Associazione Calcio Mestre

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AC Mestre
Calcio Football pictogram.svg
Acmestrestemma.jpg
Il piccolo Torino
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali Arancione e Nero.svg Arancione-nero
Simboli Torre
Dati societari
Città Venezia (Mestre)
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie D
Fondazione 1927
Rifondazione 1934
Rifondazione 1991
Rifondazione 2003
Presidente Italia Stefano Serena
Allenatore Italia Francesco Feltrin
Stadio Stadio comunale (Mogliano Veneto) [1]
(2 300 posti)
Sito web www.mestrecalcio.it
Palmarès
Si invita a seguire il modello di voce

L'Associazione Calcio Mestre è una società calcistica italiana con sede nella città di Mestre, località del comune di Venezia. Nella stagione 2015-2016, in seguito a complesse vicende societarie, parteciperà alla Serie D.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Già ai primi del novecento a Mestre si gioca a calcio, o meglio a football come si diceva in quel periodo. La prima sezione calcio è della Società Ginnastica Marziale di Mestre, cositutita nel 1905. Nel 1909, invece, avviene la fondazione del Mestre Foot-Ball Club che però non si affilia alla F.I.G.C. se non nel 1919. Nell'immediato dopoguerra le società principali erano due: A.C. Mestre (nuova denominazione del Mestre Foot-Ball Club) e Spes Mestre. Si giocava in un campo attaccato al cinema Concordia, praticamente confinante con piazza Sicilia (piazzale Donatori di Sangue). Il primo derby ufficiale è del 1919, giocato tra Mestre e Spes, e fu vinto 2 - 0 dal Mestre (Coppa Beccari). Nel 1925, il campo sportivo Francesco Baracca (nell'omonima via) con l'inaugurazione ufficiale divenne il riferimento sia dell'A.C. Mestre che dei suoi sostenitori. Nel 1927, presso la sede del Coni, si decise per una fusione fra le quattro maggiori rappresentative di Mestre (che dal 1926 era diventata un quartiere di Venezia). Nacque così l'U.S. Mestrina, . Nella stagione 1938-1939 la Mestrina disputò il suo primo campionato di Serie C, categoria nella quale militò fino all'interruzione dei campionati del 1943.[2][3]

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1946 la squadra, dopo aver dominato il campionato di Serie C e aver sconfitto nettamente, nelle finali della Lega Interregionale Nord, l'Asti (0-0 e 7-2 i risultati), ottenne la promozione in Serie B per la stagione 1946-1947.

In questa annata la squadra fu in competizione con: Parma, Lucchese, Padova, Hellas Verona, Ancona, Pisa, Udinese, Reggiana, Piacenza ed altre ancora. Il campionato per la squadra arancione partì alla grande: dopo 13 giornate era solitaria in vetta alla classifica e per il suo gioco venne soprannominata piccolo Torino. Tuttavia nel seguito collezionò diverse sconfitte e retrocesse.

Classificandosi al primo posto del campionato di Serie C 1947-1948, torneo in cui non erano previste promozioni a causa della riforma dei tornei voluta dalla F.I.G.C., la Mestrina fu ammessa alla nuova Serie C (detta C nazionale perché strutturata su 4 gironi nazionali), categoria nella quale militò fino al 1951-1952, anno in cui ci fu una nuova riforma che introdusse la serie C a girone unico; la squadra arrivò 12ª nel girone B collezionando 30 punti, che non bastarono ad evitare la retrocessione in IV Serie.

Nella stagione 1954-1955 la Mestrina vinse il proprio girone e, alle fase finali, batté la Marzoli e, dopo aver perso al sorteggio la finale per il titolo 1954-55 col B.P.D. Colleferro, viene promossa nella Serie C a girone unico.

Nella stagione successiva la squadra incontrò grandi piazze calcistiche, come la Sambenedettese, il Catanzaro, il Siracusa, la Cremonese e la rivale Venezia. L'annata si concluse con la salvezza.

Stesso obbiettivo venne centrato nelle annate successive, nelle quali gli arancioneri si scontrarono con club importanti come Livorno, Salernitana, Reggina.

Tra alti e bassi (solo la stagione 1961-1962 portò risultati sopra la media) la squadra rimase in terza serie (che ne frattempo si era divisa in gironi), fino alla nuova retrocessione alla fine della stagione 1967-1968.

Nel 1973-1974 dominò il girone C di serie D e tornò in terza serie. L'esperienza però durò solo un anno, e solo alle fine degli anni settanta la squadra riuscì a tornare tra i professionisti.

Gli anni ottanta e l'ottimo periodo del presidente Robazza[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979 la Mestrina fu rilevata dall'industriale Guido Robazza che aveva alle spalle molti anni di esperienza alla guida della Pro Mogliano (che sotto la sua guida aveva giocato sempre nel massimo campionato regionale del tempo e che divenne una società satellite della prima). Nell'estate del 1980 Robazza modificò il nome della Mestrina in Associazione Calcio Mestre. Questo presidente (già amatissimo a Mogliano dove aveva maturato 15 anni di esperienza nel mondo del calcio) dimostrò durante la sua lunga presidenza (dal campionato 1979-80 a quello 1986-1987), grandi capacità anche nella terraferma veneziana e con lui alla guida la squadra arancione militò sempre nei campionati professionistici con ottimi risultati, raggiungendo nuovamente anche la terza serie del calcio italiano.

