Cameo (azienda)

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cameo
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Stato Germania Germania
Tipo Società per azioni
Fondazione 1891
Fondata da August Oetker
Sede principale Bielefeld
Gruppo Dr. Oetker
Settore Alimentare
Prodotti preparati per torte e dessert, cereali, salati, torte pronte, pizze surgelate e dessert freschi
Fatturato 160.000.000 €
Dipendenti 366 (2015)[1]
Slogan «La qualità è la miglior ricetta»
Sito web www.cameo.it

La Cameo S.p.A. è la divisione italiana della società per azioni tedesca Gruppo Dr. Oetker,[2] fondata nel 1891 dal farmacista tedesco August Oetker, l'inventore del lievito in bustina, specializzata nella produzione di budini e surgelati.

Nel 1933 viene costruita una filiale del gruppo a Milano, che s'occupava di produrre alimentari a marchio Oetker, e in seguito viene trasferita a Desenzano del Garda. Nel 1953 il nome italiano della società viene mutato in Cammeo e nel 1985, per velocizzarne ulteriormente la pronuncia,[3] in Cameo.

Prodotti[modifica | modifica wikitesto]

Cameo si occupa di produrre in Italia prevalentemente preparati per il settore pasticcero. Nel 1985 la società lancia i preparati per budini al cioccolato e alla vaniglia. Nello stesso anno nasce Ciobar, preparato per la creazione di cioccolata calda. Le prime pizze surgelate con il brand cameo sono apparse nei supermercati italiani nel 1997, mentre nel 2005 vengono lanciate sul mercato le torte fresche Versa e inforna.

Ricette e spot pubblicitari[modifica | modifica wikitesto]

Cameo produce svariati alimenti. Talvolta allega alle proprie confezioni consigli e ricette, che poi vengono raccolte sul sito web dell'azienda. Cameo ha pubblicizzato i suoi prodotti di punta, come le pizze surgelate e i Ciobar, con numerosi spot pubblicitari, diffusi tramite le principali reti televisive italiane, anch'essi registrati sul sito web dell'azienda.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cameo spa fa shopping: Rebecchi Fratelli Valtrebbia, su Bresciaoggi.it. URL consultato il 1° marzo 2016.
  2. ^ Cameo, ricavi senza ostacoli. L'utile netto è sempre gustoso, su Bresciaoggi.it. URL consultato il 18 febbraio 2016.
  3. ^ Alex Guzzi, Una Dolce Casa per Cameo, corriere.it, 24 marzo 2012. URL consultato il 1 marzo 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN266666551