipografia Ducale, Parma, p.52
  2. ^ a b c d e f Comune di Gragnano Trebbiense turismoapiacenza.it
  3. ^ C. Poggiali, Memorie storiche della città di Piacenza compilate dal proposto Cristoforo Poggiali, 1758, Piacenza, p.260
  4. ^ C. P. Zanardi Landi, Sarmato, storia e leggenda, 2000, TEP edizioni d'arte, Piacenza, p.61
  5. ^ Nuovissima guida della città di Piacenza con alquanti cenni topografici, statistici e storici, 1842, Tipografia di Domenico Tagliaferri, Piacenza, p.51-52
  6. ^ A. Vescovi, G.Agosti, E Verrà l'alba... - Il Valoroso: una vita partigiana, 1996, Casa Editrice Vicolo del Pavone, Piacenza, p.164
  7. ^ a b c d Chiesa di San Pietro Apostolo Beweb.chiesacattolica.it
  8. ^ a b Campremoldo di sopra, Castelvecchio mondimedievali.net
  9. ^ Campremoldo di Sopra, Castelbosco mondimedievali.net
  10. ^ Info museodellamerda.org

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]