Nella stagione 1979-1980, l'A.C. Mestre disputò un buon campionato e si classificò al sesto posto, davanti al Venezia. L'anno successivo la squadra puntava alla Serie C1, ma arrivò solo quarta, dietro al Padova, alla Civitanovese e alla Maceratese.

Nella stagione 1981-1982 arrivò la storica promozione in Serie C1; il Mestre arrivò secondo a pari merito con la Vigor Senigallia, dietro all'Ancona, e vinse lo spareggio contro i marchigiani.
Nello stesso girone retrocesse il Venezia.

La stagione 1982-1983 fu avara di successi e gli arancio-neri retrocessero nuovamente. Nelle quattro stagioni successive il Mestre del presidente Robazza ritentò invano la risalita in C1 arrivando per ben due volte terza, a pochi punti dalla promozione, piazzandosi per tutti gli anni ottanta in classifica davanti al Venezia.

La controversa e sofferta incorporazione nel Calcio Venezia[modifica | modifica wikitesto]

Il 1987 fu l'anno della svolta e del cambiamento. Guido Robazza cedette la società a Gianni Pagotto, che a sua volta la girò a Maurizio Zamparini, il quale già aveva acquistato la storica rivale Associazione Calcio Venezia fondata nel 1907.
Il Venezia infatti, che era allora di proprietà di Luciano Mazzuccato, non avrebbe potuto iscriversi al campionato di Serie C2 a causa di problemi finanziari, per cui a luglio Zamparini ne acquisì le quote azionarie (salvando la società lagunare da un sicuro fallimento) e, una volta rilevato anche il Mestre, fuse le due squadre incorporando il Mestre all'interno del club lagunare. La nuova società, che aveva sede a Mestre e disputava le partite casalinghe allo stadio Baracca, cedette il titolo sportivo dello storico Calcio Mestre al fallito Palermo (che poté così ripartire dalla Serie C2), e assunse come nuovi colori sociali dapprima colori neutrali, poi l'arancione, il nero ed il verde.

L'unione delle due squadre professionistiche del Comune (agitato in quegli anni anche da due referendum "secessionisti") determinò numerose e avverse reazioni negli ambienti dei due centri, in particolare a Venezia dove, per reazione al trasferimento di società e campo di gioco a Mestre, venne subito costituita una squadra chiamata Calcio Venezia che riuscì a conquistare l'attuale Serie D già nel 1989, mentre in terraferma le cose sembravano funzionare maggiormente. Vale comunque la pena di ricordare che reazioni contrarie ci furono anche in terraferma e infatti il Favaro, che militava in Promozione Veneta (l'allora massima serie a livello regionale perché l'Eccellenza non esisteva ancora), assunse in quegli anni la denominazione Favaromestre pur mantenendo i propri colori sociali ufficiali (diventarono arancionere solo le divise della prima squadra che continuò a giocare a Favaro Veneto).

Due anni dopo la fusione, ufficialmente per motivi dettati da ragioni di immagine e prestigio (oggettivamente il Venezia godeva di una migliore tradizione con numerosi campionati di serie A e B alle spalle e un palmarès che poteva sfoggiare la conquista di una Coppa Italia) la società riassunse la denominazione di Associazione Calcio Venezia 1907, scontentando non poco la tifoseria di origine mestrina che avrebbe gradito un nome - tipo Unione Calcio Venezia - che avesse richiamato maggiormente la fusione delle due società avvenuta pochi anni prima. Nonostante il cambio di nome, la sede del club e lo stadio per le gare casalinghe rimasero a Mestre e vennero mantenuti i medesimi colori sociali.

Nella stagione 1990-1991, la terza con Zamparini presidente, dopo uno spareggio per il secondo posto giocato a Cesena e vinto contro il Como gli arancioneroverdi conquistarono la Serie B, confermando quanto auspicato dal patron all'atto dell'unione delle due società professionistiche del Comune di Venezia.

A causa della insufficiente capienza dello stadio Baracca di Mestre per la nuova categoria (compresso tra gli edifici della città e per il quale era ed è oggettivamente impossibile un ampliamento), venne deciso di ristrutturare e ampliare (eliminando la pista di atletica) lo Stadio Pierluigi Penzo di Venezia, dove la squadra si trasferì per giocare tra i cadetti, a 23 anni dall'ultima apparizione del Venezia e dopo l'unico campionato di serie B del Mestre nel 1946-47.

