Associazione Calcio Mestre

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AC Mestre
Calcio Football pictogram.svg
Logo AC Mestre (2015).png
Il piccolo Torino, Arancioneri
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Arancione e Nero.svg Arancione-nero
Simboli Torre
Inno Mestre vinci hai un cuore vero
Phrenetic City
Dati societari
Città Venezia
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie C
Fondazione 1927
Rifondazione 1934
Rifondazione 1991
Rifondazione 2003
Presidente Italia Stefano Serena
Allenatore Italia Mauro Zironelli
Stadio Mecchia di Portogruaro[1]
(4 021 posti)
Sito web www.acmestre1929.it
Palmarès
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L'Associazione Calcio Mestre S.r.l. (meglio nota come AC Mestre o semplicemente Mestre), è una società calcistica italiana con sede nel comune di Venezia.

Fondata nel 1927 (sebbene la sua nascita sia fatta risalire tradizionalmente al 1929) con la denominazione Unione Sportiva Mestrina[2][3] è stata successivamente più volte rifondata.

Nella stagione 2017-2018 milita in Serie C.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini (1904-1927)[modifica | modifica wikitesto]

La diffusione del gioco del calcio (o del football) a Mestre è attestata fin dai primi del XX secolo: la prima squadra di calcio si costituì nel 1905 come sezione della Società Ginnastica Marziale di Mestre, rimanendo attiva fino al 1907 e disputando alcune partite valide per i campionati della FGI.

Nel 1909, anche con la partecipazione di alcuni ex atleti della S.G. Marziale, viene fondato il Mestre Foot-Ball Club, poi affiliatosi alla F.I.G.C. nel 1919.

Nell'immediato primo dopoguerra le società principali erano diventate due, in quanto all'Associazione Calcio Mestre (nuova denominazione del Mestre F.B.C.) si era aggiunta la Spes Mestre. La prima squadra adottava come campo casalingo un terreno confinante con il cinema Concordia, Villa Erizzo ed il Foro Boario (poi rinominato piazzale Donatori di Sangue), ove invece si trovava la sede delle gare interne della Spes.

Nel 1919 all'interno dell'ippodromo cittadino venne realizzato un campo polisportivo: la prima partita che vi si disputò vide l'A.C. Mestre prevalere per 2-0 sulla Spes e aggiudicarsi la Coppa Luigi Beccari.

Anche grazie alle caratteristiche del suddetto campo (dotato di un campo di gioco di grandi dimensioni e completamente recintato), l'A.C. Mestre ottenne il diritto a giocare i campionati regionali di Promozione (all'epoca la seconda divisione italiana) nel 1919-20, 1920-21 e 1921-22, sfiorando la promozione in prima divisione nel 1920-21, allorché vinse il girone A e (a pari merito) il girone finale del Veneto, perdendo però infine per 1-0 lo spareggio decisivo giocato a Vicenza il 12 giugno 1921 contro l'U.S. Legnaghese.

Nel 1925 lo stadio Baracca, ormai interamente adibito al gioco del calcio, venne ufficialmente inaugurato, e l'A.C. Mestre vi si stabilì definitivamente.[2][3]

La Mestrina, dagli anni venti agli anni settanta (1927-1979)[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni giocatori della Mestrina allo stadio Francesco Baracca nel 1931.

Nel 1927, presso la sede mestrina del CONI, venne raggiunto l'accordo per la fusione fra le quattro maggiori rappresentative calcistiche della città (che dal 1926 era stata inglobata nel comune di Venezia), ovvero l'A.C. Mestre, il Mestre F.B.C., la Spes e la Libertas. Nacque così l'Unione Sportiva Mestrina, che debuttò nel campionato di Serie C 1938-1939, militando poi in detta categoria fino all'interruzione dei campionati per la seconda guerra mondiale, sopravvenuta nel 1943.[2][3]

Nel 1946 la squadra dominò il campionato di Serie C e vinse la finale della Lega Interregionale Nord contro l'Asti (coi risultati di 0-0 all'andata e 7-2 al ritorno), ottenendo in tal modo la promozione in Serie B per la stagione 1946-1947.

Gli arancioni, al debutto in serie cadetta, furono protagonisti di una buona partenza: dopo 13 giornate la Mestrina si portò solitariamente in vetta alla classifica, esprimendo inoltre un buon gioco. Una successiva crisi di risultati tuttavia vanificò tale striscia positiva, sicché la stagione si concluse con la retrocessione. Classificandosi al primo posto del successivo campionato di Serie C (in cui non erano previste promozioni a causa della riforma dei tornei frattanto approvata dalla F.I.G.C.), la Mestrina fu ammessa alla nuova Serie C strutturata su 4 gironi nazionali, categoria nella quale militò fino al 1951-1952, anno in cui una nuova riforma introdusse la serie C a girone unico: in tale frangente, il 12º posto nel girone B non bastò ad evitare la retrocessione in IV Serie.

Nella stagione 1954-1955 la Mestrina vinse il proprio girone, per poi battere agli spareggi finali la Marzoli, garantendosi la promozione in Serie C a girone unico. Perse infine, a seguito di sorteggio, la finale per il titolo assoluto contro il B.P.D. Colleferro. Nella stagione successiva la Mestrina riuscì a cogliere la salvezza, bissando il risultato anche nelle annate successive: gli arancioni rimasero in terza serie (che ne frattempo venne di nuovo divisa in gironi) fino alla fine della stagione 1967-1968, conclusa con una nuova retrocessione in quarta serie.

Dopo alcuni anni di militanza nel massimo campionato dilettantistico, nel campionato 1973-1974 la Mestrina dominò il girone C di Serie D e tornò per un anno in terza serie. Subito retrocessa a fine stagione, riuscirà a tornare tra i professionisti solo a fine anni 1970.

