Caiman latirostris

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Caimano dal muso largo
Caiman latirostris (AU)-top-front.JPG
Caiman latirostris
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Crocodylia
Famiglia Alligatoridae
Genere Caiman
Specie C. latirostris
Nomenclatura binomiale
Caiman latirostris
Daudin, 1801
Sinonimi
  • Cynocephalus Dumeril & Bibron, 1836
  • Fissipes Spix, 1825
  • Lutescens Rovereto, 1912
  • Sclerops Wied, 1825
Areale

Caiman latirostis Distribution.png

Areale del caimano dal muso largo

Il caimano dal muso largo (Caiman latirostris, Daudin, 1802) è una specie del genere Caiman, originario del Sud America centrale ed orientale, comprendendo il Brasile sud-orientale, l'Argentina settentrionale, Uruguay, Paraguay e Bolivia. Questi rettili si trovano principalmente negli specchi d'acqua dolce, nelle paludi e nelle mangrovie, di solito in acque ferme e/o molto lente.[2] Può essere trovato anche nei canali artificiali usati per l'irrigazione dei campi e l'allevamento bovino.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Primo piano della testa

In natura, gli adulti raggiungono normalmente una lunghezza media compresa tra i 2 e i 2,5 metri (6,6-8,2 piedi), sebbene siano stati registrati esemplari eccezionali che hanno raggiunto anche i 3,5 metri (11 piedi).[2][4] Gli esemplari adulti in cattività raggiungono un peso di 29,2-62 kg (64-137 libbre).[5]

Il caimano dal muso largo tende ad essere di colore verde oliva chiaro. Alcuni individui hanno macchie sul volto.[6] La caratteristica fisica più evidente di questo animale è il muso è largo e robusto, da cui deriva il nome dell'animale.[3] Questo largo muso è ben adattato per strappare la vegetazione mentre l'animale si sposta nella foresta alla ricerca di cibo. A causa di ciò, ingoiano anche parte della fitta vegetazione.[7]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Abita nella parte orientale e centrale del Sud America (il suo areale comprende il Brasile sudorientale, l'Argentina settentrionale, l'Uruguay, il Paraguay e il Bolivia). Predilige le zone d'acqua dolce stagnanti o con poca corrente, paludi e mangrovie. Può essere trovato anche nei canali artificiali usati per l'irrigazione dei campi e l'allevamento bovino.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Un esemplare sulle sponde di uno stagno a Bonito MS, Brasile

Come la maggior parte dei coccodrilli, il caimano dal muso largo è ectotermico, pertanto la sua temperatura corporea dipende dalla temperatura dell'ambiente esterno. Un recente studio sul contributo della frequenza cardiaca alla regolazione della temperatura corporea dei caimani ha mostrato un aumento della frequenza cardiaca all'aumentare della temperatura, ed un abbassamento quando la temperatura si abbassava.[8]

Il calore viene assorbito attraverso la pelle nel sangue, mantenendo alta la sua temperatura corporea. Un aumento della frequenza cardiaca aiuta il trasferimento di calore appena assorbito attraverso tutto il corpo più rapidamente. Quando l'aria diventa più fresca, il cuore rallenta la sua attività.[8] Come per la maggior parte dei rettili, la temperatura esterna determina anche il sesso dei cuccioli.

Dieta[modifica | modifica wikitesto]

Il caimano dal muso largo si nutre principalmente di piccoli invertebrati, e grazie al largo e potente muso è in grado di spezzare i gusci di lumache e tartarughe.[3] Con l'aumentare delle dimensioni degli individui aumentano anche le dimensioni delle loro prede. Tutti i giovani caimani dal muso largo hanno una dieta composta principalmente da insetti; tuttavia, man mano che il caimano cresce, comincia a predare anche prede più grandi come uccelli, pesci e rettili.[9] Alcuni esemplari in cattività sono stati documentati e fotografati mentre divoravano il frutto del Philodendron bipinnatifidum, senza stimolazione esterna, anche se non è chiaro se ciò sia dovuto al fatto che fossero ospitati con dei tegu o se sia un comportamento naturale.[10] Uno studio successivo di un altro gruppo ha concluso che il caimano dal muso largo, e i suoi parenti più stretti, siano onnivori obbligati e svolgano un ruolo molto importante nella dispersione dei semi delle piante nei loro habitat.[11]

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare al Burger´s Zoo, Paesi Bassi