La rinascita ed il primo derby degli antiunionisti[modifica | modifica wikitesto]

A causa del tentativo da parte di Zamparini di ridurre le dimensioni dell'arancione presente sulle maglie e, soprattutto, la disponibilità dello storico stadio Baracca dopo che la squadra arancioneroverde era tornata allo stadio di Venezia, i fratelli Mognato, imprenditori di Malcontenta, cercano di ridare vita fattivamente al Calcio Mestre, attraverso il "La Malcontenta" che nella stagione 1991-1992 giocata in Eccellenza Veneto diventa ufficialmente Malcontenta-Mestrina. Proprio in quell'anno è possibile registrare il primo derby tra le squadre e i tifosi antiunionisti di Mestre e Venezia, che si ritrovarono in 800 allo stadio Baracca per l'incontro di cartello tra il Calcio Venezia Neroverde e il Malcontenta-Mestrina. Le tifoserie, un tempo accomunate da un odio reciproco, si ritrovarono a fraternizzare esponendo alcuni striscioni passati alla storia con scritte come "bentornato derby" e "meglio pochi ma buoni che servi dei Mercatoni" (quest'ultimo riferimento esplicito ai Mercatone Emmezeta di proprietà del patron Maurizio Zamparini).

Risorge il Calcio Mestre[modifica | modifica wikitesto]

Dalla stagione 1992-93, la squadra del Malcontenta-Mestrina tornò ad essere semplicemente Mestre, vincendo nel 1994-95 il Campionato Veneto di Eccellenza e, nella successiva stagione, il Campionato Nazionale Dilettanti. Dopo meno di dieci anni dalla fusione, il Mestre riapprodava in serie C2 tra i professionisti.

Dopo numerosi campionati tra i professionisti, nella stagione 2000-2001 il Mestre arrivò terzo dopo un'annata da incorniciare. Giocò la semifinale play-off contro la Pro Vercelli, conquistandosi la finale contro la Triestina, ma non riuscì a vincere la sfida con gli alabardati e a tornare in serie C1.

Il fallimento e la rinascita[modifica | modifica wikitesto]

Due stagioni dopo, nel 2002-03, la squadra retrocesse in Serie D dopo i play-out persi contro la Pro Vercelli; ma, a causa di problemi finanziari che la portarono al fallimento, non riuscì a prendere parte al successivo campionato, concludendo la sua avventura dopo quasi dieci anni di professionismo.

Grazie alla passione di Primo Marani dalle sue ceneri nacque l'Associazione Sportiva Mestre 2003, costretta a ripartire dalla Terza Categoria. In due anni, grazie a due campionati vincenti la nuova società riuscì a riconquistare la Prima Categoria, categoria nella quale però non giocò, in quanto riuscì ad acquisire i diritti di un'altra società e a salire direttamente nella Promozione.

Nella stagione 2006-2007 la squadra retrocesse sul campo dopo i play-out e l'anno dopo risalì subito. Dalla stagione 2010-2011 milita in Prima Categoria.

Nel giugno 2015 si susseguono una serie di complesse vicende societarie che sfruttano le disposizioni ammesse dalle NOIF (norme organizzative interne federali) della FIGC, ma talvolta a causa della loro complessità sono fraintese dai non addetti ai lavori. Tali variazioni sono riassunte nel comunicato nr.14 della FIGC Veneto emesso il 31 luglio 2014. La società mestrina muta la propria sede sociale trasferendosi a Spinea e cambiando il proprio nome in FC Spinea 1966 (matricola federale inalterata), la società Mestrina 1929 Football Club, l'altra squadra di Mestre, militante nel girone B dell'Eccellenza Veneto trasferisce la propria sede a Mogliano Veneto e muta il proprio nome in FC Union Pro (mantenendo la matricola federale della Mestrina 1929) e infine l'Union Pro di Mogliano si trasferisce a Mestre cambiando il proprio nome in Associazione Calcio Mestre. Quest'ultima squadra, che mantiene la vecchia matricola federale della squadra moglianese, militerà in Serie D, ottenendo di fatto la partecipazione di una squadra mestrina alla Serie D 2015-2016, 20 anni dopo l'ultima volta.[4][5]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Associazione Calcio Mestre
  • 1905: La Società Ginnastica Marziale di Mestre costituisce la sua Sezione Calcio.
  • 1907: Partecipa al Campionato F.G.I. del 1907 venendo sconfitta in finale dal Vicenza (1-4).
  • 1909: Alcuni ex atleti della Soc.Ginnastica Marziale fondano il Mestre Foot-Ball Club. La prima amichevole si svolse a Treviso il 29 agosto.
  • 1911: Assorbe alcuni giocatori provenienti dal Volontari F.C. Venezia, club scomparso dopo la stagione 1913-14.
  • 1911/15: Disputa solo amichevoli e non si affilia alla F.I.G.C..
  • 1915/18: Inattiva a causa dello conflitto mondiale.
  • 1919: Ricostituita con la nuova denominazione A.C. Mestre e affiliata alla F.I.G.C. viene ammessa al campionato di Promozione Veneta.
  • 1919-20: 7° nella Promozione Veneta.
  • 1920-21: 1° nel girone A della Promozione Veneta, 1° nella semifinale, battuto in finale dalla Legnaghese 0-1.
  • 1921-22: 4° nel girone A della Promozione Veneta.
  • 1922-23: 1° nel girone B della Terza Divisione Veneta, 2° nelle finali.
  • 1923-24: 2° nel girone A della Terza Divisione Veneta.
  • 1924-25: 7° nel girone B della Terza Divisione Veneta.
  • 1925-26: 5° nel girone B della Terza Divisione Veneta.
  • 1926-27: 6° nel girone C della Terza Divisione Veneta.