Gli anni ottanta e i successi della gestione Robazza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979 la Mestrina fu rilevata dall'industriale Guido Robazza, reduce dalla ultradecennale esperienza alla guida della Pro Mogliano (che sotto la sua gestione aveva giocato sempre nel massimo campionato regionale veneto), che divenne una società satellite del sodalizio arancionero. Nell'estate del 1980 Robazza modificò il nome del club in Associazione Calcio Mestre; la sua presidenza (durata dal campionato 1979-80 al 1986-1987) fu caratterizzata da ottimi risultati, con il Mestre militante in pianta stabile nei campionati professionistici.

Formazione-tipo dell'AC Mestre nella stagione 1982-83.

Nella stagione 1979-1980 l'A.C. Mestre si classificò al sesto posto nel proprio girone di Serie C2, precedendo il Venezia. Per l'anno successivo la squadra puntò apertamente alla promozione in Serie C1, ma il risultato (quarto posto dietro a Padova, Civitanovese e Maceratese) non fu sufficiente al raggiungimento dello scopo.

La promozione in Serie C1 arrivò al termine della stagione 1981-1982: il Mestre, arrivato secondo nel proprio girone a pari merito con la Vigor Senigallia (alle spalle della capolista Ancona), vinse lo spareggio contro i marchigiani, garantendosi l'accesso alla terza serie.

L'annata 1982-1983 fu meno fortunata, concludendosi con l'immediata retrocessione degli arancio-neri in C2.

Nelle quattro stagioni successive il Mestre ritentò invano la risalita in C1: i migliori risultati furono costituiti da due terzi posti, a pochi punti dalla promozione.

La fusione con il Venezia (1987)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987 Guido Robazza cedette la società a Gianni Pagotto, che a sua volta la girò a Maurizio Zamparini, il quale già aveva acquistato la storica rivale Venezia (all'epoca versante in difficoltà finanziarie tali da impedirne l'iscrizione al campionato di Serie C2 1987-1988) da Luciano Mazzuccato.

Zamparini, dopo aver risanato le casse del Venezia (salvando il club lagunare dal fallimento), decise di fondere tale società con il Mestre. Ne nacque un nuovo club, con sede a Mestre, che elesse a terreno casalingo lo stadio Francesco Baracca; come titolo sportivo venne mantenuto quello del Venezia, mentre quello mestrino passò nelle mani del rifondato Palermo (che poté così iscriversi dalla Serie C2). A rimarcare la fusione, la società adottò quali colori sociali l'arancione, il nero ed il verde.

L'unione delle due squadre professionistiche del comune di Venezia, avvenuta più o meno contestualmente alla celebrazione di due referendum inerenti alla secessione di Mestre dalla città lagunare (entrambi risoltisi con esito negativo), determinò reazioni polemiche in ambedue i centri: a Venezia, per protesta contro il trasferimento della sede e del campo di gioco a Mestre, venne costituita una nuova squadra chiamata Calcio Venezia, che nel 1989 riuscì a ottenere il suo maggior successo conquistando la promozione in Interregionale.

Meno diffuse, ma comunque presenti, furono le reazioni avverse sulla terraferma: tra le principali si annovera quella del Favaro Calcio, militante in Promozione veneta (all'epoca massima serie a livello regionale), che cambiò denominazione in Favaromestre e adottò le casacche arancionere per la prima squadra (pur continuando a giocare le gare interne a Favaro Veneto).

Due anni dopo la fusione, ufficialmente per motivi dettati da ragioni di immagine e prestigio (il Venezia godeva infatti di una maggiore tradizione sportiva, con numerosi anni di militanza nei campionati di serie A e B e un palmarès comprendente anche una Coppa Italia), la società unificata riassunse la denominazione di Associazione Calcio Venezia 1907. Ciò causò malumori nella tifoseria di origine mestrina, la quale sollecitava l'adozione di un nome che richiamasse maggiormente la fusione delle due società avvenuta. La sede del club venne comunque mantenuta a Mestre, il cui stadio continuò ad ospitare le gare casalinghe. Rimasero altresì invariati i colori sociali arancioneroverdi.

Nella stagione 1990-1991 (la terza della gestione Zamparini) il Venezia vinse lo spareggio per il secondo posto giocato a Cesena contro il Como e conquistò la promozione in Serie B. A causa della scarsa capienza dello stadio Baracca di Mestre, insufficiente per gli standard della seconda serie e difficilmente ristrutturabile (essendo totalmente circondato da edifici residenziali), il club decise di ristrutturare e ampliare (eliminando la pista di atletica) lo Stadio Pierluigi Penzo di Venezia, che dopo 4 anni tornò ad essere il terreno casalingo del club lagunare.

La rinascita, il primo derby degli antiunionisti e il ritorno del Calcio Mestre (1991-2001)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1991, sulla scia delle polemiche scaturite dalla decisione di Zamparini di ridurre la presenza dell'arancione sulle maglie del Venezia, e complice la disponibilità dello stadio Baracca ("liberato" dalla squadra arancioneroverde, tornata allo stadio Penzo), i fratelli Mognato, imprenditori di Malcontenta, cercano di ridare vita fattivamente al Calcio Mestre, attraverso il "La Malcontenta". Tale club nella stagione 1991-1992 (giocata in Eccellenza Veneto) viene ridenominato ufficialmente Malcontenta-Mestrina. Proprio in quell'anno è possibile registrare il primo derby tra le squadre e i tifosi antiunionisti di Mestre e Venezia, che si ritrovarono in 800 allo stadio Baracca per l'incontro di cartello tra il Calcio Venezia Neroverde (fondato nel 1989) e il Malcontenta-Mestrina. Le tifoserie, un tempo accomunate da un odio reciproco, si ritrovarono a fraternizzare esponendo alcuni striscioni passati alla storia con scritte come "bentornato derby" e "meglio pochi ma buoni che servi dei Mercatoni" (quest'ultimo riferimento esplicito al marchio Mercatone Emmezeta di proprietà del patron unionista Maurizio Zamparini).

