Camillo Tutini

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Camillo Tutini (Salerno, 1594Roma, 1667) è stato uno storico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Camillo Tutini nacque a Salerno, capoluogo del Principato Citra, in una famiglia numerosa: aveva 4 sorelle (Laudomia, Ippolita, Lella, Livia) e un fratello (Metello). Compì da giovane i primi studi a Napoli, nella Certosa di San Martino e, tra il 1628 e il 1630, strinse rapporti amichevoli e di collaborazione con molti studiosi e letterati a Napoli, dove vivevano con lui la madre e le sorelle Laudomia e Lella.

Entrato in monastero, lo abbandonò, pur continuando a frequentarlo per gli studi e ricevendo l'ordinazione sacerdotale[1].

Nel 1647, comunque, fu molto vicino a Matteo Cristiano, un capopopolo della rivolta di Masanielloː anzi, Tutini fu probabilmente un uomo del partito francese della rivolta, avendo anche contattato il Enrico II, duca di Guisa. Avvertito di un ordine di arresto nei suoi confronti, fuggì a Roma, dove si pose sotto la protezione del cardinale Francesco Maria Brancaccio[2].

Tutini, che già a Napoli aveva svolto una prolifica attività storiografica, approfittò della Biblioteca Vaticana e dell'Archivio del Campidoglio per perfezionare lo studio storiografico sui documenti vaticani[3]. Inoltre, strinse un solido rapporto con Ferdinando Ughelli, che lo ebbe tra i suoi più validi collaboratori[4].

Secondo le fonti, Tutini morì in povertà nell'Ospedale di Santo Spirito, nel 1667[3]..

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Memorie della vita miracoli e culto di San Gianuario Martire. Seconda impressione, 1681
  • Memorie della vita miracoli, e culto di San Gianuario martire vescouo di Beneuento, e principal protettore della città di Napoli. Raccolte da don Camillo Tutini Napoletano, in Napoli, appresso Ottauio Beltrano, 1633
  • Notitie della vita, e miracoli di due santi Gaudiosi, l'vno vescouo di Bittinia, e l'altro di Salerno: e del martirio di S. Fortunata, e fratelli, e del loro culto, e veneratione in Napoli. Raccolte per don Camillo Tutini napoletano et date in luce ad instanza della reuer. archiabbadessa, & monache di San Gaudioso, in Napoli, appresso Ottauio Beltrano, 1634
  • Narratione della vita, e martirio di San Biagio Vescouo di Sebaste. Comprabata col'autorità di grauissimi autori per Don Camillo Tutini napoletano, in Napoli, per Lazaro Scrigno, 1635
  • Historia della famiglia Blanch, in Napoli, nella Stamparia di Ottauio Beltrano, 1641
  • Della varietà della fortuna, discorso di D. Camillo Tutini napoletano, in Napoli, 1643
  • Sopplimento all'Apologia del Terminio, in Napoli, s.n., 1643
  • Dell'origine, e fundation de seggi di Napoli, del tempo in che furono instituiti, e della separation de' nobili dal popolo; Del supplimento al Terminio, oue si aggiungono alcune famiglie tralasciate da esso alla sua apologia, & Della varietà della fortuna confermata con la caduta di molte famiglie del regno, discorsi di don Camillo Tutini napolitano, in Napoli, appresso il Beltrano, 1644
  • Prodigiosi portenti del Monte Vesuuio, in Napoli, s.n., 1650
  • Rerum sacrarum syluula. Auctore Michaele Monacho canonico Capuano. Opus posthumum. Accurante Camillo Tutino, Romae, ex typographia reu. Camerae Apostolicae, 1655
  • Discorsi de sette officij ouero de sette grandi del Regno di Napoli di don Camillo Tutini napoletano. Parte prima. Nella quale si tratta, del Contestabile, del Maestro Giustitieri, e dell'Ammirante, in Roma, per Iacomo Dragondelli, 1666
  • Historia della famiglia Blanch scritta da d. Camillo Tutini napoletano, col supplimento del signor Carlo De Lellis, in Napoli, per Ludouico Cauallo, 1670

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ E. M. Martini, La vita e le opere di Camillo Tutini, in "Archivio storico per le province napoletane", a. LIII (1928), pp. 190 ss.
  2. ^ F. Soria, Memorie Storico-Critiche degli storici napolitani, Napoli, Stamperia Simoniana, 1782, tomo II, p. 609.
  3. ^ a b F. Soria, Memorie Storico-Critiche degli storici napolitani, Napoli, Stamperia Simoniana, 1782, tomo II, p. 610.
  4. ^ F. Ughelli, Italia Sacra, Romae, ex Typis Vaticanis, 1659, tomo VI, col. 10.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Soria, Memorie Storico-Critiche degli storici napolitani, Napoli, Stamperia Simoniana, 1782, tomo II, pp. 608–614.
  • S. Volpicella, Camillo Tutini, in "Archivio storico per le province napoletane", a. I (1876), pp. 316–320.
  • B. Croce, Il manoscritto di Camillo Tutini sulla storia dell'arte napoletana, in "Napoli nobilissima: rivista di topografia ed arte napoletana", Vol. 7 (1898), pp. 121–124.
  • E. M. Martini, La vita e le opere di Camillo Tutini, in "Archivio storico per le province napoletane", a. LIII (1928), pp. 190–219.

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