Campo di internamento di Tossicia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il Campo di internamento di Tossicia, in provincia di Teramo, è stato uno dei numerosi campi di internamento istituiti dal governo fascista in seguito all'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale, per rinchiudervi persone di etnie non desiderate, stranieri e oppositori antifascisti. Il campo è stato attivo dall'agosto 1940 fino al 1944[1][2].

Il campo nacque per imprigionare i rom provenienti da Postumia, per epurare l'Istria dai gruppi di etnia rom e sinti[3], nonché per internare ebrei tedeschi, cinesi e slavi[4], similmente al pre-esistente campo di Gonars, in provincia di Udine[3].

Il campo era suddiviso tra largo Belvedere e piazza Umberto I, negli edifici noti come casa Mirti, casa Fabii e casa De Marco, con una capienza totale di 115 posti, divisi nei tre diversi fabbricati.[2] All'ingresso di questi fabbricati venne impressa l'effigie di Benito Mussolini, ancora oggi visibile su alcuni di essi.[2][1]

Il direttore del campo fu il podestà di Tossicia, Nicola Palumbi.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Archivio Storico Comunale - Inventario (PDF), Comune di Tossicia, p. 6, 172, 173.
  2. ^ a b c Archivio Comunale di Tossicia, cat. XV, b1, fascicolo 20.
  3. ^ a b 1940-1943 I campi di concentramento fascisti per rom e sinti, su Porrajmos.it.
  4. ^ Igino Addari, Tossicia - Tra storia e mistero (PDF), Comune di Tossicia.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]