Nella stagione 1992-93 il Malcontenta-Mestrina cambia ulteriormente denominazione in Mestre, vincendo nel 1994-95 il Campionato Veneto di Eccellenza e, nella successiva stagione, il Campionato Nazionale Dilettanti. Dopo meno di dieci anni dalla "fusione", una squadra esclusivamente mestrina riapprodava in serie C2 tra i professionisti.

Dopo numerosi campionati tra i professionisti, nella stagione 2000-2001 il Mestre arrivò terzo e giocò la semifinale play-off contro la Pro Vercelli, conquistandosi la finale contro la Triestina, ma non riuscì a vincere la sfida con gli alabardati e a tornare in serie C1. Detta partita comunque dimostrò il mai sopito amore dei mestrini per la loro squadra, che gremirono lo Stadio "F. Baracca" in 7000, come negli anni ottanta.

Il fallimento e la rinascita (dal 2002)[modifica | modifica wikitesto]

Due stagioni dopo, nel 2002-03, dopo un avvicendamento societario, la squadra retrocesse in Serie D dopo i play-out persi contro la Pro Vercelli; ma, a causa di problemi finanziari che la portarono al fallimento, non riuscì a prendere parte al successivo campionato, concludendo la sua avventura dopo quasi dieci anni di professionismo.

Grazie alla passione di Primo Marani dalle sue ceneri nacque l'Associazione Sportiva Mestre 2003, costretta a ripartire dalla Terza Categoria. In due anni, grazie a due campionati vincenti la nuova società riuscì a riconquistare la Prima Categoria, categoria nella quale però non giocò, in quanto riuscì ad acquisire i diritti di un'altra società e a salire direttamente nella Promozione.

Nella stagione 2006-2007 la squadra retrocesse sul campo dopo i play-out e l'anno dopo risalì subito. Dalla stagione 2010-2011 milita in Prima Categoria.

A Mestre continuava la sua attività (dal 1962) la squadra dell'EDO Mestre RSM (che dal 2006 aveva in gestione lo stadio Baracca) e che militava nel campionato di Eccellenza Veneto (ben 18 stagioni su 23), società che nel 2014 viene ristrutturata (dalla famiglia Luppari ad un gruppo di mestrini titolari anche della registrazione del marchio dell'AC Mestre) e ridenominata "Mestrina FC 1929" cambiando anche i colori sociali da gialloblu ad arancionero, con il progetto di riportare in auge i colori e la squadra cittadina. Contemporaneamente, l'imprenditore Stefano Serena faceva il suo ingresso nell'apparato societario dell'AC Mestre - militante in Prima Categoria - con gli stessi propositi. Le due società iniziarono dunque un dialogo collaborativo in vista di "una migliore unica sistemazione" da realizzarsi la stagione successiva. Nei rispettivi campionati 2014-15 la Mestrina gioca la finale di Coppa Italia di categoria (perdendola a Mirano il 4 gennaio) e sfiora i playoff, mentre l'AC Mestre vince la coppa di categoria (che le varrà poi la promozione-ripescaggio in Promozione).

Nel giugno 2015 si susseguono una serie di complesse vicende societarie che sfruttano le disposizioni ammesse dalle NOIF (norme organizzative interne federali) della FIGC, ma talvolta a causa della loro complessità sono fraintese dai non addetti ai lavori. Tali variazioni sono riassunte nel comunicato nr.14 della FIGC Veneto emesso il 31 luglio 2014. La società mestrina muta la propria sede sociale trasferendosi a Spinea e cambiando il proprio nome in FC Spinea 1966 (matricola federale inalterata), la società Mestrina 1929 Football Club, l'altra squadra di Mestre, militante nel girone B dell'Eccellenza Veneto trasferisce la propria sede a Mogliano Veneto e muta il proprio nome in FC Union Pro (mantenendo la matricola federale della Mestrina 1929 ex EDO Mestre RSM 1962) e infine l'Union Pro di Mogliano si trasferisce a Mestre cambiando il proprio nome in Associazione Calcio Mestre. Quest'ultima squadra, che mantiene la vecchia matricola federale della squadra moglianese, militerà in Serie D, ottenendo di fatto la partecipazione di una squadra mestrina alla Serie D 2015-2016, 20 anni dopo l'ultima volta.[4][5]

Il ritorno tra i professionisti (2017)[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione successiva il Mestre, affidato a Mauro Zironelli, si propone fin dalle prime giornate come una delle migliori compagini del girone C: a tenerle testa vi è la sola Triestina, che viene poi staccata grazie alla vittoria degli arancioneri per 3-4 nello scontro diretto del 4 dicembre 2016 allo stadio Nereo Rocco. La squadra mestrina consolida pertanto il suo primato in classifica e infine vince il proprio girone con anticipo sulla fine della stagione regolare, il 23 aprile 2017, grazie alla vittoria esterna contro il Vigasio per 1-4. Il successo vale l'accesso alla terza serie, ove il Mestre mancava dalla stagione 1982-83.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Associazione Calcio Mestre
  • 1927 - Dalla fusione tra Associazione Calcio Mestre, Mestre Foot Ball Club e i club ULIC Spes e Libertas nasce l'Unione Sportiva Mestrina.
  • 1927-28 - 2° nel girone C della Terza Divisione Veneta. La Mestrina è successivamente ammessa alla Seconda Divisione Nord.
  • 1928-29 - 6° nel girone F della Seconda Divisione Nord.
  • 1929-30 - 10° nel girone D della Seconda Divisione Nord.