  • 1927: Dalla fusione dell'A.C. Mestre con il Mestre F.B.C., Spes e Libertas (le ultime 2 appartenenti all'ULIC veneziano) nasce la Unione Sportiva Mestrina.
  • 1927-28: 2° nel girone C della Terza Divisione Veneta. La Mestrina è successivamente ammessa alla Seconda Divisione Nord.
  • 1928-29: 6° nel girone F della Seconda Divisione Nord.
  • 1929-30: 10° nel girone D della Seconda Divisione Nord.
  • 1930-31: 3° nella Seconda Divisione Giuliana, 1° nel girone C delle finali. Promossa in Prima Divisione.
  • 1931-32: 10° nel girone A della Prima Divisione.
  • 1932-33: Si ritira alla 5ª giornata di ritorno del girone C della Prima Divisione.
  • 1933: È riammessa in Prima Divisione ma non si iscrive al campionato rimanendo inattiva.
  • 1934: Viene rifondata con la nuova denominazione Associazione Fascista Calcio Mestre e iscritta al campionato di Terza Divisione Veneta.
  • 1934-35: 2° nel girone A della Terza Divisione Veneta, 2° nel girone finale veneto, è ammesso alla nuova Prima Divisione Veneta.
  • 1935-36: 9° nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1936-37: 8° nel girone A della Prima Divisione Veneta.
  • 1937-38: 2° nel girone A della Prima Divisione Veneta, 1° al girone finale. Promosso in Serie C.
  • 1938-39: 9° nel girone A della Serie C per peggior quoziente reti.
  • 1939-40: 2° nel girone A della Serie C.
  • 1940-41: 8° nel girone A della Serie C.
  • 1941-42: 7° nel girone A della Serie C a causa del quoziente reti.
  • 1942-43: 9° nel girone B della Serie C.
  • 1943-44: 5° nel girone A Veneto del Campionato Misto di Guerra.
  • 1944-45: Inattivo per motivi bellici.
  • 1945: Ricostituita con la nuova denominazione Unione Sportiva Mestrina, lascia le maglie marroni per quelle arancioni, le uniche reperibili a buon prezzo sul mercato.
  • 1945-46: 1° nel girone B della Serie C Alta Italia, 1° nel girone A delle semifinali, batte l'Asti in finale. Promossa in Serie B.
  • 1946-47: 18° nel girone B della Serie B. Retrocessa in Serie C.
  • 1947-48: 1° nel girone H della Lega Nord di Serie C. Ammessa in C nazionale.
  • 1948-49: 4° nel girone B della Serie C.
  • 1949-50: 14° nel girone B della Serie C vincendo gli spareggi con Pro Gorizia e Luparense.
  • 1950-51: 11° nel girone B della Serie C.
  • 1951-52: 12° nel girone B della Serie C. Retrocessa in IV Serie.
  • 1952-53: 2° nel girone C della IV Serie.
  • 1953-54: 2° nel girone D della IV Serie.
  • 1954-55: 1° nel girone C della IV Serie; vince la finale del Nordest con la Marzoli. Promossa in Serie C. Perde al sorteggio[6] la finale per il titolo col BPD Colleferro.
  • 1955-56: 13° in Serie C.
  • 1956-57: 6° in Serie C.
  • 1957-58: 16° in Serie C.
  • 1958-59: 14° nel girone A della Serie C.
  • 1959-60: 15° nel girone A della Serie C.
  • 1960-61: 9° nel girone A della Serie C.
  • 1961-62: 3° nel girone A della Serie C.
  • 1962-63: 4° nel girone A della Serie C.
  • 1963-64: 10° nel girone A della Serie C.
  • 1964-65: 12° nel girone A della Serie C.
  • 1965-66: 15° nel girone A della Serie C.
  • 1966-67: 17° nel girone A della Serie C, riammessa dalla FIGC.
  • 1967-68: 20° nel girone A della Serie C, retrocessa in Serie D.
  • 1968-69: 7° nel girone C della Serie D.
  • 1969-70: 6° nel girone C della Serie D.
  • 1970-71: 9° nel girone C della Serie D.
  • 1971-72: 2° nel girone C della Serie D.
  • 1972-73: 3° nel girone C della Serie D.
  • 1973-74: 1° nel girone C della Serie D. Promossa in Serie C.
  • 1974-75: 19° nel girone A della Serie C, retrocessa in Serie D.
  • 1975-76: 6° nel girone C della Serie D.
  • 1976-77: 2° nel girone C della Serie D.
  • 1977-78: 2° nel girone C della Serie D. Promossa in Serie C2.
  • 1978-79: 7° nel girone C della Serie C2.
  • 1979-80: 5° nel girone B della Serie C2.
  • 1980: Cambia la denominazione in Associazione Calcio Mestre.
  • 1980-81: 4° nel girone B della Serie C2.
  • 1981-82: 2° nel girone B della Serie C2 battendo allo spareggio la Vigor Senigallia. Promossa in Serie C1.
  • 1982-83: 16° nel girone A della Serie C1. Retrocessa in Serie C2.
  • 1983-84: 3° nel girone B della Serie C2.
  • 1984-85: 8° nel girone B della Serie C2.
  • 1985-86: 9° nel girone B della Serie C2.
  • 1986-87: 3° nel girone B della Serie C2.
  • 1987: La società viene acquistata da Maurizio Zamparini, presidente del Calcio Venezia, che fuse le due squadre dando vita all'Unione Calcio Venezia-Mestre. Dopo appena due anni il nome Mestre sparisce dalla denominazione del club.