Le femmine depongono dalle 18 alle 50 uova alla volta. All'interno di un nido sono state contate fino a 129 uova, sebbene siano eventi rari e probabilmente il risultato di diverse deposizioni.[2] Le femmine depongono le uova in due strati, con una leggera differenza di temperatura tra i due strati. Ciò si tradurrà in un rapporto più uniforme tra maschi e femmine.[3] Il caimano non ha cromosomi sessuali, ma dipende invece dalla temperatura esterna per determinare il rapporto tra prole maschio e femmina. Le uova lasciate a temperature più calde (32 °C (90 °F) o superiori) si schiuderanno in femmine mentre le uova esposte a temperature più basse (31 °C (88 °F) o inferiori) si schiuderanno in maschi.[12] Vi sono anche fattori più importanti che contribuiscono alla determinazione del sesso dei futuri nascituri, come i livelli di estrogeni e i livelli di stress della madre. Uno studio condotto sul campo ha concluso che ogni nido era diverso nel sesso sebbene fossero esposti alla stessa temperatura. Ciò indica che ci sono altri fattori che contribuiscono alla scelta del sesso.[13]

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La caccia alla specie iniziò nel 1940 per poter lavorare la sua pregiata pelle dalla consistenza morbida. Tuttavia molti paesi hanno reso illegale la caccia a questa specie consentendo alla popolazione del caimano dal muso largo di recuperare.[2] Oggi invece la distruzione dell'habitat è la principale minaccia per la specie.[2] La deforestazione ed il deflusso dell'inquinamento sono le due cause principali della distruzione del loro habitat.[3]

È una specie molto nota nelle lagune delle aree urbane di Barra da Tijuca e Recreio dos Bandeirantes, a Rio de Janeiro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Crocodile Specialist Group, Caiman latirostris, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ^ a b c d e Verdade,L.M. Alejandro,L. and Pina, C.I. "Broad-snouted Caiman Caiman latirostris . Animal Ecology Laboratory, Department of Biological Sciences. http://www.iucncsg.org/ph1/modules/Publications/ActionPlan3/04_Caiman_latirostris.pdfIts[collegamento interrotto]. 2010. pp. 18-22.
  3. ^ a b c d e Britton, A. "Caiman latirostris (Daudin, 1801). Crocodilian Species List.http://www.flmnh.ufl.edu/cnhc/csp_clat.htm. 2009.
  4. ^ [1]
  5. ^ Archived copy (PDF), su docentes.esalq.usp.br. URL consultato il 13 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  6. ^ Britton, A. "Caiman latirostris (Daudin, 1801). Crocodilian Species List.http://www.flmnh.ufl.edu/cnhc/csp_clat.htm. 2009
  7. ^ Borteiro, C. Gutierrez, F. Tedros, M. and Kolenc, F. Food habits of the Broad-snouted Caiman (Caiman Latirostris:Crocodylia, Alligatoridae) in northwestern Uruguay. Studies on Neotropical Fauna and Environment. Vol. 44, No. 1, April 2009, 31-36.
  8. ^ a b Micheli, M.A. Campbell, H. A. Autonomic control of heart rate exhibits diurnal shifts in a crocodilian.Amphibia-Reptilia, Vol. 29 Issue 4, 2008. 567-571.
  9. ^ Borteiro, C. Gutierrez, F. Tedros, M. and Kolenc, F. Food habits of the Broad-snouted Caiman (Caiman Latirostris:Crocodylia, Alligatoridae) in northwestern Uruguay. Studies on Neotropical Fauna and Environment. Vol. 44, No. 1, April 2009, 33-35.
  10. ^ Brito et al. 2002. "Do caiman eat fruit?".http://www.rc.unesp.br/ib/zoologia/denis/Brito_et_al.pdf. 2002.
  11. ^ S.G Platt, R.M Elsey e H. Liu, Frugivory and seed dispersal by crocodilians: an overlooked form of saurochory?, in Journal of Zoology, vol. 291, 2013, DOI:10.1111/jzo.12052.
  12. ^ Lang, J.W. "Sex Determination."Crocodiles and Alligators. Ross, C.A. Garnett, S. Dr. Facts on File, New York. 1989. 120.
  13. ^ Melina Simoncini, Influence of Temperature Variation on Incubation Period, Hatching Success, Sex Ratio,and Phenotypes in Caiman Latirostris, in Experimental Zoology Part A:Ecological and integrative Physiology, vol. 331, 2019, p. 299-307.

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