  • 1930-31 - 3° nella Seconda Divisione Giuliana, 1° nel girone C delle finali. Green Arrow Up.svg Promosso in Prima Divisione.
  • 1931-32 - 10° nel girone A della Prima Divisione.
  • 1932-33 - Si ritira alla 5ª giornata di ritorno del girone C della Prima Divisione.
  • 1933 - Riammessa in Prima Divisione, non si iscrive al campionato: club inattivo.
  • 1934 - Il club viene rifondato e assume la denominazione Associazione Fascista Calcio Mestre; si iscrive al campionato di Terza Divisione Veneta.
  • 1934-35 - 2° nel girone A della Terza Divisione Veneta, 2° nel girone finale veneto. Ammesso alla nuova Prima Divisione Veneta.
  • 1935-36 - 9° nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1936-37 - 8° nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1937-38 - 2° nel girone A della Prima Divisione Veneta, 1° al girone finale. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C.
  • 1938-39 - 9° nel girone A di Serie C per peggior quoziente reti.
  • 1939-40 - 2° nel girone A di Serie C.

  • 1940-41 - 8° nel girone A di Serie C.
  • 1941-42 - 7° nel girone A di Serie C per peggior quoziente reti.
  • 1942-43 - 9° nel girone B di Serie C.
  • 1943-44 - 5° nel girone A Veneto del Campionato Misto di Guerra.
  • 1944-45 - Club inattivo per motivi bellici.
  • 1945 - Ricostituzione del club con la nuova denominazione Unione Sportiva Mestrina; cambia il colore sociale marrone con l'arancione, essendo le divise in tale tinta le uniche reperibili a buon prezzo sul mercato.
  • 1945-46 - 1° nel girone B di Serie C Alta Italia, 1° nel girone A delle semifinali, vince la finale contro l'Asti. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie B.
  • 1946-47 - 18° nel girone B di Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C.
  • 1947-48 - 1° nel girone H della Lega Nord di Serie C. Ammesso in Serie C nazionale.
  • 1948-49 - 4° nel girone B di Serie C.
  • 1949-50 - 14° nel girone B di Serie C, vincendo gli spareggi con Pro Gorizia e Luparense.

  • 1950-51 - 11° nel girone B di Serie C.
  • 1951-52 - 12° nel girone B di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in IV Serie.
  • 1952-53 - 2° nel girone C della IV Serie.
  • 1953-54 - 2° nel girone D della IV Serie.
  • 1954-55 - 1° nel girone C della IV Serie, vince la finale del Nordest contro la Marzoli. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C. Perde al sorteggio[6] la finale per il titolo col BPD Colleferro.
  • 1955-56 - 13° in Serie C.
  • 1956-57 - 6° in Serie C.
  • 1957-58 - 16° in Serie C.
  • 1958-59 - 14° nel girone A di Serie C.
  • 1959-60 - 15° nel girone A di Serie C.

  • 1960-61 - 9° nel girone A di Serie C.
  • 1961-62 - 3° nel girone A di Serie C.
  • 1962-63 - 4° nel girone A di Serie C.
  • 1963-64 - 10° nel girone A di Serie C.
  • 1964-65 - 12° nel girone A di Serie C.
  • 1965-66 - 15° nel girone A di Serie C.
  • 1966-67 - 17° nel girone A di Serie C, Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie D.
  • 1967 - Riammessa in serie C dalla FIGC.
  • 1967-68 - 20° nel girone A di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie D.
  • 1968-69 - 7° nel girone C di Serie D.
  • 1969-70 - 6° nel girone C di Serie D.

  • 1970-71 - 9° nel girone C di Serie D.
  • 1971-72 - 2° nel girone C di Serie D.
  • 1972-73 - 3° nel girone C di Serie D.
  • 1973-74 - 1° nel girone C di Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C.
  • 1974-75 - 19° nel girone A di Serie C. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie D.
  • 1975-76 - 6° nel girone C di Serie D.
  • 1976-77 - 2° nel girone C di Serie D.
  • 1977-78 - 2° nel girone C di Serie D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C2.
  • 1978-79 - 7° nel girone C di Serie C2.
  • 1979-80 - 5° nel girone B di Serie C2.

  • 1980 - L'U.S. Mestrina cambia denominazione in Associazione Calcio Mestre.
  • 1980-81 - 4° nel girone B di Serie C2.
  • 1981-82 - 2° nel girone B di Serie C2 battendo allo spareggio la Vigor Senigallia. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C1.
  • 1982-83 - 16° nel girone A di Serie C1. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie C2.
  • 1983-84 - 3° nel girone B di Serie C2.
  • 1984-85 - 8° nel girone B di Serie C2.
  • 1985-86 - 9° nel girone B di Serie C2.
  • 1986-87 - 3° nel girone B di Serie C2.
  • 1987 - L'A.C. Mestre viene acquistata da Maurizio Zamparini, già presidente del Venezia, che fonde le due realtà societarie: nasce il Calcio Venezia-Mestre. Due anni dopo il nome Mestre sparisce dalla denominazione del club.