  • 1991: Rinasce il calcio a Mestre grazie all'U.S. La Malcontenta (6a nel girone B della Promozione) che cambia denominazione in U.S. Malcontenta-Mestrina e che due anni dopo diventa semplicemente Mestre Calcio.
  • 1991-92: 5° nel girone A dell'Eccellenza Veneto.
  • 1992-93: 12° nel girone B dell'Eccellenza Veneto.
  • 1993-94: 6° nel girone B dell'Eccellenza Veneto.
  • 1994-95: 1° nel girone B dell'Eccellenza Veneto, promosso al C.N.D.
  • 1995-96: 1° nel girone D del C.N.D. Promosso in Serie C2.
  • 1996-97: 10° nel girone A della Serie C2.
  • 1997-98: 9° nel girone A della Serie C2.
  • 1998-99: 9° nel girone B della Serie C2.
  • 1999-00: 9° nel girone B della Serie C2.
  • 2000-01: 3° nel girone A della Serie C2., perde la finale play-off per accedere in Serie C1 contro la Triestina.
  • 2001-02: 12° nel girone B della Serie C2.
  • 2002-03: 14° nel girone A della Serie C2, perde i play-out contro la Pro Vercelli e retrocede, ma in estate la società fallisce.
  • 2003: Nasce l'Associazione Sportiva Mestre.
  • 2003-04: 2° nel girone A Veneziano di Terza Categoria, è promosso in Seconda Categoria Veneto vincendo i play-off provinciali.
  • 2004: Cambia denominazione in A.C. Mestre.[7]
  • 2004-05: 1° nel girone M della Seconda Categoria. Si fonde con l'A.C. Martellago acquisendone la categoria di merito, la Promozione.
  • 2005-06: 11° nel girone C della Promozione Veneto.
  • 2006-07: 13° nel girone C della Promozione Veneto, perde i play-out contro la Miranese ed è retrocesso in Prima Categoria.
  • 2007-08: 4° nel girone G della Prima Categoria Veneto, vince i play-off ed è promosso in Promozione.
  • 2008-09: 6° nel girone C della Promozione Veneta.
  • 2009-10: 12° nel girone D della Promozione Veneta, perde i play-out ed è retrocesso in Prima Categoria.
  • 2010-11: 13° nel girone G della Prima Categoria Veneta.
  • 2011-12: 3° nel girone H della Prima Categoria Veneta.
  • 2012-13: 11° nel girone H della Prima Categoria Veneta.
  • 2013-14: 10° nel girone H della Prima Categoria Veneta.
  • 2014-15: 3° nel girone H della Prima Categoria Veneta. Vince la Coppa Regionale di Prima Categoria ed è promosso in Promozione.
  • 2015 - Si trasferisce a Spinea diventando F.C. Spinea 1966, l'F.C. Union Pro si trasferisce a Mestre e cambia nome in Associazione Calcio Mestre.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La divisa utilizzata fino al 1945.
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
La storica divisa arancionera.

Il colore originario dell'allora Unione Sportiva Mestrina era il granata.[8] Durante il secondo conflitto mondiale andarono perdute le divise da gioco e a metà degli anni quaranta si optò per nuove casacche color arancione, tonalità che più di altre si avvicinava al colore originario.[8] Le nuove divise portarono fortuna ai veneti che nel 1946 conquistarono la promozione in Serie B, cosicché la dirigenza fu contraria a ritornare al colore originario.[8]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Francesco Baracca.

