Calcio volante

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calcio volante eseguito da una cintura nera nelle arti marziali.

Il calcio volante è un tipo di calcio praticato in certe arti marziali e nei tipi di ginnastica basati su di esse, con la particolarità di essere scagliato nell'aria, più specificamente è effettuato muovendosi ("volando") verso l'avversario dopo una rincorsa iniziale per prendere lo slancio.[1] In questo senso il "calcio volante" è un caso particolare del calcio saltato, cioè ogni calcio che viene scagliato a mezz'aria senza che i piedi tocchino il suolo.

I calci volanti e saltati sono insegnati in alcune arti marziali asiatiche, per esempio il karate,[2] kempo, kalarippayattu, kung fu e taekwondo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il calcio in generale, così come il calcio saltato, erano estranei allo stile meridionale, e la loro presenza nelle arti marziali Giapponesi, Coreane e del Wing Chun erano probabilmente dovute all'influenza dello stile settentrionale. Storicamente, lo sviluppo e la diffusione delle tecniche del calcio saltato nelle arti marziali asiatiche sembra aver avuto luogo tra il 1930 e il 1950. Durante questo periodo, che risale al 1940 le arti marziali cinesi influenzarono le arti marziali dell'Okinawa. Le arti marziali dell'Okinawa a loro volta si svilupparono nel karate e ultimamente nel taekwondo[3]. L'enfatizzazione che svolge il taekwondo nello spinning, nel salto e nel calcio volante risale al 1960s[4]

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Il completamento di un calcio volante si affida a una preparazione mentale[5] combinata a una predisposizione per le attività atletiche. Infatti un elemento fondamentale per la preparazione consiste nell'esercizio mentale e nel visualizzare sempre mentalmente il calcio volante prima della sua esecuzione. Un calcio volante eseguito correttamente richiede che l'individuo atterri sui propri piedi mantenendo l'equilibrio.

Praticità e scopo[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene l'efficienza di un calcio saltato in uno sport di combattimento o per autodifesa sia molto discutibile, la mossa è utilizzata principalmente a scopo dimostrativo, per mostrare l'abilità e il controllo che possiede chi lo pratica[6], o come un passo di danza.

Il calcio volante (nonostante il riferimento all'utilità) è considerato come una fra le tecniche delle arti marziali più difficili da praticare correttamente. In un testo pubblicato nel 1991 dedicato ai calci volanti del taekwondo [7] l'allenatore Yeon Hwan Park sosteneva che il principale beneficio dell'allenamento sul calcio volante sia "superare i limiti delle barriere mentali attraverso il superamento di imprese fisiche che danno confidenza a colui che lo sta imparando". Park enfatizza il fatto che il calcio volante e saltato siano fra le più difficili ed avanzate tecniche, e che lui stesso non ne consiglia l'utilizzo durante i tornei, ma allo stesso tempo ipotizza che possano essere eseguite anche nell'autodifesa dopo averne conosciuto a fondo la tecnica di esecuzione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "durante un calcio volante l'obbiettivo é quello di coprire una distanza orizzontale e non semplicemente quello di saltare su se stessi." Yeon Hee Park, Yeon Hwan Park, Jon Gerrard, Tae kwon do: the ultimate reference guide to the world's most popular martial art, 2009, ISBN 978-0-8160-7399-3.
  2. ^ Hidetaka Nishiyama, Richard C. Brown, Karate: the art of "empty hand" fighting, 1990, ISBN 978-0-8048-1668-7, p. 133
  3. ^ William Durbin Mastering kempo, 2001 ISBN 978-0-7360-0350-6 p. 11
  4. ^ Frank Thiboutot, Cardio Kickboxing Elite: sport, fitness, autodifesa, 2001, ISBN 978-1-886969-92-6 p. 202
  5. ^ Kayt Sukel (2012). "The Mental Preparation of High-Level Athletes". Publication of Dana Foundation.
  6. ^ "Praticare il calcio volante è un esercizio completo per il corpo che fondamentalmente fornisce i mezzi migliori per raggiungere l'equilibrio, la coordinazione e un efficace capacità di spostamento del proprio corpo" Shinak Henry Cho, Jeff Leibowitz, Tae kwon do: secrets of Korean karate, 1992. ISBN 9780804817042, p. 125
  7. ^ Flying Kicks of Tae Kwon Do, Black Belt magazine, February 1991

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