  • 1991 - L'Unione Sportiva La Malcontenta (6ª nel girone B della Promozione Veneto) cambia denominazione in Unione Sportiva Malcontenta-Mestrina
  • 1991-92 - 5° nel girone A dell'Eccellenza Veneto.
  • 1992-93 - 12° nel girone B dell'Eccellenza Veneto.
  • 1993 - L'U.S. La Malcontenta-Mestrina cambia denominazione in Mestre Calcio.
  • 1993-94 - 6° nel girone B dell'Eccellenza Veneto.
  • 1994-95 - 1° nel girone B dell'Eccellenza Veneto, Green Arrow Up.svg promosso al C.N.D.
  • 1995-96 - 1° nel girone D del C.N.D. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C2.
  • 1996-97 - 10° nel girone A di Serie C2.
  • 1997-98 - 9° nel girone A di Serie C2.
  • 1998-99 - 9° nel girone B di Serie C2.
  • 1999-00 - 9° nel girone B di Serie C2.

  • 2000-01 - 3° nel girone A di Serie C2, perde la finale play-off promozione contro la Triestina.
  • 2001-02 - 12° nel girone B di Serie C2.
  • 2002-03 - 14° nel girone A di Serie C2, perde i play-out contro la Pro Vercelli. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie D.
  • 2003 - Il Mestre Calcio fallisce: la tradizione sportiva passa alla neonata Associazione Sportiva Mestre, che si iscrive in Terza Categoria
  • 2003-04 - 2° nel girone A Veneziano di Terza Categoria. Green Arrow Up.svg Promosso in Seconda Categoria Veneto vincendo i play-off provinciali.
  • 2004 - L'U.S. Trivignano cambia denominazione in Associazione Calcio Mestre Associazione Sportiva Dilettantistica.[7]
  • 2004-05 - 1° nel girone M della Seconda Categoria.
  • 2005 - Si fonde con l'A.C. Martellago, militante in promozione, divenendo Associazione Calcio Mestre.[8]
  • 2005-06 - 11° nel girone C della Promozione Veneto.
  • 2006-07 - 13° nel girone C della Promozione Veneto, perde i play-out contro la Miranese. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Prima Categoria.
  • 2007-08 - 4° nel girone G della Prima Categoria Veneto, vince i play-off. Green Arrow Up.svg Promosso in Promozione.
  • 2008-09 - 6° nel girone C della Promozione Veneta.
  • 2009-10 - 12° nel girone D della Promozione Veneta, perde i play-out. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Prima Categoria.

  • 2010-11 - 13° nel girone G della Prima Categoria Veneta.
  • 2011-12 - 3° nel girone H della Prima Categoria Veneta.
  • 2012-13 - 11° nel girone H della Prima Categoria Veneta.
  • 2013-14 - 10° nel girone H della Prima Categoria Veneta.
  • 2014-15 - 3° nel girone H della Prima Categoria Veneta. Vince la Coppa regionale di Prima Categoria. Green Arrow Up.svg Promosso in Promozione.
  • 2015 - Si trasferisce a Spinea e cambia denominazione in A.S.D. F.C. Spinea 1966; contestualmente il F.C. Union Pro trasferisce la sua sede a Mestre e cambia denominazione in Società Sportiva Dilettantistica Associazione Calcio Mestre.[9]
  • 2015-16 - 8° nel girone C di Serie D.
  • 2016-17 - 1° nel girone C di Serie D Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C.
  • 2017 - Cambia denominazione in Associazione Calcio Mestre S.r.l.
  • 2017-2018 - nel girone B di Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1927-1945
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Dal 1945

All'atto della fondazione dell'Unione Sportiva Mestrina, nel 1927, essa adottò come colore sociale il granata[10], che rimase in uso fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. A conflitto concluso, non essendo più disponibili a Mestre maglie di colore granata, la dirigenza societaria optò per l'adozione di casacche color arancione, tonalità che tra quelle disponibili si avvicinava maggiormente al colore originario.[10] L'adozione delle nuove divise (abbinate di norma a pantaloncini neri) coincise con un periodo di successo per il Mestre, che nel 1946 conquistò la promozione in Serie B: la dirigenza decise pertanto di mantenere l'arancio-nero come colore identitario.[10]

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Versione alternativa dello stemmma sociale.

Storicamente lo stemma sociale del Mestre è costituito da uno scudo color arancione, contenente uno scudetto crociato con corona turrita (evocante lo stemma araldico di Mestre e la torre civica, simbolo del centro urbano) e la denominazione sociale, declinata negli anni con varie sigle e differenti caratteri tipografici.

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2016 l'inno ufficiale del Mestre è "Mestre vinci hai un cuore vero", del gruppo mestrino dei Phrenetic City.[11]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Francesco Baracca, Stadio comunale di Mogliano Veneto e Stadio Piergiovanni Mecchia.

Campo casalingo del Mestre è fin dalla fondazione lo stadio Francesco Baracca; inaugurato nel 1919 come terreno casalingo della previgente A.C. Mestre (una delle quattro società cittadine che si sarebbero poi fuse nel 1927 dando inizio alla corrente tradizione sportiva), esso sorge sul sito del vecchio ippodromo civico, definitivamente chiuso ed abbattuto tra il 1923 e il 1925[12]. Originariamente proprietà privata (della Società Anonima Pro Mestre, che ne aveva incentivato la costruzione), lo stadio venne ceduto al municipio di Venezia nel 1933, pochi anni dopo la soppressione del comune di Mestre e la relativa annessione al capoluogo regionale.[12]

L'impianto, intitolato al celebre aviatore romagnolo "asso" della prima guerra mondiale, venne più volte ristrutturato ed ampliato: agli albori del XXI secolo esso disponeva di quattro tribune, per una capienza massima omologata di 6 181 posti[13]. Nel corso del XX secolo, complici le regole meno restrittive sulla sicurezza e l'accesso agli spalti, la capacità di pubblico era ancora superiore: l'afflusso massimo si registrò in occasione di una partita del Mestre contro il Padova, per la quale vennero staccati 12 000 biglietti.[12]

Dal 1987 al 1991 l'impianto ospitò le gare interne del Venezia-Mestre, club nato dalla fusione tra i preesistenti Venezia e Mestre, avvenuta sotto l'egida del patròn Maurizio Zamparini. Nel 1991, allorché il Venezia-Mestre si trasferì al più capiente stadio Pierluigi Penzo, il Baracca venne scelto come campo casalingo dell'Unione Sportiva La Malcontenta, che nell'occasione mutò nome in Malcontenta-Mestrina e due anni dopo in Mestre Calcio, proclamandosi continuatrice della tradizione sportiva arancio-nera[12].