Il primo campo da gioco della società mestrina fu un campo attaccato al cinema Concordia e confinante con Piazza Sicilia, che ben presto risultò inadeguato per soddisfare il sempre crescente interesse per il football in città.[9] Dunque, il 9 novembre 1923 la Società Anonima Pro Mestre acquistò un terreno tra la rotonda di Viale Garibaldi e via Ca’ Rossa, acquistato a suo tempo nel 1896 dalla Società Veneta di Sport, sul quale venne costruito un'impianto adeguato.[9] Lo stadio venne inaugurato il il 14 giugno 1925.[9] Il campo da gioco inizialmente era circondato da un velodromo e gli spettatori prendevano posto su una tribunetta in legno.[9] La prima partita ufficiale si svolse nel 1919 tra l'AC Mestre e la Spes, valida per la Coppa Beccari, in memoria di un atleta mestrino caduto in guerra.[9]

Lo stadio fu ceduto dalla Società Anonima Pro Mestre al Comune di Venezia nel 1933, pochi anni dopo l'annessione di Mestre a Venezia.[9] Il record di spettatori è stato stabilito in una partita contro il Padova quando furono venduti oltre 12 000 biglietti.[9] L'impianto ospitò per qualche anno anche le partite dell'Unione Venezia, il sodalizio nato dalla fusione delle due società calcistiche cittadine nel 1987, tornando ad ospitare le gare del nuovo Mestre in seguito alla rifondazione del 1991.[9]

Il Francesco Baracca, che ad oggi dispone di una capienza di 6 181 posti,[10] è considerato un vero e proprio monumento e simbolo di identità della città di Mestre, per la memoria storica che rappresenta e per l'importanza che ha avuto nel sociale e nella storia moderna della città,[11] come testimonia l'impegno della popolazione mestrina nello scongiurare il suo abbattimento nel 2008.[9]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

La squadra svolge le proprie sedute di allenamento presso il centro sportivo di Zelarino.[4]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito internet ufficiale della società.[4]

Staff dell'area amministrativa
  • Italia Stefano Serena - Presidente
  • Italia Francesco Martucci - Direttore generale
  • Italia Marcello Benedetti - Direttore sportivo

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Di seguito l'elenco dei fornitori tecnici e degli sponsor ufficiali.

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • fino al 1999 ...
  • 1999-2000 Telethon[12]
  • 2000-2014 ...
  • 2014-2015 nessuno sponsor
  • 2015-oggi ...Mestre a favore dei bambini...!!![13]

Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

Sulle divise della stagione 2015-2016 il Mestre reca la scritta ...Mestre a favore dei bambini...!!!; ciò nasce dall'impossibilità di associare alla squadra il marchio Unicef, di cui il Barcelona dispone dell'esclusiva.[13]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'A.C. Mestre e Categoria:Presidenti dell'A.C. Mestre

Di seguito l'elenco degli allenatori e dei presidenti.[14]

Allenatori
Presidenti
  • 1905-1938 ...
  • 1938-1943 Italia Giuseppe Franchin
  • 1943-1946 ...
  • 1946-1950 Italia Angelo Fabbian
  • 1950-1951 Italia Alfonso Allomi
  • 1951-195? Italia Renzo Vidal
  • 195?-1956 Italia Domenico Preo
  • 1956-1957 Italia Lorenzo Fabris
  • 1957-1958 Comitato di reggenza
  • 1958-1961 Italia Casimiro Guarise
  • 1961-1962 Italia Gino Ceccarelle
  • 1962-1963 Italia Ivo Schiavon
  • 1963-1964 Italia Giovanni Bolgan
  • 1964-1965 Comitato di reggenza
  • 1965-19?? Italia Tiziano Longhin[32]
  • 1991-1992 Italia Renzo e Luciano Mognato
  • 1992-1993 Italia Luigi Liotto
  • 1993-1999 ...
  • 1999-2000 Italia Luigi Dalla Costa
  • 2000-2003 ...
  • 2003-2014 Italia Primo Marani
  • 2014-2016 Italia Stefano Serena

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'A.C. Mestre

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie B 1 1946-1947 1
Seconda Divisione 1 1928-1929 29
Prima Divisione 2 1931-1932 1932-1933
Serie C 25 1938-1939 1974-1975
Serie C1 1 1982-1983
Seconda Divisione 1 1929-1930 29
IV Serie 3 1952-1953 1954-1955
Serie D 10 1968-1969 2015-2016
Serie C2 15 1978-1979 2002-2003
Campionato Nazionale Dilettanti 1 1995-1996 7

Nel conteggio della Serie C sono considerate le prime annate in Prima Divisione, la C unica, la C1 e la C2. Sono escluse le annate prima del 1928, quelle dal 1933 al 1938, dal 1987 al 1995 e dal 2003 al 2015, nelle quali il Mestre ha partecipato ai tornei del Comitato Regionale Veneto o fu inattivo.