Lo stadio è considerato dalla popolazione locale un vero e proprio simbolo dell'identità mestrina, di grande importanza per la storia contemporanea della località,[14]: in più occasioni infatti sono avvenute mobilitazioni di cittadini per evitarne la demolizione[12]

Dal 2015 al 2017 lo stadio viene dichiarato inagibile, obbligando il Mestre a trasferirsi momentaneamente allo stadio comunale di Mogliano Veneto. Il "Baracca" è stato riaperto il 19 marzo 2017, previa esecuzione di lavori di ristrutturazione e riduzione della capienza a 1 999 posti, onde ottenere il nullaosta della locale Commissione di vigilanza sui locali di pubblico e spettacolo.[15]

La stagione 2017-2018 ha comportato un ulteriore spostamento per gli arancioneri, nuovamente impossibilitati a giocare al "Baracca" in quanto inagibile ai sensi delle norme del calcio professionistico italiano. In attesa di risolvere tale problema (con una più radicale ristrutturazione del vecchio campo oppure con la costruzione ex nihilo di una nuova struttura) il Mestre ha dunque adottato come campo interno lo stadio Piergiovanni Mecchia di Portogruaro.

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

La squadra svolge le proprie sedute di allenamento presso il centro sportivo di Zelarino.[4]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito internet ufficiale della società.[4]

Staff dell'area amministrativa
  • Italia Stefano Serena - Presidente
  • Italia Francesco Martucci - Direttore generale
  • Italia Marcello Benedetti - Direttore sportivo

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Di seguito l'elenco dei fornitori tecnici e degli sponsor ufficiali.

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • fino al 1999 ...
  • 1999-2000 Telethon[16]
  • 2000-2014 ...
  • 2014-2015 nessuno sponsor
  • 2015- ...Mestre a favore dei bambini...!!![17]

Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

Sulle divise della stagione 2015-2016 il Mestre reca la scritta ...Mestre a favore dei bambini...!!!; ciò nasce dall'impossibilità di associare alla squadra il marchio UNICEF, di cui il Barcelona dispone dell'esclusiva.[17]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'A.C. Mestre e Categoria:Presidenti dell'A.C. Mestre

Di seguito l'elenco degli allenatori e dei presidenti.[18][19]

Allenatori
Presidenti
  • 1927-1938 ...
  • 1938-1943 Italia Giuseppe Franchin
  • 1943-1944 ...
  • 1944-1945 campionati sospesi per motivi bellici.
  • 1945-1950 Italia Angelo Fabbian
  • 1950-1951 Italia Alfonso Allomi
  • 1951-1952 Italia Renzo Vidal
  • 1952-1955 Italia Angelo Fabbian
  • 1955-1956 Italia Domenico Preo
  • 1956-1957 Italia Lorenzo Fabris
  • 1957-1958 Comitato di reggenza
  • 1958-1961 Italia Casimiro Guarise
  • 1961-1962 Italia Gino Ceccarelle
  • 1962-1963 Italia Ivo Schiavon
  • 1963-1964 Italia Giovanni Bolgan
  • 1964-1965 Comitato di reggenza
  • 1965-1966 Comitato di reggenza
    Italia Tiziano Longhin (Comm. straord.)
  • 1966-1974 Italia Tiziano Longhin (Comm. straord.)
  • 1974-1979 Italia Erminio Moccatrozzo
  • 1979-1986 Italia Guido Robazza
  • 1986-1987 Italia Luciano Scantamburlo
  • 1987-1991 il club è inattivo.
  • 1991-1992 Italia Renzo Mognato e Italia Luciano Mognato
  • 1992-1993 Italia Luigi Liotto
  • 199?-1999 Italia Vittorio Testi
  • 1999-2000 Italia Luigi Dalla Costa
  • 2000-2002 Italia Giorgio Lucca Fabris
  • 2002-2003 Italia Ferdinando Ricciardi
  • 2003-2014 Italia Primo Marani
  • 2014- Italia Stefano Serena

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'A.C. Mestre

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni interregionali[modifica | modifica wikitesto]

1945-1946 (girone A), 1947-1948 (girone H)
1954-1955 (girone D)
1973-1974 (girone C), 2016-2017 (girone C)
1995-1996 (girone D)

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

1994-1995 (girone B)
2004-2005 (girone M)
  • Coppa Veneto: 1
2014-2015

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

secondo posto: 1981-1982 (girone B)
terzo posto: 1983-1984 (girone B), 1986-1987 (girone B), 2000-2001 (girone A)
secondo posto: 1939-1940 (girone A)
terzo posto: 1961-1962 (girone A)
secondo posto: 1952-1953 (girone C), 1953-1954 (girone D), 1971-1972 (girone C), 1976-1977 (girone C), 1977-1978 (girone C)
terzo posto: 1972-1973 (girone C)
terzo posto: 2011-2012 (girone H), 2014-2015 (girone H)
2003-2004 (girone A)
secondo posto: 1937-1938 (girone A)
terzo posto: 1930-1931 (girone C)
secondo posto: 1927-1928 (girone C), 1934-1935 (girone A)

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie B 1 1946-1947 1
Seconda Divisione 1 1928-1929 30
Prima Divisione 2 1931-1932 1932-1933
Serie C 26 1938-1939 2017-2018
Serie C1 1 1982-1983
Seconda Divisione 1 1929-1930 30
IV Serie 3 1952-1953 1954-1955
Serie D 11 1968-1969 2016-2017
Serie C2 15 1978-1979 2002-2003
Campionato Nazionale Dilettanti 1 1995-1996 1

Nel conteggio della Serie C sono considerate le prime annate in Prima Divisione, la C unica, la C1 e la C2. Sono escluse le annate prima del 1928, quelle dal 1933 al 1938, dal 1987 al 1995 e dal 2003 al 2015, nelle quali il Mestre ha partecipato ai tornei del Comitato Regionale Veneto o fu inattivo.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Associazione Calcio Mestre 2017-2018.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Alessandro Favaro
2 Italia D Giacomo Zanetti
3 Italia C Alessandro Fabbri
4 Nuova Zelanda C Nico Kirwan
5 Italia A Luca Lavagnoli
6 Italia D Andrea Boffelli
7 Italia C Stefano Casarotto
8 Italia C Andrea Boscolo Papo
9 Italia A Alberto Spagnoli
10 Brasile A Neto Pereira
11 Italia A Marco Beccaro
12 Italia P Gianmarco Zironelli
13 Italia D Armando Perna
14 Italia D Emanuele Politti
N. Ruolo Giocatore
15 Italia D Nicola Stefanelli
16 Italia C Alberto Rubbo
17 Brasile A Felipe Sodinha
18 Italia A Filippo Bonoldi
19 Italia D Matteo Gritti
20 Italia A Massimo Bussi
21 Italia A Nicolò Pozzebon
22 Tunisia P Aladin Ayoub
23 Italia A Dario Sottovia
24 Italia C Gianpietro Zecchin
26 Italia P Riccardo Gagno
Italia D Matteo Reale

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il principale gruppo ultras mestrino nacque una sera del febbraio 1986, con il nome di "Gruppo Autonomo Head Out Mestre".[20][21] Lo scopo della fondazione del gruppo era essenzialmente riportare l'entusiasmo in una piazza delusa in seguito alla retrocessione in Serie C1.[21] Gli Head Out non ebbero vita facile poiché solo un anno dopo la nascita si concretizzò la tanto criticata quanto controversa fusione tra la Mestrina e l'allora Calcio Venezia.[21] Sempre nel 1987, i gruppi ultras mestrini, dunque gli Head Out e i "Tower Supporter" decisero di seguire le sorti del Basket Mestre, che tuttavia sparì dal panorama cestistico nazionale nel 1989.[21] Da quel momento in poi gli Head Out cominciano a seguire le sorti delle principali società mestrine impegnate nei più svariati campi;[21] nel 1988 è la volta del FavaroMestre mentre nel 1989, sempre affiancati dai Tower Supporter, viene sostenuta la Voltan Volley Mestre, che conquista la promozione in Serie A2.[21] Nello stesso anno si svolge il secondo referendum per la scissione dei comuni di Mestre e Venezia: gli ultras sono parte attiva della campagna di sensibilizzazione per il Si, tuttavia il quorum non darà il risultato sperato.[21][22]

Nel 1991 rinasce il calcio a Mestre, con la nuova Malcontenta-Mestrina, che prende parte al campionato di Eccellenza.[21] Nel girone è inserito anche il Calcio Venezia Neroverde, formazione nata per volere dei sostenitori veneziani anti-unionisti;[21] il 21 ottobre 1991 dunque ritorna il derby della Serenissima allo stadio Baracca, che sarà partecipato da oltre 800 spettatori. Le due curve per l'occasione fraternizzano, unite dal sentimento di risentimento verso la fusione avvenuta 4 anni prima.[21]

Nel febbraio 1994 si svolge il terzo referendum per l'indipendenza di Mestre. Anche in questo caso, gli Head Out spingono per la scissione, che tuttavia non verrà raggiunta.[21][22] Nella stagione 1994-1995 le principali formazioni mestrine trionfano nei propri campionati e gli head Out verranno affiancati dagli "Ultras Mestre", che fanno il loro debutto in curva Oberdan nella partita contro il Mogliano.[21] Nel 1997 si ripresenta lo spettro di una fusione fra una formazione mestrina e una veneziana, questa volta in ambito cestistico fra i Bears Mestre e la Reyer Venezia, scongiurata dall'intervento del ultras mestrini.[21]

Gli ultras mestrini in curva Oberdan durante un derby col Venezia degli anni ottanta.

Con l'avvento del nuovo millennio, gli Head Out istituiscono una sezione dedicata alle nuove generazioni, i Giovanissimi, e nasce la sezione di Oriago.[21] In seguito al fallimento avvenuto nel 2003, i gruppi in curva si ritirano e dall'unione di intenti di alcuni ultras nasce la "Brigata Ultrà" (2004).[23] Altro gruppo da segnalare gli "Irriducibili Mestre 1929", che a differenza di altre fazione rifiutarono di seguire società mestrine diverse da quella storica anche durante il suo periodo più buio.[24]

Nel 2016 i gruppi ultras al seguito del Mestre sono la Brigata Ultrà e gli Orange Insanity, formatisi durante il campionato 2014-2015. La diversa espressione delle due fazioni - la prima nata durante il periodo dell'AC Mestre e la seconda durante quello della Mestrina - ha causato anche incomprensioni fra di esse.[25] Nella successiva stagione sportiva, a seguito della società mestrina, resteranno esclusivamente gli Orange Insanity come gruppo ultras, a cui si affiancherà il club "100% Arancioneri".