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[33][modifica | modifica wikitesto]

Il principale gruppo ultras mestrino nacque una sera del febbraio 1986, con il nome di "Gruppo Autonomo Head Out Mestre".[34] Lo scopo della fondazione del gruppo era essenzialmente riportare l'entusiasmo in una piazza delusa in seguito alla retrocessione in Serie C1.[34] Gli Head Out non ebbero vita facile poiché solo un anno dopo la nascita si concretizzò la tanto criticata quanto controversa fusione tra la Mestrina e l'allora Calcio Venezia.[34] Sempre nel 1987, i gruppi ultras mestrini, dunque gli Head Out e i "Tower Supporter" decisero di seguire le sorti del Basket Mestre, che tuttavia sparì dal panorama cestistico nazionale nel 1989.[34] Da quel momento in poi gli Head Out cominciano a seguire le sorti delle principali società mestrine impegnate nei più svariati campi;[34] nel 1988 è la volta del FavaroMestre mentre nel 1989, sempre affiancati dai Tower Supporter, viene sostenuta la Voltan Volley Mestre, che conquista la promozione in Serie A2.[34] Nello stesso anno si svolge il secondo referendum per la scissione dei comuni di Mestre e Venezia: gli ultras sono parte attiva della campagna di sensibilizzazione per il Si, tuttavia il quorum non darà il risultato sperato.[34][35]

Nel 1991 rinasce il calcio a Mestre, con la nuova Malcontenta-Mestrina, che prende parte al campionato di Eccellenza.[34] Nel girone è inserito anche il Calcio Venezia Neroverde, formazione nata per volere dei supporters veneziani anti-unionisti;[34] il 21 ottobre 1991 dunque ritorna il derby della Serenissima allo stadio Baracca, che sarà partecipato da oltre 800 spettatori. Le due curve per l'occasione fraternizzano, unite dal sentimento di risentimento verso la fusione avvenuta 4 anni prima.[34]

Nel febbraio 1994 si svolge il terzo referendum per l'indipendenza di Mestre. Anche in questo caso, gli Head Out spingono per la scissione, che tuttavia non verrà raggiunta.[34][35] Nella stagione 1994-1995 le principali formazioni mestrine trionfano nei propri campionati e gli head Out verranno affiancati dagli "Ultras Mestre", che fanno il loro debutto in curva Oberdan nella partita contro il Mogliano.[34] Nel 1997 si ripresenta lo spettro di una fusione fra una formazione metrina e una veneziana, questa volta in ambito cestistico fra i Bears Mestre e la Reyer Venezia, scongiurata dall'intervento del ultras mestrini.[34]

Gli ultras mestrini in curva Oberdan durante un derby col Venezia degli anni ottanta.

Con l'avvento del nuovo millennio, gli Head Out istituiscono una sezione dedicata alle nuove generazioni, i Giovanissimi, e nasce la sezione di Oriago.[34] In seguito al fallimento avvenuto nel 2003, i gruppi in curva si ritirano e dall'unione di intenti di alcuni ultras nasce la "Brigata Ultrà" (2004).[36] Altro gruppo da segnalare gli "Irriducibili Mestre 1929", che a differenza di altre fazione rifiutarono di seguire società mestrine diverse da quella storica anche durante il suo periodo più buio.[37]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

La tifoseria mestrina sostiene dei gemellaggi con gli ultras della Maceratese,[37][38] del Legnano[37] e del Chioggia[37]. Il capitolo rivalità è invece più districato. La principale è sicuramente quella con i concittadini del Venezia;[39] mestrini e veneziani risultano spesso, per le ragioni più svariate, in conflitto da sempre, sia per ragioni di puro campanile sia di interesse politico che ovviamente sportivo.[35][39] Tuttavia, in seguito alla fusione avvenuta nel 1987, le due fazioni si trovarono in certe occasioni a fraternizzare, unite dal risentimento comune.[34]