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

La tifoseria mestrina sostiene dei gemellaggi con gli ultras della Maceratese[24][26] e del Legnano[24]. Gli Orange Insanity hanno sviluppato un rapporto di amicizia con il gruppo East End dell'Atletico Morena (squadra dell'omonimo quartiere di Roma). Il capitolo rivalità è invece più districato. La principale è sicuramente quella con i concittadini del Venezia;[27] mestrini e veneziani risultano spesso, per le ragioni più svariate, in conflitto da sempre, sia per ragioni di puro campanile sia di interesse politico che ovviamente sportivo.[22][27] Tuttavia, in seguito alla fusione avvenuta nel 1987, le due fazioni si trovarono in certe occasioni a fraternizzare, unite dal risentimento comune.[21]

Altra rivalità storica è quella con i trevigiani; anche in questo l'astio affonda le proprie radici nel campanilismo storico fra le due città.[28][29] Con la tifoseria del Padova la rivalità si sviluppò nel 2001 e fu caratterizzata subito da cruenti scontri fra le due fazioni.[26][30]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Data l'inagibilità dello Stadio Francesco Baracca di Mestre
  2. ^ a b c De Min, 1990, op. cit.
  3. ^ a b c Zane, 2008, op. cit.
  4. ^ a b c COMUNICATO UFFICIALE CONGIUNTO FC UNION PRO E AC MESTRE, www.fcunionpro.com, 11 giugno 2015.
  5. ^ COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO UNION PRO-AC MESTRE, www.mestrecalcio.it, 11 giugno 2015.
  6. ^ Effettuato tramite lancio di una monetina con scelta "testa" o "croce".
  7. ^ CAMBIO DI DENOMINAZIONE SOCIALE (PDF), http://www.figc.it/, 2004. URL consultato il 12 novembre 2016.
  8. ^ CAMBIO DI DENOMINAZIONE SOCIALE (PDF), http://www.figc.it/, 2005. URL consultato il 7 agosto 2016.
  9. ^ COMUNICATO UFFICIALE N. 14 del 31/07/2015 (PDF), http://www.figcvenetocalcio.it/, 31 luglio 2015. URL consultato l'8 aprile 2017.
  10. ^ a b c Le maglie andarono perdute in guerra: così si passò dal granata all'arancione, http://www.ilgazzettino.it/, 10 agosto 2015. URL consultato il 26 agosto 2015.
  11. ^ Phrenetic City from Mestre, http://www.artisttrove.com/. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  12. ^ a b c d e La storia dello stadio di Mestre, http://www.falquidellastrada.it/, 22 luglio 2009. URL consultato il 26 agosto 2015.
  13. ^ Stadio Francesco Baracca, http://www.comune.venezia.it/. URL consultato il 26 agosto 2015.
  14. ^ Stadio “Baracca”, la partita si gioca anche sulla dignità della città di Mestre, http://www.bellatisindaco.it/, 6 maggio 2015. URL consultato il 26 agosto 2015.
  15. ^ C’è l’okay: il Mestre torna nel suo “Baracca”, http://nuovavenezia.gelocal.it/, 22 febbraio 2017. URL consultato l'11 marzo 2017.
  16. ^ a b Mestre 1999-2000, https://www.facebook.com, 21 giugno 2015. URL consultato il 25 agosto 2015.
  17. ^ a b c Calcio. Storia e solidarietà nella nuova maglia dell’Ac Mestre, http://nuovavenezia.gelocal.it/, 28 luglio 2015. URL consultato il 25 agosto 2015.
  18. ^ Calcio Mestre, http://www.calciovenezia.com/, 27 agosto 2015.
  19. ^ Almanacchi illustrati del calcio.
  20. ^ Niero, 1996, op. cit.
  21. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Storia: Head Out Mestre '86, http://www.ultrasinside.it/. URL consultato il 26 agosto 2015.
  22. ^ a b c Venezia-Mestre, niente divorzio, http://ricerca.repubblica.it/, 17 novembre 2003. URL consultato il 26 agosto 2015.
  23. ^ Storia Brigata Ultrà, http://digilander.libero.it/brigataultramestre/. URL consultato il 26 agosto 2015.
  24. ^ a b c Gli "Irriducibili": «Simpatia si, ma per noi esiste solo Mestre», http://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/, 21 settembre 2003. URL consultato il 26 agosto 2015.
  25. ^ In Serie D una poltrona per due, Corriere del Veneto, 8 settembre 2015. URL consultato il 24 marzo 2016.
  26. ^ a b LA GENESI: IL CLUB MAGICO PADOVA, http://tribunafattori.altervista.org/. URL consultato il 26 agosto 2015.
  27. ^ a b Zamparini: «La fusione? Che fesseria», http://nuovavenezia.gelocal.it/, 2 luglio 2012. URL consultato il 26 agosto 2015.
  28. ^ Derby ad alto rischio: il Treviso a Mestre senza tifosi, http://tribunatreviso.gelocal.it/, 29 gennaio 2015. URL consultato il 26 agosto 2015.
  29. ^ Tifosi aggrediti, caccia agli ultras violenti, http://nuovavenezia.gelocal.it/, 4 novembre 2014. URL consultato il 26 agosto 2015.
  30. ^ La tifoseria del Padova…, http://www.pianetaempoli.it/, 23 febbraio 2013. URL consultato il 26 agosto 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Augusto Berton, Vito Caon, Mestre, 1999.
  • Claudio De Min, Cinquantanove anni di storia del calcio Mestre, Mestre, Comune di Venezia. Assessorato allo Sport, 1990.
  • Giovanni Niero, Head Out Mestre: 10 anni della nostra storia, Mestre, Giovanni Niero, 1996.
  • Umberto Zane, Un ruggito lungo un secolo, cento anni di calcio a Venezia e a Mestre, Venezia, Matteo Editore, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]