Altra rivalità storica è quella con i treviagiani; anche in questo l'astio affonda le proprie radici nel campanilismo storico fra le due città.[40][41] Con la tifoseria del Padova la rivalità si sviluppò nel 2001 e fu caratterizzata subito da cruenti scontri fra le due fazioni.[38][42]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fino al termine dei lavori allo stadio Francesco Baracca di Mestre
  2. ^ De Min, 1990, op. cit.
  3. ^ Zane, 2008, op. cit.
  4. ^ a b c COMUNICATO UFFICIALE CONGIUNTO FC UNION PRO E AC MESTRE, www.fcunionpro.com, 11 giugno 2015.
  5. ^ COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO UNION PRO-AC MESTRE, www.mestrecalcio.it, 11 giugno 2015.
  6. ^ Effettuato grazie al lancio di una monetina con scelta "testa" o "croce".
  7. ^ SOCIETÀ, http://acmestre.com/. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  8. ^ a b c Le maglie andarono perdute in guerra: così si passò dal granata all'arancione, http://www.ilgazzettino.it/, 10 agosto 2015. URL consultato il 26 agosto 2015.
  9. ^ a b c d e f g h i LA STORIA DELLO STADIO DI MESTRE, http://www.falquidellastrada.it/, 22 luglio 2009. URL consultato il 26 agosto 2015.
  10. ^ Stadio Francesco Baracca, http://www.comune.venezia.it/. URL consultato il 26 agosto 2015.
  11. ^ Stadio “Baracca”, la partita si gioca anche sulla dignità della città di Mestre, http://www.bellatisindaco.it/, 6 maggio 2015. URL consultato il 26 agosto 2015.
  12. ^ a b Mestre 1999-2000, https://www.facebook.com, 21 giugno 2015. URL consultato il 25 agosto 2015.
  13. ^ a b c Calcio. Storia e solidarietà nella nuova maglia dell’Ac Mestre, http://nuovavenezia.gelocal.it/, 28 luglio 2015. URL consultato il 25 agosto 2015.
  14. ^ Calcio Mestre, http://www.calciovenezia.com/, 27 agosto 2015.
  15. ^ Agendina Barlassina, 1939, p. 112
  16. ^ Agendina Barlassina, 1940, p. 124
  17. ^ Agendina Barlassina, 1941, p. 125
  18. ^ Almanacco Rizzoli, 1951, p. 190
  19. ^ Almanacco Rizzoli, 1952, p. 190
  20. ^ Serie B e Serie C: protagonisti e comprimari, da Corriere dello Sport, 219 (XXXVI), 14 settembre 1955, p. 3
  21. ^ Sandro Puppo, gentiluomo del calcio, Libertà, 18 ottobre 1986, pag.21
  22. ^ Almanacco Carcano, 1968, p. 231
  23. ^ Almanacco Carcano, 1969, p. 255
  24. ^ Trevisan allenatore del Potenza, Libertà, 1º novembre 1968, pag.9
  25. ^ Almanacco Panini, 1971, p. 310
  26. ^ Almanacco Panini, 1972, p. 311
  27. ^ Almanacco Panini, 1973, p. 312
  28. ^ Almanacco Panini, 1975, p. 285
  29. ^ Samb a Rumignani, la prima volta arrivò con Novali, http://www.rivieraoggi.it/, 20 aprile 2009. URL consultato il 26 agosto 2015.
  30. ^ Almanacco Panini, 1985, p. 301
  31. ^ Almanacco Panini, 1987, p. 344
  32. ^ Commissario straordinario.
  33. ^ Niero, 1996, op. cit.
  34. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Storia: Head Out Mestre '86, http://www.ultrasinside.it/. URL consultato il 26 agosto 2015.
  35. ^ a b c Venezia-Mestre, niente divorzio, http://ricerca.repubblica.it/, 17 novembre 2003. URL consultato il 26 agosto 2015.
  36. ^ Storia Brigata Ultrà, http://digilander.libero.it/brigataultramestre/. URL consultato il 26 agosto 2015.
  37. ^ a b c d Gli "Irriducibili": «Simpatia si, ma per noi esiste solo Mestre», http://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/, 21 settembre 2003. URL consultato il 26 agosto 2015.
  38. ^ a b LA GENESI: IL CLUB MAGICO PADOVA, http://tribunafattori.altervista.org/. URL consultato il 26 agosto 2015.
  39. ^ a b Zamparini: «La fusione? Che fesseria», http://nuovavenezia.gelocal.it/, 2 luglio 2012. URL consultato il 26 agosto 2015.
  40. ^ Derby ad alto rischio: il Treviso a Mestre senza tifosi, http://tribunatreviso.gelocal.it/, 29 gennaio 2015. URL consultato il 26 agosto 2015.
  41. ^ Tifosi aggrediti, caccia agli ultras violenti, http://nuovavenezia.gelocal.it/, 4 novembre 2014. URL consultato il 26 agosto 2015.
  42. ^ La tifoseria del Padova…, http://www.pianetaempoli.it/, 23 febbraio 2013. URL consultato il 26 agosto 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Agendina del Calcio Barlassina 1939-1940, Venezia, Assicurazioni Generali Venezia, 1939.
  • Agendina del Calcio Barlassina 1940-1941, Venezia, Assicurazioni Generali Venezia, 1940.
  • Agendina del Calcio Barlassina 1941-1942, Venezia, Assicurazioni Generali Venezia, 1941.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1951, Milano, Rizzoli edizioni, 1951.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1952, Milano, Rizzoli edizioni, 1952.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1968, Carcano edizioni, 1968.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1969, Carcano edizioni, 1969.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1971, Modena, Panini s.p.a., 1971.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1972, Modena, Panini s.p.a., 1972.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1973, Modena, Panini s.p.a., 1973.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1975, Modena, Panini s.p.a., 1975.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1985, Modena, Panini s.p.a., 1985.
  • Almanacco illustrato del Calcio 1987, Modena, Panini s.p.a., 1987.
  • Augusto Berton, Vito Caon, Mestre, 1999.
  • Claudio De Min, Cinquantanove anni di storia del calcio Mestre, Mestre, Comune di Venezia. Assessorato allo Sport, 1990.
  • Giovanni Niero, Head Out Mestre: 10 anni della nostra storia, Mestre, Giovanni Niero, 1996.
  • Umberto Zane, Un ruggito lungo un secolo, cento anni di calcio a Venezia e a Mestre, Venezia, Matteo Editore, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]